Evoluzione del Teatro Spagnolo dal 1939: Storia e Protagonisti
Il Teatro Spagnolo dopo il 1939
Il teatro del dopoguerra svolse due funzioni principali: intrattenere il pubblico in cerca di divertimento e trasmettere l'ideologia dominante. Dopo la guerra, lo Stato e la Chiesa istituirono un rigoroso controllo sulle nuove opere e sui repertori. Questo fenomeno favorì, di conseguenza, lo sviluppo dell'autocensura tra i drammaturghi.
Il Teatro in Esilio
- Rafael Alberti: prima e dopo la guerra civile, scrisse teatro politico. In Il pugno nell'occhio (El adefesio), solleva la questione dell'intolleranza del potere.
- Max Aub: pubblicò San Juan nel 1942. L'opera presenta la storia di un contingente di immigrati ebrei in fuga dai nazisti su una nave, la "San Juan", che non riesce a essere accolta in alcun porto. I suoi temi principali sono i disastri della guerra, la solitudine e l'etica dell'esilio.
- Alejandro Casona: debuttò a Buenos Aires con opere come La dama dell'alba, La barca senza pescatore e Gli alberi muoiono in piedi. Fu accusato di aver scritto un teatro d'evasione, lontano dalle situazioni socio-storiche del tempo.
Anni '40: L'Evasione e l'Umorismo
La commedia borghese si caratterizza per la costruzione perfetta delle opere e per la loro apparente insignificanza, condita con dosi di umorismo, tenerezza e gentilezza. Le opere sono spesso divise in tre atti, presentano ambientazioni curate e i dialoghi mostrano una notevole qualità stilistica. Emerge il tema dell'amore per esaltare il matrimonio, la famiglia e la casa. Di solito, queste opere si dimostrano ideologicamente neutre e con un finale moralistico.
Autori e Opere di Rilievo:
- Jacinto Benavente: Il diavolo del teatro e Neve a maggio.
- José María Pemán: La volontà della farfalla.
- Joaquín Calvo Sotelo: Storia di una casa.
Spicca inoltre un teatro umoristico innovativo, rappresentato da Enrique Jardiel Poncela e Miguel Mihura. L'opera più rappresentativa di Mihura è Tre cappelli a cilindro (Tres sombreros de copa), pubblicata nel 1952, vent'anni dopo essere stata scritta. È una commedia che satireggia la routine e la mediocrità della borghesia di provincia e la misera vita del vaudeville. L'opera mette a confronto due mondi e due concezioni della vita: la prosaica vita borghese di Dionisio e la vita poetica e libera di Paula.
Anni '50: Il Teatro Realista
La scena teatrale realista tentò di dare voce agli spagnoli e alla loro opposizione alla dittatura. Le opere sollevavano questioni come l'ingiustizia sociale, lo sfruttamento, la vita della classe media e bassa, e la condizione umana degli oppressi e degli emarginati.
Autori di spicco:
- Alfonso Sastre
- Lauro Olmo
- José Martín Recuerda: con un segno critico e un taglio documentaristico tagliente.
Antonio Buero Vallejo
Nella sua opera si possono distinguere tre fasi principali:
- Fase esistenziale: In Storia di una scala (1949), i protagonisti sono quattro giovani vicini di casa all'ultimo piano di una vecchia palazzina: Urbano, un operaio; Fernando, impiegato in una cartoleria; Carmina ed Elvira. L'opera riflette un mondo grigio dove si ripetono le frustrazioni, causate non solo dal peso del contesto sociale, ma anche dalla debolezza personale. Nel 1950 scrisse Nella ardente oscurità, che solleva la lotta per la verità e la libertà.
- Dramma sociale: Opere come Un sognatore per un popolo e Il concerto di San Ovidio (1962), dove denuncia lo sfruttamento di un gruppo di ciechi a Parigi negli anni precedenti la Rivoluzione Francese.
- Innovazione scenica: L'innovazione tecnica più sorprendente è il cosiddetto "effetto immersione", una visione della scena da parte dello spettatore attraverso la percezione dei personaggi. Opere: Il sonno della ragione, L'arrivo degli dei, La Fondazione (1974).
Anni '60 e '70: Rinnovamento Formale
All'interno del teatro commerciale, riscuotono successo le commedie di Mihura, Jaime de Armiñán e Ana Diosdado. Tra i nuovi autori eccelle Antonio Gala: nel 1963 debuttò con I campi verdi dell'Eden. Negli anni Settanta godette del favore del pubblico con opere quali Anelli per una signora, Le cetre appese agli alberi e Perché corri, Ulisse?. Seguirono opere successive come Il salottino e Seneca o il beneficio del dubbio.
Sperimentazione
Come per la narrativa e la poesia, i nuovi autori ritengono conclusa l'esperienza del realismo sociale e cercano nuove proposte caratterizzate dall'opposizione estetica al realismo, sebbene in molti casi i lavori non siano esenti da critica sociale.
Forse la figura più singolare è quella di Fernando Arrabal. Immaginazione, elementi surreali, linguaggio infantile e rottura della logica sono le caratteristiche della sua prima serie di opere, come Il triciclo (1953). Esiliato in Francia dal 1955, le sue opere rientrano nella cosiddetta "fase panica", intesa come un dramma totale che celebra la libertà creativa e cerca di sfidare e scioccare lo spettatore. Tra le sue opere: Il labirinto (1956) e Ehi, Patria, la mia afflizione (1975).
Il Teatro Indipendente
Nella scena teatrale degli ultimi anni del franchismo non può mancare la menzione del fenomeno del teatro indipendente. Sotto questa etichetta sono inclusi gruppi come Los Goliardos, Tábano e Teatro Libre a Madrid; Els Joglars, Els Comediants e La Fura dels Baus a Barcellona; Akelarre a Bilbao, ecc. L'indipendenza del teatro significava il rifiuto dell'intrattenimento conservatore attraverso lo sviluppo di un'estetica particolare e il tentativo di autofinanziamento.
Dal 1975 a Oggi
Con la fine della dittatura e la rimozione della censura, sembrava aprirsi una fase promettente per il teatro. Al contrario, proprio negli ultimi anni la crisi del teatro spagnolo è diventata più evidente. Un fenomeno importante dopo il 1975 è stata la creazione di istituzioni teatrali ufficiali, sia statali che regionali. Nel 1978 nacque il Centro Dramático Nacional, seguito dal Centro Nacional de Nuevas Tendencias Escénicas e dalla Compañía Nacional de Teatro Clásico.
Francisco Nieva
Nieva è probabilmente il più importante tra i drammaturghi sperimentali della seconda metà del secolo. Sebbene scrivesse testi teatrali fin dagli anni Cinquanta, fu rappresentato regolarmente solo dopo la morte di Franco. Legato al gruppo letterario Postista degli anni Quaranta e Cinquanta, il suo teatro percorre la via del surreale, dell'onirico e del fantastico. Condivide con Artaud l'idea di un dramma liberatorio e catartico che mira a mostrare l'essenza dell'uomo.
Il tema fondamentale in Nieva è la repressione della società, che degrada l'essere umano impedendo lo sviluppo dei suoi bisogni più profondi. A ciò si contrappone la trasgressione, spesso legata alla liberazione sessuale. Oltre all'erotismo, nelle opere di questo autore della Mancia si trovano numerosi riferimenti a una Spagna oscura e alla religione, che Nieva critica aspramente. Tra le sue opere spiccano: Pelo de tormenta, Coronada y el toro e La carroza de plomo candente.
Altri Autori Contemporanei:
- José Sanchis Sinisterra: Ay, Carmela! (1986).
- José Luis Alonso de Santos: Scendere al Marocco (Bajarse al moro, 1985).
- Fernando Fernán Gómez: Le biciclette sono per l'estate.