Storia Greca Antica: Popoli, Poleis e Conflitti
Introduzione: i primi popoli del Mediterraneo orientale
Il Mediterraneo orientale è stato teatro di civiltà antiche che hanno lasciato un segno profondo nella storia. Tra queste, i Fenici, gli Ebrei, i Minoici e i Micenei hanno preparato il terreno alla nascita della civiltà greca.
Gli Ebrei e il monoteismo
- Origini: popolo semita originario di Ur, giunto nella terra promessa, organizzato in città-stato e tribù.
- Conflitti: scontro con i Filistei, che occuparono parte del territorio.
- Re: Saul, Davide e Salomone, che fondò il primo regno, poi diviso in regno di Israele (nord) e regno di Giuda (sud).
- Deportazione: nel 600 a.C. Nabucodonosor deportò gli Ebrei a Babilonia; nel 540 a.C. i Persiani permisero il loro ritorno.
- Monoteismo: un solo Dio, Jahvè, al centro della fede; i profeti parlavano ispirati da Dio.
- Mosè: guidò il popolo fuori dall'Egitto e ricevette le Leggi di Dio sul monte Sinai (narrate nella Bibbia: Esodo, Deuteronomio).
I Fenici: mercanti e navigatori
Popolo semita pacifico, organizzato in città-stato governate da un'aristocrazia di mercanti. Abili marinai e, talvolta, pirati, svilupparono barche più veloci e il controllo dei commerci nel Mediterraneo (talassocrazia). Produssero gioielli e porpora. Il loro declino iniziò nell'VIII secolo a.C., con la dominazione di Babilonesi, Assiri, Persiani e Greci.
Struttura sociale: 1) re; 2) aristocrazia; 3) popolo; 4) sacerdoti; 5) commercianti; 6) contadini.
I Micenei: guerrieri e aristocrazia
Popolazione di origine endogena, organizzata in regni guerrieri fortificati e in leghe. Il potere era articolato in: wanax (re), lawagetas (capo militare), lawos (aristocrazia militare) e tereta (sacerdoti). Le comunità rurali vivevano nei demoi. Colonizzarono Troia e l'Asia Minore, il sud dell'Italia, il Peloponneso e Creta.
I Minoici: il popolo di Creta
Creta era un crocevia tra Siria ed Egitto. I Minoici erano un popolo pacifico, con un'economia basata sul commercio di gemme e ceramica e su imprenditori marittimi.
- Periodo d'oro (fino al 1700 a.C.): costruzione di palazzi imponenti e decorati, centri economici (tasse), sociali (feste) e politici (sede del potere).
- Periodo neopalaziale (fino al 1450 a.C.): catastrofe dovuta a invasioni, lotte civili o terremoti; seguì una rinascita con la ricostruzione dei palazzi.
- Periodo postpalaziale (fino al 1200 a.C.): cataclisma e fine della civiltà.
Il crollo dell'età micenea
Intorno al 1200 a.C. le invasioni dei popoli del mare, attratti dalle ricchezze della regione, posero fine al periodo miceneo e minoico. Dal caos emersero i nuovi gruppi greci: Dori (Peloponneso), Ioni (Asia Minore) ed Eoli (Egeo).
Il Medioevo ellenico (XIII-VIII secolo a.C.)
Dopo il crollo, i popoli si dispersero e vissero in comunità rurali. L'unità di base era l'oikos (territorio, persone e attività produttive). La koinè indicava le comunità familiari.
Nascita della polis
Nell'VIII secolo a.C. la Grecia conobbe grandi trasformazioni: maggiore mobilità, diffusione dell'alfabeto, sviluppo di arte e tecnica. Nacque così la polis, città-stato autonoma, favorita da:
- riviluppo dell'agricoltura e del commercio;
- aumento demografico;
- la falange oplitica, formata da cittadini combattenti che difendevano i confini.
Valori della polis
- stima del cittadino;
- importanza del luogo, dell'istruzione e della comunità;
- parresia (libertà di parola);
- isonomia (uguaglianza dei cittadini);
- politeia (condivisione della vita sociale);
- sinecismo (unione di piccole città per superare le difficoltà).
Struttura della polis
- Acropoli: palazzo del re e luogo sacro.
- Asty: la città, con templi, che si estende sul territorio.
- Chora: la campagna, abitata da contadini e poveri.
Forme di governo in Grecia
- Monarchia: governo di un solo re.
- Aristocrazia: governo dei migliori, cioè dei più ricchi.
- Oligarchia: governo di pochi, in base al sangue o all'importanza.
- Democrazia: governo del demos, cioè del popolo.
- Timocrazia: partecipazione dei cittadini in base alla ricchezza.
- Tirannia: potere preso illegalmente con la forza.
La religione greca
I Greci veneravano gli dèi olimpici, ma ogni polis aveva un proprio dio protettore. Gli oracoli (come quello di Delfi) e i santuari erano centri di culto e consultazione.
I Giochi Panellenici (Olimpiadi)
Celebrati in onore di Zeus a Olimpia, erano riservati ai maschi adulti liberi greci. Richiamavano molte persone e favorivano le alleanze tra le poleis, attraverso l'anfizionia. Gare: corsa, lotta, pugilato e altre competizioni atletiche.
Sparta
Sparta, fondata dai Dori intorno al 750 a.C. nel Peloponneso, era governata da un'aristocrazia che non concedeva potere al demos e viveva in una città circondata da mura ciclopiche. I suoi guerrieri si addestravano dai sette anni fino ai vent'anni, per tornare dalla guerra con lo scudo o sopra di esso (o con lo scudo o sopra di esso).
Le tre classi sociali
- Spartiati (circa 15.000): cittadini a pieno titolo, di stirpe dorica e aristocratica.
- Perieci (circa 50.000): antichi Dori che abitavano vicino a Sparta, liberi ma senza diritti politici.
- Iloti (circa 200.000): schiavi al servizio degli spartiati.
Le donne spartane avevano una condizione privilegiata rispetto alle altre greche: potevano ereditare, avevano diritto di parola, consigliavano i mariti, dovevano badare ai figli e a sé stesse e potevano scegliere il marito.
La costituzione di Licurgo (650 a.C.)
- Diarchia: due sovrani, per evitare la tirannia.
- Gherusia: consiglio degli anziani (oltre 60 anni), con funzioni legislative e giudiziarie.
- Apella: assemblea degli spartiati (oltre 30 anni), che approvava le leggi ed eleggeva gli efori.
- Efori: cinque magistrati, con compiti di controllo e di governo.
- Eponimo: presiedeva l'apella e la gherusia.
Durante le Carnee, festività sacre, la guerra veniva sospesa. A Sparta prevaleva lo Stato sulla famiglia, e per governare contava il sangue degli spartiati, tipico di un sistema aristocratico.
Atene: dalle origini alla democrazia
Secondo il mito, Cecrope fu il primo re di Atene. Teseo unì i dodici villaggi dell'Attica (sinecismo) e fondò il porto del Pireo.
La società ateniese arcaica
- Quattro tribù, divise in fratrie, a cui ogni cittadino apparteneva per avere diritti.
- Genti: famiglie aristocratiche, discendenti dagli antenati che fondarono la città.
- Tiasi: non nobili, come gli artigiani.
- Orgeoni: stranieri residenti, detti meteci.
Le leggi di Dracone e di Solone
Dracone introdusse le prime leggi scritte, più civili, per evitare le faide (ad esempio per l'omicidio). Il tribunale era l'Areopago, composto dagli efeti (consiglio degli anziani). Le donne erano sottoposte agli uomini: erano spesso date in sposa da bambine, vivevano in casa o nel gineceo e non avevano diritti politici.
Il potere era affidato al basileus, all'Areopago e a nove arconti, in carica per un anno: il basileus (capo religioso), il polemarco (guerra) ed eponimo (amministrazione), più sei tesmoteti, che scrivevano e applicavano le leggi.
Quando i ricchi accumularono tutto, scoppiò una guerra civile (stasis). Solone introdusse una società timocratica, basata sul reddito, che riportò stabilità. Le classi erano:
- Pentacosiomedimni (500 medimni): aristocratici, ammessi alle magistrature.
- Cavalieri (300 medimni).
- Zeugiti (200 medimni): potevano partecipare all'ecclesia.
- Teti (meno di 200 medimni): potevano accedere all'eliea, il tribunale popolare.
La riforma di Clistene
Dopo un'altra crisi, Clistene riformò lo Stato: il territorio fu diviso in demi, e ogni cittadino fu registrato nel demo di residenza, non in base alla ricchezza. Il demi formavano le tribù, divise in trittie, e così anche i contadini poterono partecipare alla vita politica.
Clistene istituì anche la Boulè, consiglio di cinquecento membri, e rafforzò l'ecclesia, l'assemblea dei cittadini, che aveva potere giudiziario, controllava la politica estera e nominava arconti e strateghi (comandanti militari). Introdusse inoltre l'ostracismo, un esilio di dieci anni per chi minacciava la democrazia.
La democrazia di Pericle
Atene passò da oligarchia a timocrazia, poi alla democrazia di Clistene e infine a quella di Pericle, che fu comunque limitata: erano esclusi donne, schiavi e meteci. Pericle governò per circa quarant'anni e introdusse:
- Ecclesia: partecipazione anche dagli opliti, dai 20 anni in su, e dei ricchi che potevano permettersi le armi.
- Misthos: un'indennità che permetteva ai poveri di partecipare alla vita politica.
- Accesso alle magistrature anche per i piccoli proprietari terrieri.
- Accesso dei nullatenenti alle cariche pubbliche, senza dover dichiarare un reddito.
Con Pericle si raggiunse la massima democrazia, in cui chi era meno abbiente poteva arrivare alle più alte cariche.
- Isegoria: diritto di parola nell'agorà, luogo di dibattiti e proposte.
- Isonomia: uguaglianza di fronte alle stesse leggi.
La cultura ateniese: sofisti e teatro
Nello stesso periodo nacque la filosofia con i sofisti, primi intellettuali che si interrogavano sulla vita. Insegnavano ai giovani a parlare in pubblico per diventare politici, attraverso retorica e oratoria. Il teatro, finanziato dallo Stato, era gratuito per i poveri e serviva a imparare e riflettere.
Atene, Sparta e le guerre del V secolo a.C.
La Lega delio-attica
Dopo le guerre persiane, Atene fondò la Lega delio-attica, un'alleanza di città dell'Egeo (Asia Minore, Tracia, Calcidica, Tessaglia) che doveva fornire denaro, uomini e alleanza in guerra. Il tesoro fu conservato a Delo, isola facilmente difendibile.
Sparta, a capo della Lega peloponnesiaca (Peloponneso, Macedonia, Tebe), temeva la potenza ateniese. Atene, ricca grazie al Pireo, costruì le Lunghe Mura per proteggere il collegamento con il porto e il Partenone, e sfruttò i territori alleati per il commercio.
L'imperialismo ateniese
Nel V secolo a.C. Atene esercitò un'egemonia su tutta la Grecia:
- economica: riceveva merci dagli alleati;
- politica: dettava legge anche fuori dal proprio territorio;
- sociale e culturale: il suo modello era seguito da tutti.
La guerra del Peloponneso (431-404 a.C.)
Le tensioni tra Atene e Sparta esplosero quando Corcira (Corfù), alleata di Atene, entrò in conflitto con Corinto, alleata di Sparta. Corinto non apparteneva alla Lega ateniese, e la disputa degenerò in guerra aperta.
Il conflitto attraversò molte fasi. Nell'ultima, Sparta si alleò con la Persia, tradendo il modello greco. La disfatta fu inevitabile: Atene subì perdite, Sparta fortificò Decelea, assediando la città, e la Persia finanziò la flotta spartana.
Le cause della sconfitta ateniese
- In patria: la guerra costava troppo al demos, finché un colpo di Stato portò al potere dei tiranni, favoriti dai Persiani.
- Sul fronte: a Siracusa gli Ateniesi furono sconfitti; il resto della flotta fu annientato da Sparta sia dal mare che dalla terra.
La pace
Atene dovette abbandonare l'egemonia marittima, entrare nella Lega spartana, abbattere le Lunghe Mura e consegnare la flotta.
Le guerre greco-persiane (490-449 a.C.)
Dopo la rivolta delle città greche d'Asia Minore, sostenute da Atene, il re persiano Dario I pretese la sottomissione della Grecia. Il successore Serse invase la Grecia nel 480 a.C., mentre gli Spartani, guidati da Leonida, fermarono i Persiani alle Termopili con soli trecento uomini, per tre giorni. Il sacrificio spartano ritardò l'avanzata persiana.
Nella battaglia navale di Salamina la flotta greca sconfisse quella persiana, e nella battaglia di Platea l'esercito greco annientò le truppe di Serse, che si ritirò.
Nel 449 a.C., con la pace di Callia, i Persiani si arresero definitivamente. La vittoria consolidò l'alleanza tra Atene e Sparta contro la Persia, e inaugurò l'età dell'apogeo della Grecia classica, sotto la guida di Pericle.