L'eredità scientifica del mondo arabo nel Medioevo

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Introduzione

Si potrebbe dire che il Medioevo abbia inizio con la caduta dell'Impero Romano nel 476 d.C. per mano dei barbari, protraendosi per 1000 anni, dal V al XV secolo. Spesso definito come un periodo di oscurantismo scientifico, è importante ricordare che il declino ebbe inizio ad Alessandria, quando la città divenne una provincia romana, cessando di dare priorità alla conoscenza scientifica. Il declino di Alessandria fu segnato da quattro fattori:

  • Causa scientifico-teorica: endemica alla scienza stessa, poiché richiedeva un nuovo metodo che permettesse la ricerca scientifica.
  • Roma: occupata e preoccupata per i propri interessi pratici di conquista e governo, trascurò la ricerca scientifica.
  • Cristianesimo: la preoccupazione principale era la salvezza futura. La rivelazione, rientrando nella sfera della fede e non della ragione, divenne l'unico giudice della verità.
  • Chiesa: il codice cristiano era estremamente vincolante, oltre a condannare le società pagane.

Il momento critico per la scienza si manifesta quando l'Impero Romano viene completamente conquistato dal cristianesimo, ordinando la distruzione del pensiero scientifico classico.

La scienza nel mondo islamico

Quando l'impero musulmano raggiunse le aree dove si erano insediate le antiche culture dell'Egitto e della Persia, entrò in contatto con la grandezza della scienza del passato, entrando in possesso delle principali biblioteche del mondo greco-romano.

A questo si unì una coincidenza importante: l'incontro con i Nestoriani (cristiani espulsi da Costantinopoli per eresia, poiché non accettavano la Vergine Maria come Madre di Dio). I Nestoriani portarono con sé in esilio alcune copie delle opere dei pensatori greci, traducendole in diverse lingue.

Cento anni dopo la morte di Maometto, l'impero musulmano si estendeva dai Pirenei all'Indo. Sebbene abbia fornito nuove idee, gli arabi svilupparono con fecondo dettaglio scientifico il passato greco. Al-Mamun, che regnò dall'813 all'833, rappresenta il modello del principe amante della letteratura e delle scienze.

Il sovrano divenne il protettore e promotore della scienza araba. Astronomi, medici, matematici e filosofi vivevano alla corte del principe, operando sotto il suo patrocinio.

Nel campo dell'astronomia

Gli astronomi arabi utilizzarono i numeri decimali e la trigonometria, elaborando tavole astronomiche con una precisione superata solo da Tycho Brahe nel XVI secolo. Tuttavia, nonostante gli astronomi arabi fossero in anticipo nei calcoli, mantennero la visione aristotelica del mondo supralunare, utilizzando movimenti circolari uniformi fino al XVIII secolo.

Le misurazioni astronomiche degli arabi rispondevano a un profondo rispetto per la scienza antica e a un imperativo culturale e sociale quotidiano dell'Islam.

Nel campo dell'alchimia

L'obiettivo dell'alchimia ebraica e greca era scoprire la pietra filosofale, capace di trasformare i metalli vili in oro. L'obiettivo dell'alchimia cinese era trovare l'elisir di lunga vita, la panacea per tutte le malattie.

Gli alchimisti arabi e i loro successori europei si occuparono di entrambi gli aspetti. Degni di nota furono i sotto-prodotti: il risultato delle indagini su argomenti disparati portò alla scoperta di sostanze importanti quali alcoli, acidi e sali minerali, rilevanti per l'industria e la progressiva nascita della chimica scientifica.

Nel campo dell'alchimia si seguiva il modello di Aristotele, secondo cui il mondo terrestre o sublunare è corrotto, mutevole e composto da fuoco, aria, acqua e terra, oltre alle "qualità" o "elementi": caldo, freddo, umido e secco. La combinazione di questi corpi elementari dà origine a tutti gli organismi presenti in natura.

Nel campo della geometria

La geometria del IX secolo, presso gli arabi, si limitò inizialmente ad indagare le proprietà dei paralleli.

Nel campo del calcolo

Questa scienza del concreto si sviluppò significativamente nelle mani degli arabi. Nacque una nuova disciplina, l'algebra, la quale, pur nei suoi limiti, permise un ragionamento sistematico e il raggruppamento di diverse equazioni, aprendo la strada a un'algebra molto diversa da quella dei Greci.

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