Filosofia della Conoscenza: Idealismo, Realismo e la Ricerca della Felicità
1. Parallelo tra Idealismo e Realismo
Idealismo
- a) Sfiducia radicale dei sensi: significa che non abbiamo un accesso diretto alla realtà esterna.
- b) La verità come idea: la verità è l'idea che ognuno si forma indipendentemente dalla realtà oggettiva.
- c) La verità è immanente: ciò significa che la verità non emerge dall'oggetto della realtà esterna, ma è contenuta interamente nel soggetto, in quanto non si riferisce a nulla al di fuori di esso.
- d) Il problema della comunicazione: poiché la verità è immanente, si presenta il problema di come sia possibile la comunicazione tra gli esseri umani se ognuno ha la propria idea delle cose. La comunicazione non avviene a partire da una realtà oggettiva comune, ma dal fatto che tutte le persone condividono lo stesso metodo conoscitivo, il quale culmina nella formazione delle medesime idee, indipendenti dall'oggetto.
- e) Soggettività e relatività: la verità è soggettiva (poiché dipende dal soggetto conoscente) e relativa (riferita a ciascun singolo soggetto).
- f) L'idealismo non si vive: serve solo a conoscere la verità; non posso diffidare ogni giorno dei miei sensi nella vita quotidiana. Vivere è diverso dal conoscere.
Realismo
- a) Fiducia moderata nei sensi: dietro i sensi vi è la ragione che guida la conoscenza.
- b) La verità come corrispondenza: la verità si ha quando l'idea coincide con la realtà (adeguamento dell'intelletto alla cosa, o adaequatio intellectus et rei).
- c) Verità intima e trascendente: la verità è sia intima (perché emerge come idea all'interno del soggetto) sia trascendente (la verità non è racchiusa nel soggetto, ma lo trascende verso la realtà esterna; conoscere significa che l'intelletto si adegua a ciò che le cose sono).
- d) Nessun problema di comunicazione: non vi è alcun problema di comunicazione perché esiste una realtà oggettiva comune. Poiché la realtà è la stessa, l'idea tratta da essa è comune a tutti.
- e) Oggettività della realtà: il realismo sostiene che le cose esistono in se stesse e che la verità è oggettiva perché si riferisce all'oggetto conosciuto (una realtà indipendente da noi). Accedendo all'oggetto, io lo afferro così com'è.
- f) Si può vivere solo nel realismo: conoscere e vivere sono strettamente uniti, e ci si fida dei sensi con il supporto dell'intelletto.
2. La Volontà: Definizione e Classificazioni
a) Definizione
La volontà è la facoltà con cui l'uomo tende liberamente verso ciò che è stato conosciuto e giudicato come bene dall'intelletto.
b) Classificazione dei Beni
- Bene utile: è ciò che viene amato perché aiuta a raggiungere un altro fine (ad esempio, studiare per guadagnare denaro).
- Bene dilettevole: sono quei beni che si desiderano per il piacere che provocano (come il cibo, il cioccolato o altri piaceri sensibili).
- Bene onesto: quei beni che non sono amati per la loro utilità o per il piacere che procurano, ma sono amati in se stessi (ad esempio, le persone, i bambini).
c) Tipologie di Atti della Volontà
- Atti eliciti (o interni): sono quegli atti prodotti direttamente dalla volontà e che consistono semplicemente nel desiderare il bene presentato dall'intelletto (ad esempio, il desiderio di mangiare).
- Atti comandati (o imperati): sono quelli che muovono efficacemente la persona a compiere un'azione per raggiungere quel bene (ad esempio, l'atto concreto di andare a mangiare).
d) Atti dell'Uomo vs Atti Umani
- Atti dell'uomo: sono quelle azioni compiute dall'essere umano in cui non vi è partecipazione della volontà o della consapevolezza (come la respirazione o la digestione).
- Atti umani: sono quegli atti in cui vi è la partecipazione attiva e consapevole della volontà e dell'intelletto (come mangiare o correre).
e) Atti Volontari, Involontari e Misti
- Atti volontari: quelli in cui vi sono conoscenza, deliberazione e consenso nella scelta dell'atto compiuto (ad esempio, studiare o mangiare).
- Atti involontari: quelli che, pur potendo dipendere dalla volontà, avvengono senza una reale deliberazione o consenso (ad esempio, un riflesso improvviso o un'azione compiuta in stato di incoscienza).
- Atti misti: quelli in cui vi è deliberazione, ma le opzioni di scelta sono fortemente condizionate da circostanze esterne (ad esempio, la legittima difesa).
3. La Felicità è Oggettiva o Soggettiva?
La felicità ha una dimensione oggettiva perché consiste nella realizzazione dell'essere umano. Esiste infatti una natura umana che non dipende dalla nostra libertà e che tende intrinsecamente a realizzarsi.
Il vivere e il sentire sono realtà oggettive per ciascuno di noi, che si realizzano attraverso l'intelletto e la volontà, mediante il cammino volto a raggiungere la verità e il bene.
Al contempo, la felicità ha anche una dimensione soggettiva, ma non in modo assoluto, poiché si sperimenta attraverso il vissuto personale e la soddisfazione dei desideri profondi.
Le Quattro Prove dell'Oggettività e Soggettività della Felicità
- Aspirazione universale (Oggettiva): Tutti gli esseri umani aspirano a essere felici; desiderano tutti lo stesso fine ultimo.
- Esperienza individuale (Soggettiva): Non tutti gli esseri umani sono felici, poiché la felicità dipende dalle scelte e dal vissuto di ogni singola persona.
- Molteplicità delle vie (Soggettiva): Esistono molti modi per essere felici, poiché ognuno individua una strada diversa per raggiungere la propria realizzazione.
- Limiti oggettivi delle scelte (Oggettiva): Non tutti i percorsi sono validi per essere davvero felici; trattandosi di un fine legato alla natura umana, è necessario trovare la strada corretta che risponda a tale natura.
Le Dimensioni della Volontà in Rapporto alla Felicità secondo San Tommaso d'Aquino
- 1. Volontà come natura (Voluntas ut natura): È la tendenza naturale della volontà. L'uomo, per sua stessa natura, desidera necessariamente il bene supremo, che coincide con la felicità (dimensione oggettiva).
- 2. Volontà come ragione (Voluntas ut ratio): È la capacità di deliberare. Gli esseri umani scelgono razionalmente i mezzi concreti che ritengono idonei a condurli alla felicità (dimensione soggettiva: ognuno sceglie come vivere per essere felice).
- 3. Natura realizzata (o fine conseguito): È la dimensione della volontà che consiste nella consapevolezza di aver raggiunto una certa pienezza, che si manifesta come pace interiore. Rappresenta la natura umana realizzata liberamente (il desiderio di essere felici che trova compimento attraverso i mezzi adeguati).
In sintesi, possiamo riassumere questo dualismo come segue:
- Soggettivo: Ogni persona sceglie liberamente i mezzi e le modalità per raggiungere la felicità.
- Oggettivo: Il fine ultimo e la struttura stessa della natura umana rimangono oggettivi, indipendentemente dalle scelte individuali.
Conclusione
In conclusione, possiamo affermare che la felicità è al contempo oggettiva e soggettiva. Da un lato, dipende da una natura umana oggettiva e universale; dall'altro, si realizza attraverso le scelte soggettive e il percorso individuale di ciascun uomo per giungere alla piena realizzazione di sé e al raggiungimento della felicità assoluta.