Filosofia di David Hume: Empirismo, Causalità e Percezione

Filosofia ed etica3,47 KB

1. Critiche alla causalità in Hume

Le critiche rivolte a Hume riguardano la sua difesa delle relazioni causali tra probabili percezioni:

  • Limiti dello scetticismo: Non possiamo stabilire che qualcosa sia probabilmente vero partendo da una posizione scettica; se non è noto ciò che è vero, non possiamo misurare la nostra vicinanza alla verità.
  • Il problema dell'esperienza: L'esperienza non può fornire certezze probabilistiche: il numero di casi osservati diviso per il numero infinito di casi possibili produce una probabilità che tende a zero.
  • Il circolo vizioso: Se partiamo dalla certezza che il futuro sarà simile al presente e al passato, stiamo assumendo una certezza assoluta che l'esperienza non può fornire a priori. Se invece ci basiamo su esperienze precedenti, cadiamo in un regresso all'infinito.

2. Il problema della giustificazione

Come giustificare la corrispondenza tra le nostre aspettative, basate su convinzioni psicologiche, e le esperienze percepite? Hume non offre una risposta definitiva, lasciando un vuoto che spingerà filosofi successivi, come Kant, a cercare nuove vie per superare lo scetticismo.

3. Fondamenti dell'empirismo di Hume

Condizioni della causalità

Per stabilire relazioni di causalità sono necessarie: contiguità spazio-temporale tra causa ed effetto, congiunzione costante e connessione necessaria.

Tesi centrale

L'esperienza è la fonte e il limite di ogni nostra conoscenza. Non esistono idee innate.

4. Percezioni: Impressioni e Idee

Hume definisce percezione tutto ciò che è presente nella mente (sensazioni, passioni, riflessioni). Le percezioni si dividono in:

  • Impressioni: Percezioni vive e forti (sentimenti, passioni, emozioni) che fanno la loro prima apparizione nella mente.
  • Idee: Copie sbiadite delle impressioni.

Solo in casi eccezionali (febbre, follia, forti emozioni) le idee possono essere vivide quanto le impressioni.

5. Critica al razionalismo e alla sostanza

Hume critica Malebranche e i razionalisti per la difesa delle idee innate, sfidandoli a presentare un'idea che non derivi dall'esperienza. Inoltre, definisce la sostanza non come una realtà metafisica, ma come una collezione di idee semplici unite dalla fantasia, priva di fondamento oggettivo.

6. Memoria e Immaginazione

La memoria riproduce le impressioni in modo fedele, mantenendo ordine e posizione. L'immaginazione, invece, può scomporre e ricomporre le idee semplici in idee complesse, creando contenuti che non hanno una corrispondenza diretta con l'esperienza.

7. Associazione di idee

La mente tende a collegare le idee secondo tre principi naturali:

  1. Somiglianza
  2. Contiguità (nel tempo o nello spazio)
  3. Causa ed effetto

Queste associazioni sono il frutto dell'immaginazione e dell'abitudine, non della ragione. La causalità, in particolare, è una credenza soggettiva basata sulla ripetizione costante di eventi, priva di una connessione necessaria oggettiva.

8. Conclusione epistemologica

Il problema comune a empiristi e razionalisti rimane la giustificazione della corrispondenza tra pensiero e realtà extra-mentale, un limite che la ragione, confinata ai contenuti mentali, fatica a superare" }

Scarica

PDF Word HTML