Diritto di Voto Attivo e Passivo: Concetti, Requisiti e Incompatibilità
II. Diritto di voto e passività
1. Il diritto di voto: concetto e natura
"Il suffragio è un diritto pubblico, concesso dal legislatore" (art. 23.1 CE).
Il voto non è un dovere ma un diritto; non è un diritto naturale ed è necessario che l'apparato statale promuova le condizioni necessarie affinché gli individui possano votare ed esercitare il proprio diritto di voto.
Si tratta di un diritto pubblico (nonostante la natura privata dell'atto) in quanto generale. Anche se l'atto del voto è privato per ciascun individuo, i risultati coprono la sfera pubblica, poiché determinano la costituzione delle autorità elette.
È un diritto soggettivo perché la scelta spetta a ciascun soggetto particolare, che è libero e ha il diritto di votare e scegliere chi votare.
Tipologie di suffragio
Il suffragio si divide in due aree principali:
a) Suffragio attivo
Secondo l'Art. 2 della LOREG, il diritto di voto è un diritto personale. L'elettorato attivo corrisponde ai cittadini spagnoli maggiorenni che non rientrano nelle esclusioni previste dalla legge e che sono iscritti nelle liste del censimento elettorale.
Esistono tre condizioni fondamentali per il voto:
- Essere cittadino spagnolo.
- Essere maggiorenne.
- Essere iscritto nel censimento.
Non possono esercitare il diritto di voto coloro che sono esclusi per i seguenti motivi:
- Coloro che sono condannati con sentenza penale definitiva durante la durata della pena, qualora essa preveda la sospensione del diritto di voto.
- I dichiarati incapaci con sentenza giudiziaria definitiva, a condizione che la dichiarazione includa espressamente l'impossibilità di esercitare il diritto di voto.
- Gli internati in ospedali psichiatrici giudiziari, previa autorizzazione, per tutta la durata della loro detenzione.
b) Elettorato passivo
Si riferisce al diritto del cittadino di potersi presentare come candidato e di essere eletto. In Spagna, si stabiliscono le medesime condizioni previste per il diritto di voto attivo (essere spagnolo, maggiorenne e iscritto al censimento).
In altri paesi queste condizioni possono variare (ad esempio, negli USA per essere Presidente bisogna avere più di 35 anni; in Francia per essere senatore l'età richiesta è superiore ai 25 anni, ecc.).
Per quanto riguarda la possibilità di candidarsi, esistono due concetti specifici: l'ineleggibilità e l'incompatibilità.
Ineleggibilità
Vi sono persone che, a causa delle cariche ricoperte, non possono esercitare il diritto di eleggibilità. La posizione occupata crea un difetto legale che impedisce loro di candidarsi alle elezioni. Tra questi figurano:
- Membri della Famiglia Reale.
- Presidente e membri della Corte Costituzionale.
- Presidente e membri della Corte Suprema.
- Difensore del Popolo (Mediatore).
- Direttore della RTVE.
- Responsabile del Censimento.
- Altri funzionari di alto livello.
L'ineleggibilità rappresenta un ostacolo giuridico per l'elettorato passivo; presentarsi nonostante tale impedimento rende l'atto elettorale nullo (nullità tassativa). Si tratta di un impedimento ex ante (precedente alla votazione).
Incompatibilità
Riguarda i rappresentanti eletti che ricoprono cariche pubbliche e che successivamente ottengono un altro incarico tra quelli sopra elencati. L'individuo ha la possibilità di scegliere tra una posizione o l'altra. La legge impone di optare per l'ultimo incarico proposto o per quello per cui è stato eletto.
L'incompatibilità è quindi una causa sopravvenuta. L'elenco delle cariche incompatibili coincide spesso con quello delle cariche ineleggibili, ma si riferisce al periodo successivo all'elezione, in relazione alle funzioni effettivamente svolte.