Tratti distintivi stile romanico

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I veneziani, attraverso i loro traffici marittimi, erano in stretto contatto con l'Oriente; quando attorno al 1063 decisero, pochi anni dopo la ricostruzione della cattedrale nella rivale Aquileia, di riedificare la basilica del loro santo patrono, san Marco, scelsero a modello la basilica degli Apostoli di Costantinopoli, che era stata ricostruita nel VI secolo dagli stessi architetti di Santa Sofia. Fu una decisione ardita, ispirata da motivi essenzialmente politicocelebrativi, cioè dal ravvisare nell'ispirazione a un modello antico una forte ragione di prestigio e di autorevolezza ideologica. Da tempo non si costruivano più volte e cupole di quelle dimensioni. La pianta della basilica di San Marco è a croce greca con cinque cupole, una all'incrocio e una su ogni braccio; pur sé ispirata a modelli bizantini, si tratta di una chiesa tipicamente roma: nica dotata di cripta, in cui la scultura svolge un ruolo importante, anche sé le decorazioni dei portali e le lastre con le immagini di santi (ma anche di Ercole, mitico eroe dei veneti) furono eseguite soltanto nel XIII secolo. La spazialità dell interno, a differenza di quella delle chiese romaniche lombarde, sembra voler nascondere o ammorbidire l'evidenza degli elementi strutturali: lo spazio è infatti qui definito dalla luminosità morbida e dorata del ricco rivestimento musivo e connotato da un raffinato linearismo e da una preziosità cromatica che si rifanno direttamente allo stile bizantino. Anche l'esterno non si definisce per solide masse; la facciata, originariamente in mattoni, è spartita da profonde arcate che entrano in corrispondenza con le cupole comunicando una sensazione di elegante leggerezza, interamente risolta in incastri di curvilinea armonia. Verso il 1064, a Pisa, il ricco bottino ricavato dalle vittorie della potente città marinara aveva permesso il finanziamento della costruzione del nuovo Duomo, un monumento imponente in cui si fondono suggestioni classiche e orientali, ben comprensibili in una città abituata agli scambi e ai confronti con altre culture. L'edificio venne eretto in un vasto spazio al di fuori del centro cittadino; nello stesso luogo (Campo dei Miracoli) vennero poi costruiti il battistero, il campanile e il camposanto. (vedi Analisi d'opera, pp. 176-177). L'esempio della cattedrale di Pisa ebbe enorme influenza per gli sviluppi dell'architettura nel territorio limitrofo (come dimostrano la cattedrale di San Martino a Lucca e la chiesa di San Giovanni Fuorcivitas a Pistoia) e arrivò perfino in Sardegna e in Corsica, a quell'epoca poste sotto la dominazione pisana.


Alle soglie dell'XI secolo l'Europa iniziò un cammino di sviluppo che toccò tutti gli aspetti della sua civiltà. In primo luogo si moltiplicarono i dissodamenti di nuovi terreni e le fondazioni di nuovi villaggi. Come effetto di una poderosa crescita demografica, le città si ripopolarono e con esse, a poco a poco, risorsero le attività artigianali e commerciali. Si aprirono così regolari correnti di traffici che andavano dal Vicino Oriente al mare del Nord, nelle quali i mercanti italiani e francesi svolgevano il ruolo di intermediari. Di regione in regione, con i ritmi lenti ma regolari delle fiere e dei trasporti a soma, si muovevano per l'europa manufatti, idee, persone. L'Europa cristiana, contadina e feudale allargava i suoi confini in ogni direzione. In questa fase della vita dell'Occidente cristiano, tutto ruotava ancora intorno alla religione e alla Chiesa. Nelle campagnele abbazie e le pievi rappresentavano non solo il principale punto di agglomerazione sociale per le popolazioni, ma anche uno dei grandi motori dello sviluppo agricolo. Nelle città italiane poi, dove l'autonomia dei comuni venne sostenuta anche dai vescovi, la cattedrale era l'emblema del risveglio della coscienza cittadina. In questo periodo, nel monastero benedettino di Cluny, nella Francia centro orientale, nacque un vasto movimento di protesta contro la corruzione del clero, il suo bassissimo livello culturale, la perdita di autorevolezza morale. I cluniacensi proponevano la "riforma" monastica, basata sul ritorno ai principi fondamentali della regola benedettina. Cluny, indipendente dal vescovo e soggetta soltanto al papa, divenne così un centro religioso, politico ed economico di grande importanza, che alla metà dell'XI secolo affiliava già un centinaio di monasteri in tutta Europa. Il monastero borgognone fu anche un eccezionale centro di vita intellettuale, dal quale si irradiarono l'arte e la cultura romaniche.La parola "romanico" fu,coniata nella seconda metà dell'OttocerrtMall'archeologo francese Arcisse de Caumòfit. Il termine "romanico" veniva contrapposto a "gotico" per sottolinearne il carattere neolatino, mentre il gotico designava forme d'arte di origine germanica (da "goti"). Secondo questa ipotesi, la cultura del romanico era strettamente imparentata con quella delle nascenti lingue e letterature romanze, in particolare quelle francesi e italiane. Oggi il termine "romanico" è universalmente accettato per caratterizzare la produzione artistica di una determinata epoca, ma non viene più concepito rigidamente: la contrapposizione con il gotico non è così netta e, d'altra parte, l'identificazione dell'arte romanica con la cultura romanza non è mai stata totale e assoluta. Con il termine romanico si indica uno stile che si è imposto nell'arte europea nel corso dei secoli XI e XII. Più precisamente, e facendo riferimento all'architettura, si sogliono individuare quattro diversi periodi nello sviluppo di questo linguaggio artistico:prepmanico (secoli X-XI); protoromanico o primo romanico (fino alla metà dell'XI secolo); romanico maturo o seconda arte romanica (fino agli inizi del XIII secog). Non a caso parliamo di arte europea: il romanico è infatti una manifestazione artistica che riguarda un'area molto estesa, dalla Francia all'Italia meridionale, dall'Inghilterra alla Spagna. In ciascuna regione il linguaggio romanico assunse caratteri e declinazioni peculiari, ma ovunque esso scaturì dalla stessa matrice culturale di ispirazione cristiano medievale, usò sia nella pittura cha nella scultura gli stessi simboli figurativi, attuò analoghe soluzioni architettoniche.


Fondata nel 522 e consacrata nel 547, la chiesa di San Vitale è l'edificio ravennate che meglio documenta la rinnovata grandezza dell'impero. Essa rappresenta, in Italia, il più illustre esempio di costruzione architettonica tardoantica di gusto inequivocabilmente orientale. Ispirata alla pianta centrale della chiesa dei Santi Sergio e Bacco di Costantinopoli, San Vitale gareggia con la contemporanea Santa Sofia per la ricchezza policroma dei materiali e la raffinatezza delle soluzioni decorative. Buona parte dell'apparato decorativo fu importato, già lavorato, dalla capitale d'Oriente. Un ruolo attivo nella costruzione fu svolto anche da Giuliano l'Argentario, un ricco banchiere greco che finanziò l'impresa. L'architettura è la manifestazione più imponente del romanico, ed è anche la più complessa per la molteplicità delle soluzioni adottate nelle diverse aree dell'Occidente cristiano, per gli innesti di diverso tipo con le culture precedenti, per la non sempre uguale disponibilità di mezzi e di maestranze. Il monumento principe di questo periodo è la chiesa. Le chiese romaniche furono un elemento di primaria importanza nel paesaggio medievale. Il loro aspetto massiccio e imponente e la fantasia dei programmi decorativi attestano il ruolo di riferimento che l'edificio religioso aveva nelle campagne e nelle città di quest'epoca. Per quanto riguarda la scultura romanica, sua caratteristica fondamentale è l'essere pensata in stretto rapporto con l'architettura. Il mutamento di stile architettonico coinvolge tempestivamente la scultura in pietra, che nell'alto Medioevo aveva attraversato un periodo di decadenza.In epoca romanica la scultura invade letteralmente tutti gli elementi architettonici• timpani, capitelli, architravi e archivolti dei portali. Un efficace esempio è costituito dal capitello, che viene trasformato in funzione delle nuove esigenze espressive: figure umane e animali ne invadono la struttura, in alcuni casi collocandosi sugli Spigoli, in altri componendosi entro schemi che percorrono senza interruzione tutti i lati. Caratteristico della scultura romanica è lo stile grafico, in cui il segno vale come indicazione simbolica e stilizzata dell'oggetto da rappresentare. Vi sono però esempi in cui il prevalere della tradizione carolingia e ottoniana porta a soluzioni di estrema raffinatezza, più naturalistiche, come nei celebri capitelli di Clunyjn ogni caso, nella scultura e, in generale, nell'arte figurativa romanica, l'intento didascalico e simbolico prevale nettamente su quello descrittivo e realistico. La civiltà in cui il romanico fiorì era infatti interamente permeata di religiosità e quindi fortemente legata a forme e valori simbolici.



Splendore di una capitale imperiale Alla morte di Teodorico, nel 526, l'Italia fu sconvolta da una lotta accanita alla fine della quale la penisola tornò sotto la sovranità dell'imperatore d'Oriente Giustiniano. Dal 540 Ravenna non fu più capitale ma sede del comando militare, mentre nel 550 fu elevata a sede di arcivescovado. Astrazione e simbolismo nei mosaici... Nella chiesa ariana del Salvatore, costruita all'epoca di Teodorico, divenuta Sant'Apollinare Nuovo (e consacrata al culto cattolico), fu cancellata buona parte delle rappresentazioni della corte teodoriciana, collocate, come abbiamo visto, nella fascia inferiore della parete della navata principale; al loro posto l'arcivescovo Agnello (570) fece realizzare un lungo corteo di santi e sante martiri (Teoria di Sante), che si avviano rispettivamente verso il Salvatore o al seguito dei re Magi. Lo stile aulico della raffigurazione è chiaranriente di marca bizantina, il fondo è completamente d'oro. Le figure sono rigide e frontali, non hanno spessore, né sono collocate in uno spazio definito. I loro gesti rituali, ripetuti e orientati verso la stessa direzione, danno l'impressione dello svolgersi di una lenta e solenne processione. Netta è la differenza tra queste figure, ieratiche e immateriali, e quelle del tempo di Teodorico, nelle quali erano ancora presenti elementi prospettici e naturalistici. Nel 549 Massimiano consacrò l'ultima delle grandi basiliche di Ravenna, Sant'Apollinare in Classe, con splendidi capitelli e colonne provenienti da Bisanzio Il mosaico absidale di questa basilica è il punto più alto del simbolismo tipico dell'arte bizantina. La complessa iconografia allude alla Trasfigurazione sul monte Tabor, effigiata simbolicamente con la croce gemmata, inserita in un tondo con la volta celeste stellata al cui centro è un medaglione con il volto del Cristo. A fianco della croce stanno le figure di Mosè ed Elia. La croce sostituisce l'immagine di Cristo, così come le tre pecorelle simboleggiano i tre apostoli (Pietro, Giacomo, Giovanni) alla presenza dei quali avvenne l'evento miracoloso. Ai lati di sant'Apollinare, con le braccia alzate in atteggiamento orante, stanno allineate altre dodici percorelle, che simboleggiano i dodici apostoli. Anche il verdeprato, ricco di fiori, alberi, uccelli, che allude al monte Tabor, è descritto senza alcun intento realistico; gli elementi naturali sono stilizzati, dispostordinatamente, quasi intessuti nella trama di un tappeto prezioso.

Precoce manifestarsi delle nuove forme romaniche L'arte romanica ebbe in Lombardia una precoce fioritura, in diretto rapporto con il risveglio economico e con l'affermarsi delle istituzioni comunali. I primi sintomi di rinnovamento architettenico si ebbero già tra la metà del X secolo e gli inizi dell'XI, quando, in alcuni edifici religiosi (per esempio in San Vincenzo a Galliano), si manifestò una tendenza a spezzare la compattezza delle superfici murarie, a creare spazi interni più complessi e articolati e a sottolineare gli elementi strutturali dell'architettura. Con queste prime esperienze il romanico lombardo prese una strada originale e influenzò lo sviluppo dell'architettura nel resto d'Italia. Fra le innovazioni più significative operate dagli architetti lombardi vi furono la trasformazione di basiliche di origine paleocristiana, l'adozione delle coperture a volta e una sapiente ricerca di equilibrio spaziale. Sant'Ambrogio a Milano: un edificio modello Modello del romanico lombardo è la basilica di Sant'Ambrogio a Milano; essa fu fondata in età paleocristiana e trasformata in chiesa romanica nel corso dell'XI secolo (lasciando intatte l'abside e la tomba del fondatore, Ambrogio), durante l'affermazione dell'autonomia comunale nella città. La chiesa, che era il vero e proprio centro della vita cittadina, si caratterizza per un'originale struttura architettonica che corrisponde alla duplice funzione, religiosa e civile, dell'edificio. Lo spazio interno, infatti, riservato alle funzioni religiose, era preceduto da usi quadriportico esterno: questo spazio, che negli edifici paleocristiani era destinato ai catecumeni, viene ora utilizzato per le assemblee cittadine e le fiere. La facciata a capanna, affiancata da due campanili che ne accentuano la simmetria, presenta grandi archi a tutto sesto di monumentalità romana (che ricordano gli antichi archi di trionfo), disposti su due piani. Il campanile (5), o "torre", fu probabilmente ideato attorno al 1173 da Bonanno Pisano. Posto di fronte all'abside della cattedrale, ha una base circolare ed è decorato, al piano terreno, da archi ciechi, come il Duomo e il Battistero. La cosiddetta "Me di Pisa" si eleva poi su sei piani di archetti a tutto sesto, percorribili dai visitatori, con la torre campanaria sulla sommità, aggiunta tra il 1350 e il 1372 da Tommaso di Andrea di Pontedera. Tanta distanza d'anni tra l'inizio e il termine dei lavori si dovette alle innumerevoli difficoltà incontrate già pochi anni dopo l'avvio del cantiere e originate da un cedimento del terreno dovuto a una falda freatica. La costruzione venne sospesa e ripresa circa un secolo più tardi, nel 1275, da Giovanni di Simone.

Duomo Il primo edificio edificato nel Campo dei Miracoli è il Duomo, iniziato nel 1063 grazie all'ingente bottino ricavato dalle vittorie marinare; sulla cronologia delle fasi edilizie è però ancora aperto il dibattito. Sappiamo che i lavori di costruzione dell'edificio (consacrato solo nel 1118) furono iniziati dall'architetto Buscheto e ultimati da Rainaldo nel XII secolo: a lui si devono l'allungamento delle navate di tre campate, l'ultimazione dell'abside e della cupola ovoidale (ma il loggiato gotico che la circonda fu aggiunto solo nel 1380) e l'attuale facciata (1), conclusa nel secolo seguente da Guglielmo.
Il suggestivo Campo dei Miracoli di Pisa può essere considerato un vero e proprio monumento costituito da quattro edifici, il Duomo, il Battistero, la torre e il Camposanto; esso fu ideata per glorificare la potenza della fiorente città marinara, che nell'XI e nel XII secolo era divenuta un centro di scambi commerciali con tutto il Mediterraneo. La piazza erbosa (o campo) fu costruita fuori dal centro di Pisa, a ridosso delle mura. Il luogo non fu dunque pensato come punto d'incontro per i cittadini, ma come un'opera a sé stante, dal forte significato simbolico, con edifici che riassumono l'intera esistenza dell'uomo: la nascita (il Battistero); la vita religiosa (il Duomo e la torre); la morte (il Camposanto).
Il Battistero Di fronte alla facciata del Duomo, nel 1153 Diotisalvi iniziò la costruzione del Battistero (4), a pianta circolare, che sarà compiuto soltanto nel 1358 con l'elevazione della cupola, originale combinazione dell'inserimento di un cono in una calotta. Nel primo decennio del XIV secolo Giovanni Pisano (dal 1297 capomastro della cattedrale) aggiunse all'esterno cuspidi e altre decorazioni, e sempre a quella data risale il rifacimento dell'ambulacro interno. Al piano terreno del Battistero ricorre una serie di arcate cieche, in sintonia con la decorazione della cattedrale. Nel portale principale, quello di fronte al Duomo, gli stipiti e le colonne sono riccamente scolpiti con decorazioni vegetali a traforo (rosoni e foglie di acanto), simili alle ornamentazioni romane antiche.

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