La Costituzione di Cadice del 1812 e la Nascita del Liberalismo Spagnolo
Le forme di lotta
Le principali forme di resistenza furono caratterizzate dall'azione dei guerriglieri.
Conseguenze della guerra
Il conflitto fu estremamente costoso e portò alla perdita dello status internazionale della Spagna. In questo contesto si inserisce il clima di attesa per Fernando VII e la sua prigionia a Valençay. Napoleone cercò di stabilire un trattato di pace e di amicizia che le Cortes non accettarono.
I liberali volevano assicurarsi che la Costituzione fosse rispettata; proposero una modifica costituzionale decidendo di non riconoscere il re de jure fino a quando non avesse giurato fedeltà alla Costituzione stessa.
La Costituzione di Cadice
Le Cortes di Cadice
Le norme elettorali furono stabilite nel gennaio del 1810, introducendo il suffragio universale indiretto. La rappresentanza era composta dalle giunte, dalle città e dai rappresentanti americani. L'apatia da parte dei sostenitori dell'Ancien Régime favorì l'atmosfera rivoluzionaria. Cadice, città isolata e liberale, insieme al clero di orientamento riformista, facilitò la convocazione.
La sessione ebbe inizio il 24 settembre 1810 con circa 100 membri, quasi tutti deputati eletti nelle città. Sebbene non esista uno studio completo sui rappresentanti, sembra dominare la classe media, comprendente:
- Intellettuali ed ecclesiastici
- Militari e avvocati
- Funzionari
- Membri della borghesia commerciale e industriale
I deputati si riunirono in un'unica camera con voto individuale. È possibile distinguere tra membri assolutisti e deputati rivoluzionari, sebbene non si possa parlare ancora di veri e propri partiti politici.
Il primo decreto fu elaborato da Diego Muñoz Torrero. Attraverso di esso, le Cortes attribuirono a se stesse il ruolo di sovrano e rappresentante della nazione. Venne riconosciuto come re Ferdinando VII, dichiarando però nulla la sua rinuncia al trono. Le Cortes assunsero il potere legislativo ed esecutivo tramite una Reggenza.
Tradizionalmente si distinguono tre fasi:
- Modifica del regime politico (1810-1812)
- Trasformazione sociale (1812-1814)
- Trasformazione economica
Valutazione della Costituzione del 1812
L'opera costituzionale non fu avviata concretamente fino al 1810. Il comitato incaricato di redigere il testo fu presieduto da Muñoz Torrero; il testo fu composto da Antonio Ranz Romanillo (traduttore del testo di Bayonne), ma il ruolo principale fu ricoperto da Agustín de Argüelles. Fu un lungo processo di scontro con i settori conservatori.
La Costituzione conta 384 articoli divisi in 4 titoli. È un testo molto lungo, specialmente nella sezione dedicata al legislatore, poiché si cercava di creare una costituzione perfetta che non necessitasse di cambiamenti. Non presenta una dichiarazione specifica dei diritti, che risultano invece sparsi in tutto il testo.
Titolo I: Della nazione spagnola e degli spagnoli
Si dichiara la sovranità nazionale e la separazione dei poteri:
- Potere Legislativo: condiviso tra il Re e le Cortes.
- Potere Esecutivo: spettante al Re.
- Potere Giudiziario: esercitato dai tribunali.
La nazione spagnola è definita come l'insieme degli spagnoli di entrambi gli emisferi. Scompare la società divisa in stati (ceti) e si difende uno Stato confessionale cattolico. Le libertà garantite includono:
- Uguaglianza davanti alla legge e libertà civile
- Inviolabilità del domicilio
- Garanzie penali e processuali
- Istruzione elementare
- Libertà di stampa (esclusi i libri religiosi)
- Libertà di lavoro e di contratto
Il Sistema Elettorale
Il suffragio è universale maschile per i maggiori di 25 anni. Il sistema è indiretto. Per essere eletti (suffragio passivo) è necessario possedere un reddito annuo derivante da beni personali. La carica è incompatibile con nomine regie o con l'appartenenza al clero regolare per due anni.
Il Potere Legislativo
Le Cortes sono unicamerali. Si riuniscono per 3 mesi l'anno; nel resto del tempo opera un Comitato Permanente. Le Cortes hanno ampi poteri: emanano leggi, approvano trattati internazionali e decidono sulla successione. Il Re non può sospendere o sciogliere il Parlamento.
Il Potere Esecutivo
Esercitato dal Re e dai Segretari di Stato. Il Re nomina e revoca i ministri liberamente, ma questi devono rendere conto alle Cortes. Ogni ordine del Re deve essere controfirmato da un ministro. Il Re gode del diritto di veto sospensivo per due volte, ma la decisione finale spetta alle Cortes.
L'opera legislativa delle Cortes di Cadice
Oltre alla Costituzione, furono prese decisioni fondamentali come l'abolizione del regime feudale: i diritti signorili divennero proprietà privata o furono incorporati nella nazione. Questa misura eliminò la giustizia signorile e la nomina di funzionari municipali da parte dei nobili.
Le riforme economiche inclusero:
- Abolizione del maggiorascato (primogenitura)
- Soppressione delle prove di nobiltà per l'accesso alle accademie militari
- Libertà di lavoro (soppressione delle corporazioni/gilde)
- Scomparsa della Mesta
- Liberalizzazione del commercio e vendita delle terre comuni
In ambito religioso, si decise di non restituire i beni sequestrati da Giuseppe I, fu soppresso il "voto di Santiago" e si abolì l'Inquisizione. Fu inoltre proibita la tortura.
Una società su nuove basi teoriche
Secondo l'analisi di M. Artola, la nuova ideologia si basava su tre pilastri:
- Concezione dell'uomo: il comportamento umano è determinato dalla ricerca della felicità. L'uomo è intrinsecamente buono.
- Identificazione della felicità con la ricchezza: la ricchezza fornisce i mezzi per soddisfare i bisogni ed è l'unico parametro quantificabile.
- Organizzazione sociale: una società è giusta solo se conforme alle regole del mercato perfetto: libertà, uguaglianza e proprietà. Questi sono i diritti fondamentali delle costituzioni liberali.