Evoluzione dell'Interpretazione Logica e Dialettica nel Diritto
2.2. L'interpretazione logica
L'interpretazione logica era una procedura ermeneutica inizialmente applicata alle Scritture, rappresentando uno stato intermedio tra il senso letterale e quello spirituale.
Tale interpretazione, pur nascendo dal testo, era considerata l'espressione di un'idea generale del suo autore, presente anche in altre parti della sua opera. Il testo doveva essere inteso attraverso la sua integrazione nel contesto; tale processo permetteva di isolare ed estrarre le idee ispiratrici di ogni contesto normativo, costituendo il supporto essenziale per l'interpretazione di una disposizione particolare.
L'inchiesta sull'intendimento di fondo veniva realizzata attraverso:
- Record
- Definizione
- Divisione
- Analogia
Queste procedure erano in grado di isolare l'essenza degli istituti, le forme giuridiche in cui ricadevano, le loro caratteristiche specifiche rispetto ad altri istituti dello stesso genere e le analogie formali che li tenevano insieme. Tutto ciò avveniva entro i limiti dell'interpretazione logica e l'utilizzo delle regole logiche della dialettica aristotelica.
Con la scusa dell'interpretazione logica, la dottrina realizzava un vero e proprio lavoro creativo: "imponendo" testi su strumenti dialettico-logici meticolosi, costruiva un sistema di concetti giuridici adeguati a rispondere alle esigenze del momento. È fondamentale evidenziare il lavoro dei commentatori sulla postura di dipendenza ribadita dal testo e sul graduale allontanamento dal contenuto originale delle norme pubblicate.
2.3. L'uso della scolastica e della dialettica aristotelica
L'interpretazione logica comportava l'utilizzo di strumenti di logica dialettica molto complessi, attraverso i quali era possibile lo sviluppo sistematico di un diritto per natura incoerente e persino contraddittorio. Questo strumento fu rafforzato dalla dialettica aristotelico-scolastica.
Per la tradizione aristotelico-ciceroniana, la dialettica è l'arte di argomentare. La discussione viene definita sia da un punto di vista formale che materiale.
Se gli oggetti non sono dichiarazioni vere, la dialettica stabilisce in modo definitivo i problemi; è sempre possibile affrontare il tema da diversi punti di vista, verso una soluzione basata su argomenti differenti. In alcuni casi, la discussione si configura come una riflessione su una questione studiata da diverse prospettive, affrontata tenendo conto di considerazioni molteplici.