Grandi Autori del Novecento: Da Kavafis alla Lost Generation
Konstantin Kavafis (1863-1933): L'Essenza dell'Ellenismo
Konstantin Kavafis rappresenta perfettamente l'idea di ellenismo; è sempre stato il figlio della cultura greca, pur essendo nato ad Alessandria d'Egitto. Dopo aver trascorso diversi anni della sua infanzia a Liverpool, tornò a Istanbul e successivamente ad Alessandria, dove morì. Anche se non visse in Grecia, non perse mai il contatto con la cultura che stava vivendo un momento di rinnovamento, partecipando attivamente al dibattito intellettuale che opponeva i sostenitori dell'uso della lingua parlata (demotica) a coloro che sostenevano il mantenimento di un linguaggio formale (katharevousa), distinto da quello popolare.
La sua poesia è molto breve per volume ed estensione, e non fu pienamente conosciuta fino a dopo la sua morte. L'elemento più caratteristico è la proiezione della sua personalità, del suo ritiro e della sua angoscia all'interno dei poemi. Il primo argomento trattato è strettamente legato alla privacy: lo scrittore mostra l'angoscia di chi si sente solo ed emarginato da una società che non comprende né condivide la sua visione della vita, e con la quale l'autore ha solo rari punti di contatto.
Lo scontro tra il sé e l'altro è dovuto a diverse ragioni, tra cui l'orientamento dell'autore verso la ricerca della bellezza e, soprattutto, il piacere d'amore — una delle poche sensazioni capaci di dare un senso alla vita e far dimenticare la presenza minacciosa del tempo che annienta la bellezza. Altre poesie si concentrano sull'antichità classica; qui l'autore recupera l'intenzione di proiettare i propri drammi intimi attraverso personaggi della mitologia, della letteratura e della storia greco-romana. Il poeta spesso veste i panni di personaggi sconfitti o vittime, simili a lui, in una società che disprezza chi è capace di essere diverso e accetta le conseguenze della propria decisione, anche se questa porta alla distruzione o all'oblio.
Virginia Woolf e l'Innovazione Narrativa
Virginia Woolf, profondamente preoccupata dal concetto di tempo, dedicò a questo tema i suoi cinque romanzi più importanti: "Mrs. Dalloway", "Al faro", "Le onde", "Gli anni" e "Tra un atto e l'altro".
Caratteristiche principali del suo lavoro:
- (1) L'argomento diventa un sottile filo che mantiene la coesione dell'opera.
- (2) Rottura con il trattamento classico del personaggio: non vi è una analisi psicologica tradizionale.
- (3) Utilizzo della concentrazione temporale e del contrappunto, senza legami apparenti tra le azioni.
- (4) Trascrizione della coscienza dei personaggi attraverso l'uso del monologo interiore.
- (5) Scomparsa del narratore: i dialoghi e i monologhi diventano l'azione stessa.
The Lost Generation: La Critica della Modernità
Negli stessi anni in cui venivano pubblicate le opere di Faulkner, sviluppano la loro attività letteraria i romanzieri americani della Lost Generation, un gruppo composto da Fitzgerald, Dos Passos, Hemingway e Steinbeck. Essi condividono le seguenti caratteristiche:
- Mostrano una visione multipla della realtà contemporanea.
- Utilizzano tecniche come il contrappunto, il prospettivismo e i racconti frammentari.
- Scomparsa del narratore onnisciente e inclusione di materiali non specificamente narrativi.
Le loro opere mostrano una visione molto critica sulla Prima Guerra Mondiale, sulla prosperità americana del dopoguerra e sulla perdita di fede nei valori tradizionali della società borghese. Questo atteggiamento ribelle si riflette in alcuni autori nella costante ricerca di divertimento e nel desiderio di approfittare del momento. In altri casi, porta al radicalismo politico di sinistra, una posizione assunta da Dos Passos e Steinbeck. Hemingway, invece, favorisce la ricerca attraverso l'azione pericolosa come modo per ottenere la dignità personale, cercando una forma di espressione adeguata ai tempi.
Francis Scott Fitzgerald
In "Di qua dal Paradiso", un giovane studente universitario entra in contatto con la vita, incontrando solo fallimento e delusione. La sua opera più influente è "Il grande Gatsby", che mostra l'indulgenza delle classi benestanti negli anni Venti, fino al tragico epilogo di quel mondo fatto di brillantezza e vanità.
John Dos Passos
In "Tre soldati", esprime la volontà di rompere con la tradizione rinunciando a un unico argomento a favore delle azioni alternate di tre protagonisti. È celebre per "Manhattan Transfer" e la trilogia U.S.A., composta da "Il 42° parallelo", "1919" e "Il grosso denaro". Dal punto di vista tecnico, la trilogia è composta da vari corsi d'azione che si alternano e si sovrappongono senza alcun commento da parte del narratore.
John Steinbeck
A livello tecnico, Steinbeck è molto più rispettoso del realismo tradizionale rispetto a Dos Passos. È interessato a esporre la miseria vissuta dalle persone nelle zone rurali della California e del Messico. Questo è il tema centrale dei suoi romanzi come "Uomini e topi", "La perla" e "Furore" (The Grapes of Wrath).
Ernest Hemingway
Si caratterizza per l'economia linguistica, una riflessione oggettiva degli atti esterni dei personaggi e l'uso del dialogo come mezzo per conoscere i protagonisti senza l'intervento del narratore. Nel contenuto prevale il pessimismo. Dal punto di vista ideologico, si discosta dalle questioni sociali verso cui sono orientati Dos Passos e Steinbeck, fuggendo dalla realtà immediata alla ricerca di emozioni semplici nel pericolo, nella violenza, nel sesso o nella caccia. Tra le sue opere principali: "Fiesta", "Addio alle armi", "Per chi suona la campana" e "Il vecchio e il mare".