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Posted in 26 Marzo 2010
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DIFFERENZE TRA IMPRESSIONISMO E POST-IMPRESSIONISMO
Le linee guida dellimpressionismo si sintetizzano nei seguenti punti:ripresa della pittura allaperto( en plain air),velocità nella creazione dellopera nata da una visione pittorica che tentava di rappresentare loggetto in maniera naturale e oggettiva. Queste caratteristiche avvicinano la pittura alla fotografia, nata proprio in quegli anni. Sta proprio nel superamento di questa visione(quasi meccanica) della realtà il concetto alla base del post-impressionismo. I pittori postimpressionisti, infatti, rifiutano la sola impressione visiva e la libertà del colore e cercando di andare oltre attuano: il ripristino della linea di contorno e del disegno e di conseguenza il ritorno all'utilizzo del marrone e del nero; la stesura del colore in campiture piatte e monocromatiche; la tendenza al linearismo e la predilezione per la bidimensionalità, non dipingevano più all'aperto, ma in atelier (quadri di dimensioni enormi!) e i soggetti erano STUDIATI, cioè erano preceduti da disegni preparatori.. Le tecniche da loro utilizzate danno unimpostazione soggettiva alle opere,che non saranno + solo una visione rapida della realta ma la propria personale visione,ciò k loggetto appare al pittore.
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Dipinto nel 1889, "La notte stellata" di Vincent Van Gogh (di cui esistono, per altro, molteplici versioni) rappresenta forse, più di ogni altra opera del grande pittore olandese, la summa della sua concezione naturalistica, non tanto in termini strettamente filosofici, ma nel senso del suo rapporto quotidiano, visivo, con il mondo esterno e, nella fattispecie, col firmamento.
Se osserviamo le dimensioni attribuite alle figure, prevale la volta stellata, il cielo maculato di astri, di bagliori e di aureole. È evidente l'intento dell'autore di rappresentare un mondo sensibile, che affascina, stupisce, ammalia, per la sua grandiosità, per l'energia che può emanare. La nota carica espressiva di Van Gogh fa sì che il cielo copra il paesaggio sottostante, quasi ad avvolgerlo, a proteggerlo "affettuosamente" in un largo e materno abbraccio. I colori della volta celeste si riflettono sulle case, sulle montagne, sui colli, ed ecco che una miriade di tasselli blu, gialli, verdi, si giustappongono, si accostano, si mescolano, riportando alla mente le composizioni divisioniste di Seurat.
Non mancano, tuttavia, nel dipinto aspetti enigmatici, inquietanti (come, ad esempio, la presenza in primo piano del cipresso, con la sua imponente sagoma scura, che sembra ricondurre immediatamente l'osservatore alla realtà dell'umano destino) resi ancor più "palpabili" dalla pennellata corposa, materica, impressa sulla tela con un'energia che non è solo muscolare o fisica, ma proviene dal profondo dell'animo.
Ancor prima dei soggetti dipinti, è proprio quest'istintività, questa forza compositiva ad indicare il travagliato rapporto dell'artista con la realtà del mondo e della vita. Tutto parla d'incanto nella tela. Infatti, magico e fatato appare il piccolo villaggio che dorme, rischiarato dalla luna nel cielo. Eppure il tratto tortuoso, spezzato, talvolta cupo, rivela l'indubitabile tormento interiore dell'autore. Al contempo, la scelta di tonalità calde, presenti qua e là, come il giallo e l'arancio, contribuiscono a rasserenare l'animo e ad offrire una sensazione di bellezza e di vita. Analogamente, i flussi atmosferici (o se si vuole, le nebulose astrali) risolti in forme turbinose e spiraleggianti, sembrano possedere un impeto e una vita non propri, e autorizzerebbero perciò ad adombrare una matrice superiore, divina.
Dunque, Van Gogh, pittore spesso solare, di girasoli, di campi di grano, di prati, non ha potuto sottrarsi al fascino di un paesaggio illuminato dalla luna, vissuta nel suo cuore come faro prezioso o addirittura sole della notte, ma la composizione è comunque tinta da una vena malinconica, che lo accomuna ad altri artisti dell'Ottocento, fra cui il nostro Leopardi.
Il tema del firmamento, in particolare della luna, è presente in molti poeti ed anche nel Recanatese, pur se in quest'ultimo assume volutamente le caratteristiche del quesito profondo, della riflessione filosofica, della speculazione metafisica. Pure Leopardi riflette sul rapporto uomo-natura e sull'impossibilità dell'individuo moderno di vivere un'esistenza appagante ed armoniosa con la realtà della vita. Calzante ci sembra l'esempio del Canto notturno di un pastore errante dell'Asia, nel quale ancora una volta viene espresso il suo pessimismo cosmico. E forse vale la pena di completare il raffronto tra i due artisti, notando che il paesaggio di Van Gogh è fisico, concreto, anche se poi finisce con l'indurre chi osserva a considerazioni sovrasensibili ed esistenziali, mentre la luna descritta da Leopardi è silenziosa, astratta, tutto sommato lontana, troppo lontana dagli uomini per poter fornire delle risposte ai tanti interrogativi che essi si pongono e che, molto spesso finiscono per farli smarrire, come sempre succede di fronte ad un imperscrutabile mistero.
La Luna di Van Gogh (che pure è artista tormentato da vicende sue personali, oltre che dalla, più o meno cosciente, partecipazione agli eventi del tardo decadentismo) ha il calore, la suggestione e l'energia per consolare, quella di Leopardi appare soltanto un enorme sasso in mezzo al cielo, che non ha ragione di esistere, perché nulla può fare per l'uomo, se non illuminargli, materialmente, il cammino.
La luna di Van Gogh è romantica, amica, calda come la passione impetuosa e travolgente per la vita, quella del Leopardi è una luna più razionale, fredda, ma non per questo meno bella e struggente.
Ciò che accomuna i due artisti non è, ovviamente, la loro collocazione temporale all'interno del medesimo secolo, ma l'uguale sentire e il lirico sgomento di fronte alla varietà dell'esistente.
Il Post-Impressionismo e Van Gogh
Van Gogh rispetto agli impressionisti, tende a proiettare nella realtà se stesso, e quindi tende a trasformarla, a trasfigurarla secondo i suoi sentimenti.
Anche Van Gogh, come Gaugin, usa la linea non come mezzo descrittivo, ma con funzione espressiva, trasformando il colore reale per renderlo suggestivo: il colore non è dunque quello reale, ma un colore che suggerisce lemozione, un colore attraverso cui Van Gogh si esprime con più forza.
Limportante quindi non è descrivere dei fatti narrati in modo oggettivo, ma il significato umano di ciò che si rappresenta, così come lo si sente.
Nel 1886, (anno in cui si trasferisce a Parigi), vi è una svolta nella pittura di Van Gogh: egli infatti capisce appieno lImpressionismo, schiarendo la sua tavolozza (fino ad allora scura e monotona), e viene a contatto con le teorie di Seurat, adottandole con grande entusiasmo. Qui però non si può parlare di puntillismo, ma di divisionismo, in quanto i puntini si trasformano in linguette di colore accostate, disposte coerentemente alla forma del soggetto (come si nota nel suo Autoritratto).
Nel 1888 si trasferisce ad Arles, nel sud della Provenza, regione ricca di colori e luminosità. Egli ha il progetto di aprire un Atelier del Sud, un luogo in cui tutti gli artisti che avrebbero voluto cercare pace e tranquillità avrebbero potuto rifugiarsi: invece qui la sua situazione mentale peggiora, ed è costretto a ricoverarsi diverse volte in case di cura. Nonostante tutto in questo periodo dipinge circa 200 opere di altissimo livello.
Per molto tempo Van Gogh è stato studiato in chiave psicanalitica, cercando di capire quanto le sue turbe psichiche abbiano potuto influire sul suo modo di esprimersi. Quello che è importante non è questo, ma che le opere di Van Gogh appaiono come lespressione dellangoscia esistenziale delluomo moderno in un momento di crisi dei grandi valori tradizionali che lo avevano rassicurato nel corso dellottocento.
In sintesi le caratteristiche principali sono:
1) pittura realisto-sociale cupa e drammatica, segno anche di una profonda tragicità interiore
2) superamento del realismo e allontanamento dall' iniziale vicinanza ai modi di Millet
3) uso simbolico del segno e del colore, espressivi di uno stato d' animo
4) profondo interesse per la resa cromatica della luce, disgiunto però dall' approccio scientifico tipico dei "pointllistes"
5) nella stesura del colore progressivo distacco dalla lezione di Gauguin a favore di una disposizione a tratti e filamenti che diventerà caratteristica del pittore
6) sembra dare un' anticipazione dell'espressionismo
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