La Prosa del Settecento Spagnolo: Evoluzione, Saggistica e Protagonisti
La prosa nel XVIII secolo: dal Posbarroco all'Illuminismo
Nella prima metà del secolo, alcuni autori hanno utilizzato modelli di narrazione definiti Posbarroco. Questo stile eredita la complessità e le forme del secolo precedente, sebbene con una visione del mondo più ottimista. È il caso di Torres Villarroel (Vida) o di Padre Isla con romanzi come Fray Gerundio de Campazas, dove predomina un tono satirico radicato, in una certa misura, nella tradizione del romanzo picaresco.
Tuttavia, la principale manifestazione della prosa nel XVIII secolo è il saggio, poiché è il genere che meglio si adatta all'interesse educativo e all'utilità promossi dagli illuministi. La prosa saggistica introduce un nuovo stile caratterizzato da chiarezza, semplicità, naturalezza e precisione. Non cerca di suscitare l'emozione del lettore, ma di stimolare la riflessione. Questo genere ha inoltre contribuito a promuovere lo spagnolo come lingua della scienza e della filosofia, contrapponendosi al latino.
I principali esponenti della prosa settecentesca
Benito Jerónimo Feijoo
Nonostante conducesse una vita isolata in quanto benedettino, mantenne contatti con studiosi di tutta Europa attraverso la corrispondenza e l'organizzazione di incontri nel suo convento a Oviedo. È stato un grande divulgatore delle idee del suo tempo. Il suo obiettivo era eliminare errori, pregiudizi e superstizioni popolari. La sua ricerca lo portò a utilizzare un tono colloquiale in ogni discorso, successivamente raccolto per la pubblicazione. Le sue opere più importanti sono gli otto volumi del Teatro crítico universal e i cinque delle Cartas eruditas y curiosas.
Gaspar Melchor de Jovellanos
Noto autore di numerosi testi in prosa in cui ha affrontato i problemi del Paese proponendo riforme. Si distinguono:
- Informe sobre la Ley Agraria
- Memoria sobre espectáculos y diversiones públicas
- Informe sobre la educación pública
José Cadalso
Altri protagonisti della prosa del XVIII secolo includono José Cadalso, che ha coltivato tutti i generi, ma le cui opere più importanti sono scritte in prosa: Cartas marruecas e Noches lúgubres.
Cartas marruecas
È la sua opera più significativa. Si tratta di novantuno lettere che vedono protagonisti tre personaggi: gli spagnoli Nuño e Gazel, e Ben-Beley, il suo vecchio maestro marocchino. Attraverso questo scambio, Cadalso esprime il suo pensiero sulla cultura e sulla società spagnola. Gli argomenti possono essere raggruppati in tre sezioni: la storia nazionale, la società spagnola del XVIII secolo e la moralità della proiezione umana. Quest'opera risponde perfettamente alle caratteristiche del genere saggistico, con uno stile chiaro e un atteggiamento critico verso le problematiche trattate.
Noches lúgubres
Il suo ultimo libro, Noches lúgubres, è un'opera che può essere considerata pre-romantica per la sua forte tendenza alla malinconia e per la presenza di paesaggi notturni e tematiche funebri. Il protagonista, Tediato, dialoga con Lorenzo, il becchino del cimitero dove è sepolta la sua amata. Per tre notti, cerca di dissotterrare il corpo con la decisione di portarlo a casa per poi suicidarsi, bruciando il cadavere.