La Transizione Democratica in Spagna: Dalla Costituzione del 1978 alla Vittoria del PSOE
I Patti della Moncloa e la Crisi Socio-Economica
In ambito economico sono stati raggiunti accordi di base e di indirizzo politico per affrontare la crisi socio-economica in Spagna. I Patti della Moncloa sono stati in grado di ridurre il disavanzo esterno, ma la loro applicazione è stata limitata dalla seconda crisi petrolifera. Il governo ha istituito 13 regimi pre-autonomi, ossia un'autonomia provvisoria concessa alle regioni su richiesta dei loro rappresentanti parlamentari. Il primo fu quello catalano.
La Costituzione del 1978
La Costituzione democratica del 1978 è stata il risultato del consenso tra quasi tutti i partiti; per questo motivo, il testo finale è completo, dettagliato e talvolta ambiguo. Una commissione composta da 7 membri ha elaborato una bozza che è stata discussa in Parlamento. La Costituzione è stata approvata con referendum il 6 dicembre 1978 e promulgata il 29 dicembre.
Caratteristiche dello Stato Spagnolo
La Costituzione definisce la Spagna come uno "Stato sociale e democratico di diritto" e riconosce la sovranità popolare. La forma di governo è una monarchia parlamentare. Il monarca è il capo di Stato, ma il suo potere è molto limitato: regna, ma non governa. La Carta stabilisce inoltre:
- La divisione dei poteri.
- L'unità nazionale della Spagna.
- Il castigliano come lingua ufficiale, con le lingue regionali co-ufficiali nei rispettivi territori.
- Uno Stato aconfessionale.
- Il riconoscimento di ampi diritti e libertà civili.
- Lo sviluppo sociale ed economico.
In breve, la Costituzione stabilisce una politica progressista che, grazie alla sua natura consensuale, ha permesso uno sviluppo legislativo accettato sia dalla sinistra che dalla destra democratica.
Consolidamento e Crisi della UCD
Approvata la Costituzione, Adolfo Suárez ha sciolto il Parlamento e indetto nuove elezioni per il marzo 1979, vinte nuovamente dalla UCD. Durante questo periodo si è sviluppato lo Stato delle Autonomie.
Lo Stato delle Autonomie
Il Titolo VIII della Costituzione ha introdotto la possibilità per tutte le regioni di diventare autonome, stabilendo due gradi di autonomia. Una volta approvato lo Statuto di Autonomia, le Comunità Autonome assumevano le relative competenze. I primi furono gli statuti catalano e basco nel 1979, seguiti da Galizia e Andalusia nel 1981, fino a raggiungere un totale di 17 Comunità Autonome. Questo processo ha segnato la fine dello Stato centralizzato e l'inizio del decentramento.
Eventi Chiave e la Fine della Transizione
In questo periodo si sono tenute anche le prime elezioni comunali democratiche, con la vittoria della sinistra (solitamente il PSOE). Sono stati approvati lo Statuto dei Lavoratori e la Legge sul Divorzio. La Spagna è entrata nella NATO, nonostante l'opposizione della sinistra.
La Crisi Politica e il Colpo di Stato
Il PSOE, dopo un congresso straordinario, ha rinunciato all'ideologia marxista e ha indurito l'opposizione. Parallelamente, il PCE ha subito una crisi poiché Carrillo non è riuscito a controllare il dissenso interno. Anche la UCD è entrata in crisi: il PSOE ha presentato una mozione di censura nel maggio 1980 e Suárez ha iniziato a ricevere critiche dai "baroni" del suo stesso partito, rassegnando le dimissioni nel gennaio 1981.
L'UCD ha eletto come successore Leopoldo Calvo Sotelo. Durante la sessione di voto per la sua investitura, il 23 febbraio 1981, ha avuto luogo un tentato colpo di Stato guidato dal tenente colonnello della Guardia Civil, Tejero. Calvo Sotelo non è riuscito a fermare la dissoluzione del partito, che ha subito l'abbandono di figure pubbliche verso destra (AP) e sinistra (PSOE).
La Vittoria del PSOE nel 1982
Nell'ottobre del 1982, il PSOE ha vinto le elezioni con maggioranza assoluta. Questo evento segna il punto finale della transizione democratica in Spagna.