Francesco Calasso e l'Evoluzione del Pluralismo Giuridico Medievale
Francesco Calasso e la Revisione della Storia Giuridica
La cosa peggiore è che questi statalismi psicologici sono la prova più evidente che i filosofi del diritto stessi, come Capograssi e Cesarini Sforza, avevano accolto con entusiasmo la proposta di Romano e avevano lottato per rivestire di un buon fondamento filosofico lo Stato.
L'Impatto di Francesco Calasso
Francesco Calasso: la sua presenza è stata incisiva e liberatrice. Assumendo la più alta lezione dell'idealismo italiano, ha contribuito in non piccola misura a liberare la storia giuridica dalla situazione di storie locali — in cui l'esilio sembrava un culto incompreso del positivo — per recuperare con grazia il fertile campo della storia della civiltà. Il suo lavoro ha sottolineato la posizione della scienza giuridica al centro delle fonti e l'elaborazione della storia del diritto, intesa anche come storia del pensiero.
Calasso ha aperto gli occhi di una provincia, finora privilegio di qualche romanista eccentrico e strano, ma ignorato da coloro che sono professionalmente interessati alla società medievale; ovvero, si è riversato sul grande movimento del common law. Una presenza liberatrice si avverte anche quando si sente la necessità di ripensare il diritto medievale e l'armonia del diritto.
Un Pluralismo Incompleto e la Persistenza dello Stato
Tuttavia, si è trattato di un pluralismo incompleto: anche Calasso, tra la pluralità di sistemi densi che ha dimostrato di considerare pienamente legali, vedeva profilarsi un ordinamento qualitativamente diverso, come sarebbe per Capograssi, ed è lo Stato. Calasso è convinto della razionalità interna dello Stato. Parla di Stato e di sovranità; per lui non sono parole a caso: l'impiego che ne viene fatto è sempre supportato da una chiara conoscenza.
Ed esiste una contraddizione nel pensiero di Calasso, completamente dominata dallo stato psicologico che impedisce di liberarsi di un carico di nozioni fastidiose, le quali rappresentano un peso per la comprensione della società medievale. La pluralità dei sistemi acclamata è una realtà condizionata dalla presenza per eccellenza; Calasso leggeva Santi Romano con occhi che ancora soffrivano di statalismo.
Lo Ius Commune e la Struttura del Sistema Giuridico
Lo storico brillante che aveva unito alla coscienza contemporanea il fenomeno centrale dello ius commune, progettato come un sistema "legislativo", insisteva sul principio di legalità come cerniera fondante del sistema giuridico medievale. Pur ammettendolo sostanzialmente come dottrina esegetica — di cui sentiva la grandezza e l'importanza — non ne aveva delineato perfettamente la natura giuridica e storica.
L'Ipotesi Romaniana e i Modelli Ideologici
La testimonianza di Calasso conferma la convinzione che abbiamo espresso in precedenza: l'ipotesi romaniana è uno strumento adeguato per averci fornito un disegno teorico che supporti gli ordini del complesso mondo medievale. Il giurista continua a lasciarsi contagiare dai modelli circostanti, legati a un'intensa ideologia giuridica borghese e separati dalla koiné del politico e giuridico stabile medievale.
Per questi modelli — lo Stato, la sovranità, lo stato di diritto, la gerarchia delle fonti — è necessario dichiarare che il "corso naturale dell'evoluzione storica" (parola misurata da Calasso) è certamente segnato da misure decisive, ma è per lo più contrastato da una fessura così profonda che rende il tentativo di riscoprire i fili sottili e improbabili di continuità inutile e dannoso.
Conclusioni: L'Universo Giuridico Medievale
In sintesi, si delinea:
- Un'esperienza giuridica con più ordinamenti giuridici.
- Uno sciame di autonomie ma non di sovranità.
- Entità unite dove la dimensione giuridica è abbastanza forte e centrale da rappresentare la vera costituzione dell'universo medievale.
- Una dimensione ontica precedente e, quindi, politicamente dominante.