L'Evoluzione Poetica di Miguel Hernández e l'Eredità del 1927

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L'Influenza del Barocco e il 1927

Nel 1927 ricorreva il tricentenario della morte di Luis de Góngora y Argote, e tutti i poeti dedicarono un tributo nazionale (come Lope, Quevedo, Calderón...) a questa figura. In quel contesto apparve Miguel Hernández, un nuovo arrivato nei circoli letterari, il cui ingresso significò la conferma della sua vocazione. Molti analisti vedono in Perito en Lunas l'influenza temporanea di Góngora su Miguel Hernández. Tuttavia, Hernández non si limitò a questo: egli trovò nuova linfa nel sangue della lingua del barocco.

Riuscì, come fece in precedenza Góngora, a moltiplicare il senso del parlato, conferendo alla scrittura una forza ancora maggiore. In questo periodo, Miguel trionfa proprio quando i suoi coetanei falliscono, recuperando le vecchie tendenze e rendendole forti nella propria creazione.

Perfezionismo e Tradizione Classica

La tappa successiva della sua carriera sarà segnata dalla continua pubblicazione delle sue opere. Hernández si dimostrò un perfezionista nato nel suo lavoro; corresse persino alcuni dei suoi versi nelle edizioni successive. In questo periodo utilizzò stili della tradizione classica, seguendo le orme di Quevedo o quelle lasciate da Garcilaso, cercando di influenzare una grande varietà di argomenti: dal sesso all'amore per la lingua, senza dimenticare le rivendicazioni sociali. Già riconosciuto come un amante del linguaggio, in questo momento troviamo un poeta pienamente uomo.

La Maturità tra Impegno e Poesia Popolare

Ci troviamo ora al culmine della sua poesia. Raffinato e perfezionista, Hernández non scadde nel mero giornalismo durante il tempo di guerra. Seppe sempre distinguere tra i due concetti, scegliendo di proseguire la sua vocazione di poeta, pur essendo molto rivendicativo. I suoi versi di questo periodo sono quasi composizioni artistiche che raggiungono un equilibrio perfetto di obiettività (anche se questo non è del tutto vero, data la carica emotiva).

Queste opere hanno un merito ancora maggiore se si considerano le atroci condizioni in cui furono scritte:

  • Guerra civile
  • Carcere
  • Estradizioni

Queste esperienze resero Miguel un uomo molto provato, portandolo a una maturità e saggezza precoci già all'età di 30 anni. In questa fase, egli recupera la semplicità della poesia popolare, mantenendo un alto valore estetico. Fu un maestro del contrappunto e un domatore del barocco, optando per la scrittura con rime alternate e l'ottonario classico.

L'Epilogo Brillante della Generazione del '27

Miguel Hernández accettò il suo destino umilmente, senza lamentarsi e con la coscienza tranquilla, anche se, come indicato in uno dei suoi ultimi versi, avrebbe preferito non morire per confermare la sopravvivenza della specie. Un vero genio che raccolse l'eredità di autori ben noti a diverse generazioni.

È un dato di fatto che Miguel Hernández avesse già scritto un'opera lunga e consolidata a soli 30 anni. Sebbene in quell'epoca fossero attivi i più noti scrittori della Generazione del '27, esistono alcune caratteristiche e condizioni che lo rendono indipendente da questo gruppo (nonostante per età e amicizie potesse farne parte senza problemi). Non dobbiamo dimenticare che tra le sue opere si trovano versi che, insieme alle coplas manriqueñas, completano il meglio della poesia spagnola. Per questo motivo, autori come Dámaso Alonso hanno voluto valorizzare il suo lavoro, definendo Miguel Hernández come il brillante epilogo del gruppo.

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