Barocco letterario del Seicento e Medioevo: movimenti, generi e figure retoriche
S. XVII — Barocco
Movimento artistico e letterario iniziato in Italia tra il tardo Cinquecento e il Seicento. Si caratterizza per una stilistica elaborata e per la complicazione di forma e contenuto.
Dal punto di vista ideologico diffonde spesso una visione negativa del mondo e dell'uomo, che porta alla delusione presente nelle opere di molti scrittori; emergono toni moralistici, satirici e ascetici. La forma espressiva è contorta e complessa: il Barocco coltiva l'ingegno verbale e il gioco di lingua.
In Spagna si distinguono due tendenze principali: culteranismo e conceptismo. Sono due stili contrapposti, entrambi alla ricerca di una complicazione formale ma con finalità e risorse diverse.
Culteranismo
Ha lo scopo di creare un mondo di bellezza, privilegiando i valori sensoriali e la cura della forma. Utilizza risorse espressive come metafore audaci, iperbati, allusioni mitologiche e un linguaggio ricercato. Il più grande rappresentante del culteranismo è Luis de Góngora.
Conceptismo
Movimento letterario che pone maggiormente l'accento sulle idee e sui concetti (il «fondo») rispetto al modo formale di esprimerli. Tra i principali rappresentanti si segnala Francisco de Quevedo.
La poesia del XVI–XVII secolo
La poesia di questo periodo si distingue per l'alta qualità compositiva e per la rottura dell'armonia rinascimentale: l'equilibrio si incrina e questo si manifesta sia nelle forme che nei temi, come l'ineluttabilità della morte, la delusione e il passare del tempo.
Generi
1. Lirica
Ha un punto di vista intimo e personale (l'io poetico), che rivela uno stato d'animo, una sensazione o un'esperienza. La sua funzione principale è emotiva (poetica).
Generi principali:
- Ode: componimento ampio e solenne, spesso di tono elevato e riflessivo.
- Inno: componimento di carattere solenne, usato per esprimere sentimenti religiosi o patriottici.
- Elegia: poema lungo che esprime sentimenti di dolore a livello individuale o collettivo.
- Canzone: genere spesso legato alla tematica amorosa; esprime sentimenti ed emozioni.
- Lettera: componimento in forma epistolare, spesso su questioni filosofiche o morali.
- Egloga: componimento in cui parlano pastori; mostra sentimenti legati alla natura e all'amore.
Generi minori: sonetto, epigramma, madrigale, lirica romanzesca.
2. Epica o narrativa
In questo genere l'autore si pone come uno spettatore che contempla eventi passati. Attraverso la narrazione conosciamo il mondo indirettamente, tramite la fantasia e la sensibilità dell'autore. L'epopea è generalmente riservata alle opere narrative di ispirazione classica o medievale e spesso è scritta in versi.
Generi principali:
- Poema epico (epopea): racconto lungo in versi su eventi grandiosi e memorabili.
- Poema eroico: racconto in versi che narra le gesta di un eroe, talvolta a carattere nazionale.
- Romanzo: narrazione estesa e complessa che racconta la storia di un personaggio centrale di fronte alla realtà.
- Novella: racconto breve, denso e concentrato in una situazione unica; spesso caratterizzato da un finale a sorpresa.
Generi minori e affini:
- Romanzo di cavalleria: narrazione in versi o in prosa tipica della tradizione ispanica.
- Favola: racconto con scopo didattico e morale.
- Apologo: breve racconto allegorico i cui protagonisti possono essere animali.
3. Drammatico
Nel teatro la prospettiva è diversa: si elimina l'«io» dell'emittente e i personaggi sentono, agiscono e parlano tra loro davanti allo spettatore, che osserva direttamente gli eventi.
Generi principali:
- Tragedia: contiene gli elementi dell'eroe tragico e il conflitto che conduce alla catastrofe.
- Commedia: rappresenta conflitti della vita quotidiana con ironia e si caratterizza per una risoluzione felice.
- Dramma: azione seria e sfortunata; i personaggi non sono necessariamente eroi, e il dramma può mescolare momenti di tensione e rilassamento.
Generi minori del teatro: entremés, farsa, auto sacramentale, vaudeville, opera, zarzuela, ecc.
Figure letterarie
Si distinguono figure di suono e morfologiche, figure sintattiche, figure di pensiero e tropos. Di seguito una selezione delle figure più importanti.
Figure fonologiche e morfologiche
- Allitterazione: ripetizione di suoni simili.
- Paranomasia: accostamento di parole dal suono simile ma con significato diverso.
- Gioco di parole: manipolazione delle sillabe o dei suoni per creare effetti diversi.
- Commutazione: costruzione sintattica in cui due gruppi contrapposti contengono le stesse parole in ordine diverso.
Figure di carattere sintattico
- Ellissi: omissione di uno o più elementi che si possono comprendere dal contesto.
- Asindeto: eliminazione delle congiunzioni fra più elementi.
- Polisindeto: ripetizione di congiunzioni per collegare più elementi.
- Germinazione: ripetizione di una parola all'inizio del verso o della frase.
- Epifora / Epístrofe: ripetizione di una parola alla fine del verso o di più versi.
- Anafora: ripetizione di una parola all'inizio di versi diversi.
- Anadiplosi: ripetizione di una parola alla fine di un verso e all'inizio del successivo.
- Redizione o epanadiplosi: ripetizione di una parola all'inizio e alla fine di uno stesso verso.
- Poliptoto: ripetizione dello stesso lessema con morfemi flessionali diversi.
- Derivazione: ripetizione dello stesso lessema con diversi morfemi derivativi.
- Enumerazione: serie di elementi correlati.
- Graduazione: enumerazione che segue un ordine progressivo o regressivo.
- Parallelismo: ripetizione strutturale in due o più segmenti.
- Chiasmo: disposizione incrociata e simmetrica di gruppi paralleli di parole.
- Iperbato: alterazione dell'ordine sintattico normale delle parole nella frase.
Figure di pensiero
- Apostrofo: invocazione o richiamo diretto a qualcuno o qualcosa.
- Domanda retorica: domanda posta senza aspettarsi risposta.
- Dilogía: uso di una parola con due significati (doppio senso).
- Antitesi: contrapposizione di parole o idee semanticamente opposte.
- Ossimoro: unione di due termini dal significato opposto.
- Paradosso: accostamento di idee apparentemente incompatibili.
- Litote: espressione attenuata attraverso la negazione del contrario.
- Ironia: presentazione di un'idea usando un'espressione che ne indica il contrario.
- Confronto: paragone tra due elementi.
- Iperbole: esagerazione intenzionale.
- Pretermissione: fare finta di non dire qualcosa mentre la si dice indirettamente.
- Riluttanza: interruzione o esitazione nel discorso.
- Personificazione: attribuire qualità umane a elementi inanimati.
- Epifonema: esclamazione o commento conclusivo di breve durata.
Tropos
- Metafora: sostituzione di un elemento con un altro mantenendo un rapporto di somiglianza.
- Metafora con carattere sproporzionato: quando la somiglianza tra gli elementi è estremamente incongrua o marcata.
- Sinestesia: trasposizione di sensazioni di un senso in termini di un altro.
- Allegoria: testo che presenta un significato complessivo distinto da quello letterale.
- Metonimia: sostituzione di un termine con un altro legato da contiguità.
- Sineddoche: tipo di metonimia che sostituisce il tutto con la parte o viceversa.
- Ippallage: attribuzione a un termine di un aggettivo che si accorderebbe meglio con un altro termine della frase.
Medioevo
L'età media inizia nel V secolo e termina nel XV secolo. Questo periodo è organizzato secondo il modello economico e politico chiamato feudalesimo. La società era divisa in tre ordini: nobiltà, clero e contadini. I primi due erano i proprietari della terra; i contadini lavoravano la terra e consegnavano i frutti ai signori in cambio della loro protezione. I nobili erano responsabili della difesa dei loro vassalli. Da qui si verificarono conflitti per la tenuta sociale.
Lo sviluppo del commercio e dell'artigianato, verso la fine del Medioevo, portò a una crisi del sistema feudale a partire dal XII secolo. In questo periodo le città crebbero e si moltiplicarono le rotte commerciali.
Esempio: Burgos fu una città che crebbe e i suoi abitanti borghesi erano spesso discendenti di agricoltori che si erano stabiliti in città. La crisi del feudalesimo è evidente già nel XIV secolo, momento di crisi generale.
Prosa
Nella seconda metà del XIII secolo appare e si sviluppa la prosa castigliana. Ciò è dovuto agli sforzi di Alfonso X il Saggio, che promosse l'uso del castigliano come lingua culturale in sostituzione del latino e incoraggiò numerose opere di traduzione da fonti orientali.
Le opere promosse da Alfonso X sono molteplici: opere storiche, giuridiche, scientifiche e opere d'intrattenimento. Nel corso del XIII secolo molte raccolte di storie di origine orientale furono diffuse. La morale predicata da questi racconti è essenzialmente pratica: consiglia prudenza e cautela.
Il racconto medievale trova una significativa espressione nell'opera di Don Juan Manuel con il Conde Lucanor. Don Juan Manuel era nipote di Alfonso X il Saggio e nelle sue opere illustra i problemi sociali e le contraddizioni della società feudale del XIV secolo. Difende la tradizionale organizzazione feudale e giustifica la propria azione politica. Di alcune sue opere si sono perse le tracce, ma è fondamentale ricordare il Conde Lucanor (o Libro del Conde Lucanor).
Il Conde Lucanor è diviso in cinque parti: la prima contiene 50 exempla; la seconda, la terza e la quarta comprendono una serie di proverbi; la quinta tratta temi religiosi.
Il teatro
Si distinguono due forme principali di teatro: il dramma religioso e il teatro profano.
Il dramma religioso è raggruppato in due cicli principali: il ciclo del Natale e quello della Passione di Cristo. Le prime rappresentazioni ebbero luogo nelle chiese e, successivamente, salirono sulla scena e si tennero all'aperto.
Il dramma profano veniva rappresentato dai menestrelli nelle loro performance e comprendeva farse beffarde e spettacoli destinati al pubblico popolare. Sono giunti fino a noi pochi testi teatrali medievali in lingua castigliana; molte testimonianze teatrali si conservano fino al XV secolo, mentre alcune rappresentazioni, come gli spettacoli sui Re Magi, risalgono già alla fine del XII secolo.