Evoluzione della Cittadinanza Moderna: Fondamenti Filosofici e Diritti
La costruzione filosofica della cittadinanza moderna
Per tutto il Medioevo si è forgiato il concetto di diritti naturali comuni a tutti gli esseri umani; la tutela di tali diritti ha portato gradualmente all'istituzione di un nuovo tipo di comunità politica statale.
Il termine Stato è stato utilizzato per la prima volta da Machiavelli in riferimento a un'organizzazione stabile. Successivamente, Giovanni Bodin, con il concetto di sovranità, ha conferito autonomia allo Stato assolutista.
Nello Stato moderno, i cittadini sono coloro che possiedono la cittadinanza di un determinato paese. A seconda dell'ordinamento, viene data priorità a una di queste caratteristiche:
- Ius soli: il diritto di suolo (nascere in quel paese).
- Ius sanguinis: il diritto di sangue (cittadinanza derivata dal padre o dai genitori).
I modelli di cittadinanza secondo Jürgen Habermas
Il filosofo tedesco Jürgen Habermas, nel suo libro "L'inclusione dell'altro", postula l'esistenza di vari modelli per comprendere il rapporto tra cittadini e Stato:
- Concezione liberale: Spesso associata a una critica delle posizioni di Carl Schmitt, mantiene il divario tra le libertà civili (che devono essere garantite a tutti i cittadini) e i diritti politici (che dovrebbero essere esercitati dai cittadini che fanno parte del gruppo etno-culturale posto alla base dello Stato).
- Concezione repubblicana: Non c'è spazio per l'esclusione dai diritti politici di alcun gruppo sociale. La cittadinanza è essenzialmente partecipativa nella vita e nell'azione pubblica. Lo spazio pubblico è la dimensione essenziale delle persone e dei politici; il cittadino repubblicano è impegnato verso gli interessi generali e i valori della comunità. La res publica è un affare di tutti.
Nella cittadinanza repubblicana, la libertà del singolo è legata alla libertà degli altri. In un'associazione di liberi e uguali, tutti dovrebbero essere intesi collettivamente come autori delle leggi a cui si sentono legati singolarmente. Siamo tutti uguali, ma la mia libertà dipende da quella degli altri. Si tratta di una cittadinanza attiva attraverso la deliberazione pubblica e l'esercizio della responsabilità politica: i cittadini non possono essere passivi.
- Concezione comunitaria: È una cittadinanza nazionale in cui il cittadino deve essere virtuoso. Per raggiungere, crescere e sviluppare le virtù necessarie allo status di cittadinanza, l'individuo deve agire secondo abitudini che perfezionano la sua condizione.
Come affermava Aristotele: "La virtù rende eccellente chi la possiede e ne rende eccellente l'opera". La virtù rende un uomo un buon cittadino e gli permette di svolgere bene il proprio ruolo pubblico. La virtù è un'abitudine di scelta determinata dalla ragione, che coinvolge sia l'aspetto intellettuale (pensare e scegliere) sia quello volitivo (volere ciò che si sceglie). Le virtù civiche fondamentali per la cittadinanza includono la tolleranza, la solidarietà e la responsabilità.
Cittadinanza e diritti umani
Diritti civili
La caratteristica della nozione moderna di cittadinanza è lo sviluppo di un insieme di diritti individuali volti a frenare i possibili abusi dello Stato e a mantenere un livello di libertà per ogni cittadino. In una prima fase, che risale ai secoli XVI, XVII e XVIII, i diritti riconosciuti sono i diritti civili, in particolare il diritto a non essere detenuti senza garanzie giuridiche, la libertà di coscienza, la libertà religiosa e la libertà di espressione.
Nel corso di questi tre secoli, l'influenza delle idee del diritto naturale si è diffusa in diversi paesi occidentali, portando a significativi cambiamenti politici:
- La dichiarazione che i nativi americani dovessero essere trattati come esseri liberi, vietando la schiavitù e la privazione dei loro beni.
- L'Editto di Nantes (Francia, 1598), che stabilì regole per porre fine alle guerre di religione tra cattolici e protestanti.
- Il Body of Liberties del Massachusetts (1641), il primo catalogo di diritti umani redatto dai coloni per limitare i poteri dei giudici inglesi.
- L'Habeas Corpus Act (Gran Bretagna, 1679), che istituì garanzie per i detenuti contro gli abusi dei funzionari; il prigioniero doveva essere portato davanti a un giudice in breve tempo per confermare la legittimità dell'accusa.
- Il Bill of Rights (Gran Bretagna, 1689), che introdusse misure per prevenire gli abusi governativi e garantire la libertà religiosa entro i limiti di legge.
- Le Dichiarazioni dei diritti nordamericane e la Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti (1776), che raccolsero una serie di diritti fondamentali.
- La Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino della Rivoluzione Francese (1789), che influenzò significativamente le costituzioni successive di molti paesi.
Diritti politici
Per tutto il XIX e il XX secolo, si è assistito a una generalizzazione dei diritti all'interno delle costituzioni occidentali. Questo ha aperto la strada all'inserimento di diritti precedentemente non considerati, come la partecipazione politica, il diritto di associazione, il suffragio universale (maschile e femminile) e il diritto di ricoprire cariche pubbliche.
Diritti sociali, economici e culturali
Alcuni documenti fondamentali di questa nuova fase della cittadinanza includono:
- La Costituzione francese del 1848, che introdusse la tutela dei lavoratori e l'obbligo dello Stato di fornire l'istruzione elementare gratuita.
- Le riforme di Bismarck negli anni '80 dell'Ottocento, come l'assicurazione sanitaria, l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le pensioni di vecchiaia.
- La Costituzione messicana del 1917, che riconobbe i diritti del lavoro e le prestazioni di sicurezza sociale senza discriminazioni di sesso.
- La Costituzione tedesca di Weimar (1919), che disciplinò i diritti sociali, economici e culturali, delineando quello che è stato chiamato lo Stato sociale di diritto.
La cittadinanza sociale
Un punto di svolta fondamentale è rappresentato dalla pubblicazione del libro di Thomas H. Marshall, "Cittadinanza e classe sociale" (1950). In quest'opera, l'autore definisce la cittadinanza come un insieme di diritti e obblighi che vincolano l'individuo come membro a pieno titolo della società.
La cittadinanza sociale include diritti come il lavoro, l'istruzione, l'alloggio, la sanità e le prestazioni sociali in casi di particolare vulnerabilità. La tutela di tali diritti deve essere garantita dal governo nazionale.