Grammatica Italiana: Proposizioni Condizionali, Concessive e Finali
Condizione, oggetto e scopo nelle subordinate avverbiali
Oltre a esprimere tempo, luogo e modalità di confronto, le subordinate avverbiali possono indicare una condizione, un oggetto o uno scopo. Per esprimere una condizione o un'ipotesi, vengono utilizzate diverse strutture:
- Frase nominale con preposizione: "Con soli cinque dollari, le famiglie vivono un giorno".
- Proposizioni subordinate condizionali: "Se avessero ricevuto più aiuto, sarebbe stato più sicuro".
- Strutture concessive: "Pur con tutto questo, il giovane è riuscito a raggiungere le Isole Canarie".
- Proposizioni subordinate concessive: "Anche se la situazione era senza speranza, il ragazzo ha superato le difficoltà".
- Frase nominale con preposizione (scopo): "Risparmiano fino all'ultimo euro per l'educazione dei loro figli".
- Proposizione subordinata finale: "Lavorano duramente per mantenere i propri figli".
Nessi e Proposizioni Condizionali
Le proposizioni subordinate condizionali (PS Adv Cond) esprimono una condizione che deve essere soddisfatta affinché si realizzi quanto indicato nella clausola principale.
Tipi di condizioni
- Reali: La condizione si realizza e l'azione principale avviene necessariamente. ("Se vai dal medico, il paziente guarisce").
- Possibili: L'azione principale si realizzerà solo se la condizione ha luogo. ("Se andasse dal medico, il paziente guarirebbe").
- Impossibili: L'azione principale non si realizza perché la condizione non si è verificata. ("Se fossi andato dal medico, il paziente sarebbe guarito").
Le frasi condizionali consistono in una proposizione subordinata che esprime la condizione, chiamata protasi (o antecedente), e una clausola principale che include l'azione dipendente, chiamata apodosi.
- "Se compili la domanda correttamente" (protasi = subordinata) "la proposta sarà presa in considerazione" (apodosi = principale).
Le proposizioni condizionali possono stare davanti o dietro la principale: "La proposta sarà presa in considerazione se la domanda è debitamente compilata".
Uso della congiunzione "se"
Oltre alle frasi condizionali, la congiunzione "se" introduce anche subordinate oggettive (sostantive). Per determinare il tipo di proposizione, è possibile provare a sostituirla con i pronomi "questo" o "quello": se la trasformazione ha senso, si tratta di una oggettiva, altrimenti è una condizionale.
Condizionali con forme non personali
Nelle frasi condizionali, il verbo della protasi può essere presentato in forme non personali:
- Infinito: "A provare, non otterrà ciò che vuole".
- Gerundio: "Cercando, otterrai ciò che vuoi".
- Participio: "Consapevole del processo di selezione, avrebbe avuto successo".
Proposizioni Concessive
Le proposizioni subordinate concessive (PS Adv Conc) esprimono un ostacolo o un'opposizione rispetto a quanto avviene nella principale, senza però impedirne l'esecuzione.
Possono essere collocate prima o dopo la principale:
- "Anche se non ho da mangiare, sono commosso dalla vostra generosità".
- "Sono commosso dalla vostra generosità, sebbene non abbia da mangiare".
Possono essere costruite anche con espressioni particolari o forme non personali:
- Espressioni composte: "Pur studiando e sforzandosi, il ragazzo non è riuscito a superare l'esame".
- Gerundio: "Pur tentando di aderire, ha dovuto superare molti problemi".
- Participio: "Sebbene interessato alla storia, non ha studiato l'argomento".
Queste clausole sono procedure linguistiche comuni per introdurre antitesi e controargomentazioni: "Ha ottenuto il lavoro (principale), ma ha dovuto superare grandi difficoltà (concessiva)".
Proposizioni Finali
Le proposizioni subordinate finali (PS Adv Final) esprimono la finalità, reale o ipotetica, di ciò che viene affermato nella proposizione da cui dipendono.
Come le condizionali e le concessive, le finali possono essere collocate prima o dopo la principale:
- "Ha consegnato i documenti affinché potesse fare domanda per il lavoro".
- "Affinché potesse fare domanda per il lavoro, ha consegnato i documenti".
Le proposizioni finali introdotte da "per" o "a" sono formate con il verbo all'infinito:
- "Il volontario è andato ad aiutare i giovani".
- "È venuto per aiutare".
Nota: La parola "perché" può fungere da nesso sia causale che finale (nel senso di "affinché").