Amore e Morte nel Capolavoro di Gabriel García Márquez
Amore e morte in L'amore ai tempi del colera
L'amore ai tempi del colera è un romanzo d'amore nel senso più autentico del termine. L'amore non è semplicemente una parte della trama, come accade in molte storie, ma è il tema centrale attorno al quale tutto ruota. Questo accade solitamente solo nella letteratura di genere o nel cosiddetto romanzo melodrammatico, sottogeneri che spesso hanno poco o nessun valore letterario, ma in quest'opera viene elevato a vette altissime. Il vero motore della storia è Fermina Daza, l'oggetto del desiderio degli altri due personaggi principali: Florentino Ariza e Juvenal Urbino, che il narratore paragona a due buoi aggiogati allo stesso destino.
In L'amore ai tempi del colera si possono individuare vari tipi di amore:
1. L'amore appassionato
Si tratta di un amore idealizzato. Il suo precedente letterario remoto è l'amore cortese medievale, portato alla sua massima espressione nel Romanticismo. È un amore incompatibile con il matrimonio ed è caratterizzato da passione, follia amorosa, spirito di servizio e assenza o mancata corrispondenza della persona amata. È segnato anche dalla sfortuna. In questo romanzo è rappresentato dal giovane Florentino Ariza, caratterizzato come un "pazzo d'amore". Il suo discorso amoroso, espresso nelle lettere a Fermina Daza, è tratto dalla letteratura, in particolare dai romanzi d'appendice e dai poeti della Biblioteca Popolare, che Florentino legge e memorizza. La sua prima lettera impiega un anno per ricevere risposta; questa attesa, interpretata come mancanza di corrispondenza, lo fa ammalare con sintomi indistinguibili da quelli del colera. Da parte sua, le lettere di Fermina Daza non sono propriamente d'amore, ma descrizioni della sua vita quotidiana. Quando Fermina, dopo il viaggio con il padre, interrompe il rapporto, Florentino Ariza continua a scriverle per mantenere viva la sua idealizzazione.
2. L'amore-matrimonio
Nel romanzo, questo legame unisce Fermina Daza e il dottor Juvenal Urbino, definito dal narratore come "amore addomesticato". Non vi è passione romantica o tensione, come nel caso precedente. È caratterizzato da noia, frustrazione o incomprensioni (soprattutto per Fermina). Si realizza attraverso abitudini costanti, spesso causate dalla passività del medico, che delega a Fermina ogni aspetto della gestione domestica e personale. È un rapporto che nasce dalla convenienza, poiché Juvenal Urbino ritiene di non avere tempo per "inventare un amore". Fermina, dal canto suo, decide di sposarsi per paura di restare nubile. Nonostante ciò, alla fine della vita insieme, non possono vivere l'uno senza l'altra, anche se "non sapevano dire se quella servitù fosse basata sull'amore reciproco o sulla comodità". Comprendono che "nulla è più difficile dell'amore" e che lo scopo del matrimonio non è la felicità, ma la pace coniugale.
3. L'amore-amicizia
È il legame che si instaura tra Fermina Daza e Florentino Ariza in età avanzata, tra la vedova e lo scapolo. È un amore che deve lottare contro una società che vieta il sentimento tra anziani, ma si pone anche come un modo per combattere la solitudine esistenziale e come sollievo di fronte alla prossimità della morte. In questo caso, Florentino intraprende la conquista attraverso lettere che non usano più la retorica letteraria, ma sono riflessioni sulla vecchiaia e sul tempo, aiutando Fermina ad affrontare il lutto per il marito. L'amore culmina durante una gita in battello lungo il fiume (simbolo universale del fluire della vita), che diventa un viaggio continuo senza ritorno.
4. L'amore libertino
Un altro tipo di amore presente nel romanzo è quello di stampo "don giovannesco", vissuto da Florentino Ariza con le sue numerose amanti. Questi rapporti servono a mostrare l'amore di Florentino come un sentimento complesso: pur amando molte donne, egli non smette mai di sentirsi fedele a Fermina.
Il legame tra amore e morte
La morte è onnipresente nel romanzo in stretta relazione con l'amore. La storia si apre con il suicidio di Jeremiah de Saint-Amour, che si uccide per amore (un atto programmato molti anni prima). Inoltre, nelle ultime pagine del libro, veniamo a conoscenza di un altro suicidio legato all'amore: quello di América Vicuña, l'ultima amante di Florentino Ariza.
D'altra parte, la morte è presente, in risposta ai temi della letteratura d'amore, nel sentimento del giovane Florentino Ariza, che si sente morire d'amore per Fermina Daza. Simbolicamente, il colera, sinonimo di morte, è associato all'amore poiché i loro sintomi si confondono quando Florentino soffre per il mal d'amore. Questo accade nella prima infatuazione giovanile, ma anche sulla soglia dell'amore senile.
Tra il primo e l'ultimo amore, Florentino aspetta più di cinquant'anni una nuova opportunità. Tutto dipende dalla morte: ha bisogno che il suo avversario, il dottor Juvenal Urbino, muoia. Poiché l'attesa si protrae per decenni, Florentino arriva a temere che lui o Fermina possano morire prima. Infine, l'amore trionfa alla fine dell'opera, nonostante la guerra civile, il colera, la malattia e la vecchiaia. La bandiera gialla issata sul battello permette a Florentino e Fermina di usare l'epidemia come scusa per continuare ad amarsi indefinitamente, pur con la certezza della morte ormai vicina. Il fiume diventa così il simbolo di un amore eterno e infinito.