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Classificato in Note di Scienze sociali di Scapolo.

Posted in 12 Febbraio 2010 itItaliano e 7.895 size byte.

Manzoni vuole scrivere un romanzo educativo che quindi abbia un fine utile x gli uomini e la società in generale. "il vero x sogg, l'utile x scopo e l'interessante x mezzo" è la dichiarazione di poetica che manzoni fa nella lettera a d'azeglio sul romanticismo sostenendo appunto che l'opera deve essere utile, avere un contenuto storicamente verificabile e deve ricorrere ad un repertorio stilistico e tematico che sia interessante x il maggior numero di persone possibili.
nei promessi sposi vi sn due tipi di mex. quello più evidente, rivolto al pubblico più vasto, rimanda alla concezione cattolico liberale moderata di manzoni che riconosce le ingiustizie sociali ma invita il popolo ad avere pazienza, a nn ribellarsi irrazionalmente (vedi critica alla folla nei tumulti di san martino) e a credere nell'azione mediatrice della chiesa. l'altro mex più nascosto rimanda al disegno divino, imprescrutabile x gli uomini, che cmq devono avere fiducia in dio e sperare in una consolazione ultraterrena.
x quanto riguarda i personaggi, essi sn disposti all'interno del romanza in modo bilanciato, in un rapporto tra forze e controforze che ruota intorno al contrasto bene/male tant'è che calvino ha definito i promessi un romanzo dei rapporti di forza. renzo è un eroe cercatore, il cui cronotopo essenziale è la strada attraverso cui viene a contatto con l'umanità più variegata e con i meccanismi del potere e della giustizia. fa un percorso di formazione che dal punto di vista ideologico culmina con l'abbondono della velleità di farsi giustizia da sl e il perdono di don rodrigo, dal punto di vista sociale con il successo economico x cui passa da contadino ad imprenditore. lucia la troviamo sempre in posti chiusi, viene sempre a contatto con personaggi appartenenti a sfere sociali più alte. xsonaggio ritroso e schivo, la cui sessualità viene tenuta nascosta. ama renzo ma questo amore nn si carica mai in senso erotico cm invece x ermengarda nell'adelchi. xsonaggio apperentemente debole, è dotato in realtà di solide convinzioni morali tant'è che manzoni le affida il "sugo della storia"

Fra Cristoforo ebbe una vocazione a seguito di un momento di crisi. Questa crisi fu dovuta ad un omicidio commesso ai danni di un nobile durante un duello di cui rimase ferito e poteva perdere la vita. Fu un omicidio per legittima difesa, non era lui che volle questo duello. Allora fu condotto in un convento di cappuccini li presente e durante la convalescenza sentì questa chiamata. Divenne novizio e poi cappuccino.

La Monaca di Monza, invece, ebbe una vocazione per costrizione dei suoi genitori e non volontaria.
Manzoni riprende la storia vera di una suora, protagonista di un celebre scandalo che sconvolse Monza all'inizio del XVII secolo. I De Leyva erano i feudatari di Monza: Marianna apparteneva dunque alla più potente famiglia della città. Si fece suora, assumendo il nome religioso di suor Virginia, probabilmente spinta o costretta dai genitori, secondo un costume diffuso all'epoca. Dopo alcuni anni, ella intrecciò una relazione con il nobile monzese Gian Paolo Osio, che abitava a fianco del suo convento. Dalla relazione nacque un figlio la cui esistenza venne tenuta nascosta; quindi un'ulteriore gravidanza fu interrotta da un aborto. La situazione precipitò quando la giovane conversa Caterina Cassini da Meda minacciò di rendere pubblica la relazione: nel 1606 Osio la uccise e la seppellì presso il convento, quindi tentò di eliminare altre due suore che erano state loro complici, per assicurarsi che non parlassero. Una di loro però sopravvisse e denunciò tutto alle autorità, e lo scandalo esplose. Suor Virginia, subito arrestata, fu condannata alla reclusione a vita in una cella murata. Il 25 settembre 1622, tuttavia, ottenne un condono riprendendo gradualmente la sua vita monacale. Osio invece, condannato a morte in contumacia e ricercato, si rifugiò a Milano presso dei nobili suoi amici, ma essi lo tradirono e lo uccisero per incassare la taglia che era stata offerta per la sua cattura.

gertrude è la vera donna del 1600 lucia invece è uno spirito casto pudico tipico del romanticismo.la prima è un simbolo di come le ingiustizie possano annullare la bontà umana corrompendola portandola ad agire male,piegandosi al potere a un amore sbagliato visto la sua condizione ma ad una strana predisposizione quasi maniacale verso le vicende di lucia,pare redenta mentre fa confidare la sposina mentre le dice di non preoccuparsi ora che è a monza ma poi la ripudia lasciandola nelle mani dell innominato ad un solo cenno di egidio lo sciagurato di cui gertrude è perdutamente innamorata. lucia invece è il simbolo di come la divina provvidenza possa riscattare gli umili e gli oppressi e li possa consolare portandoli per mano verso la strada della salvezza. è una ragazza buona profondamente credente disposta ad agire solo nei modi moralmente corretti e si ricordi che la sua morale è subordinata solo alla religione.nei momenti difficili ella prega non fa nulla per causare l ira degli altri personaggi anzi li aiuta a salvarsi un po come la beatrice dantesca è la mano di cui prima ho parlato l instrumentum salutis come dicono i miei appunti... ella frena gli spiriti che annebbiano la mente di renzo quand è irato segue le regole della madre ma è costretta in alcuni casi a ignorarli perche sono idee distorte ama timidamente ma intensamente un giovane ma per timore di dio sarebbe capace a abbandonarlo pur di non sciogliere un voto..è un po noiosa ma è il modello di donna che deve condurre alla salvezza la figura della redenzione per personaggi come l innominato e l unica speranza per renzo nei momenti bui della cattività milanese e durante la peste



Fra Cristoforo ebbe una vocazione a seguito di un momento di crisi. Questa crisi fu dovuta ad un omicidio commesso ai danni di un nobile durante un duello di cui rimase ferito e poteva perdere la vita. Fu un omicidio per legittima difesa, non era lui che volle questo duello. Allora fu condotto in un convento di cappuccini li presente e durante la convalescenza sentì questa chiamata. Divenne novizio e poi cappuccino.

La Monaca di Monza, invece, ebbe una vocazione per costrizione dei suoi genitori e non volontaria.
Manzoni riprende la storia vera di una suora, protagonista di un celebre scandalo che sconvolse Monza all'inizio del XVII secolo. I De Leyva erano i feudatari di Monza: Marianna apparteneva dunque alla più potente famiglia della città. Si fece suora, assumendo il nome religioso di suor Virginia, probabilmente spinta o costretta dai genitori, secondo un costume diffuso all'epoca. Dopo alcuni anni, ella intrecciò una relazione con il nobile monzese Gian Paolo Osio, che abitava a fianco del suo convento. Dalla relazione nacque un figlio la cui esistenza venne tenuta nascosta; quindi un'ulteriore gravidanza fu interrotta da un aborto. La situazione precipitò quando la giovane conversa Caterina Cassini da Meda minacciò di rendere pubblica la relazione: nel 1606 Osio la uccise e la seppellì presso il convento, quindi tentò di eliminare altre due suore che erano state loro complici, per assicurarsi che non parlassero. Una di loro però sopravvisse e denunciò tutto alle autorità, e lo scandalo esplose. Suor Virginia, subito arrestata, fu condannata alla reclusione a vita in una cella murata. Il 25 settembre 1622, tuttavia, ottenne un condono riprendendo gradualmente la sua vita monacale. Osio invece, condannato a morte in contumacia e ricercato, si rifugiò a Milano presso dei nobili suoi amici, ma essi lo tradirono e lo uccisero per incassare la taglia che era stata offerta per la sua cattura.

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