Il Biennio Progressista e la Transizione Politica Spagnola (1854-1868)

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Il Biennio Progressista (1854-1856)

A partire dal 1850, l'autoritarismo e la corruzione dei governi moderati aumentarono drasticamente, alimentati dall'opposizione carlista. In questo contesto, i democratici iniziarono a richiedere il suffragio universale, sulla scia dei moti del 1848 che avevano già interessato alcune città spagnole.

La Rivoluzione del 1854

La rivoluzione più significativa del 1854 fu organizzata dalla sinistra moderata e attuata attraverso il pronunciamento del generale O'Donnell, con l'obiettivo di rovesciare il governo. Dopo un'iniziale difficoltà e uno scontro con le truppe governative, il movimento riuscì a ottenere il sostegno di ampi strati popolari, progressisti e democratici grazie alla pubblicazione del Manifesto del Manzanares.

Il manifesto sosteneva:

  • La riforma delle leggi elettorali e della stampa.
  • Il decentramento del potere statale.
  • Il ripristino della milizia nazionale.

La proclamazione si estese rapidamente alle grandi città, dove vennero formati comitati rivoluzionari. Uno degli eventi cruciali ebbe luogo a Madrid, dopo diversi giorni di insurrezione e barricate.

Il Governo di Espartero

In seguito a questi avvenimenti, la regina incaricò il generale Espartero — che non aveva partecipato direttamente alla rivoluzione — di formare un nuovo governo guidato dai progressisti.

Il biennio fu caratterizzato da una forte instabilità. Le riforme più significative del periodo furono:

  • Confisca di Madoz: integrò quella di Mendizábal, rappresentando il più grande sequestro in termini di volumi di vendita e segnando la fine definitiva della manomorta. Tuttavia, non risolse il problema cronico del debito pubblico e colpì duramente le classi meno abbienti, che persero l'accesso alle terre comunali.
  • Restauro delle leggi e delle istituzioni del 1830.
  • Adozione della nuova legge ferroviaria e della legge sulle società e la Banca di credito.
  • Stesura, nel 1856, di una costituzione che non fu mai emanata.

Durante il biennio si verificarono gravi disagi sociali e tumulti di sussistenza, che portarono infine al licenziamento di Espartero e alla nomina di O'Donnell.

I governi dei moderati e l'Unione Liberale (1856-1868)

Negli anni successivi alla fine del biennio, si alternarono diversi governi moderati e fece il suo ingresso sulla scena politica l'Unione Liberale. Questo nuovo partito, creato e guidato da O'Donnell, aveva l'obiettivo di porsi come gruppo di centro, riunendo moderati di sinistra e progressisti. La nuova forza politica optò per un costituzionalismo moderato, un ampliamento della libertà di stampa e la promozione dello sviluppo economico.

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