Immanuel Kant: Filosofia, Critica della Ragione ed Etica

Filosofia ed etica3,54 KB

Immanuel Kant

1. Vita e opere

1.1. Vita (Königsberg, 1724 - 1804)

Il passaggio dalla scuola del razionalismo cristiano e dall'empirismo di David Hume ci spinge a intraprendere il compito di analizzare criticamente la Ragione. Kant divide l'ambito delle capacità umane in settori che definiscono le seguenti domande fondamentali:

  • Che cosa posso sapere?
  • Che cosa devo fare?
  • Che cosa mi è dato sperare?
  • Che cos'è l'uomo?

1.2. Opere

1.2.1. Primo periodo: scritti precritici
1.2.2. Secondo periodo: le Critiche
  • Critica della ragion pura (1781)
  • Fondazione della metafisica dei costumi (1785)
  • Critica della ragion pratica (1788)
  • Critica del giudizio (1790)
  • La religione entro i limiti della semplice ragione (1793)

2. La Critica della ragion pura: Che cosa posso sapere?

Kant giustifica la natura scientifica della matematica e della fisica, basate sulle forme pure a priori della sensibilità (spazio e tempo) e dell'intelletto (categorie: quantità, qualità, relazione, modalità), per sviluppare giudizi sintetici a priori che conferiscono universalità e necessità alla conoscenza.

  • Fenomeno: il dato della sensibilità filtrato dalle condizioni spazio-temporali.
  • Noumeno: la cosa in sé, intelligibile e pura.
  • Appercezione trascendentale: il "Io penso" che accompagna tutte le rappresentazioni.

La metafisica come scienza è impossibile: Dio, l'anima e il mondo sono solo idee regolative della ragione. Non è possibile dimostrare l'esistenza di Dio tramite le prove tradizionali (ontologica, cosmologica, fisico-teologica). Inoltre, le antinomie della ragione evidenziano le contraddizioni insite nel tentativo di applicare le categorie all'incondizionato.

3. La Critica della ragion pratica: Che cosa devo fare?

3.1. L'etica di Kant

3.1.1. Essere (conoscenza) e Dovere (etica)
3.1.2. Imperativo morale e norme

Kant distingue tra due tipi di imperativi:

  • Imperativo ipotetico: ordina qualcosa come mezzo per un fine.
  • Imperativo categorico: ordina qualcosa come fine assoluto, un dovere incondizionato.
3.1.3. L'imperativo categorico

Kant distingue tra azioni conformi al dovere e azioni compiute per dovere. Le formulazioni principali dell'imperativo categorico sono:

  • "Agisci in modo che la massima della tua azione possa valere come legge universale".
  • "Agisci in modo da trattare l'umanità, sia nella tua persona che in quella di ogni altro, sempre come fine e mai come mezzo".
3.1.4. Etica materiale ed etica formale
  • Etica materiale: empirica (a posteriori), con precetti ipotetici, relativi ed eteronomi.
  • Etica formale: a priori, con precetti categorici, universali e autonomi.

3.2. Condizioni di possibilità della morale e postulati

Per rendere possibile la morale, Kant introduce tre postulati:

  • Libertà: condizione necessaria affinché esista un soggetto morale.
  • Immortalità dell'anima: necessaria per il progresso infinito verso la santità.
  • Esistenza di Dio: garante del sommo bene, ovvero l'unione di virtù e felicità.

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