Il Nominalismo di Guglielmo di Ockham e il Rasoio Logico

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Il Nominalismo di Guglielmo di Ockham

La posizione di Ockham può essere designata come nominalista. Per il filosofo francescano, gli universali non esistono né nelle cose, né nella nostra mente, figuriamoci in un mondo separato. Possiamo solo affermare l'esistenza di ciò che percepiamo, ovvero le cose concrete, e non c'è bisogno di andare al di là di ciò che i nostri sensi mostrano, il che sarebbe in ogni caso illegittimo.

Il Rasoio di Occam: Semplicità Ontologica

Ockham applicò così un principio noto ai posteri come il "rasoio di Occam": "non moltiplicare gli enti senza necessità". Vale a dire che, tra due possibilità, si deve sempre scegliere la più semplice. Storicamente, si erano presentate diverse opzioni:

  • Realismo esagerato (Idealismo): Affermare che gli universali esistono in modo separato, alla maniera delle Idee platoniche.
  • Realismo moderato: Affermare che gli universali non esistono al di fuori delle cose, ma all'interno di ognuna di esse, come forma aristotelica.

Applicando il rasoio di Ockham, rimaniamo con l'opzione di Aristotele, ma quella di Ockham è una teoria ancora più semplice: l'universale semplicemente non esiste.

La Realtà del Particolare

La realtà non risiede nelle essenze o negli universali, e tanto meno nelle nostre concezioni mentali: solo il particolare è reale. Gli universali sono solo nomi (nomina), e per questo la sua teoria viene definita nominalismo. L'unico fondamento ontologico che si può trovare per questi nomi non risiede all'interno o all'esterno delle cose, ma nella relazione di confronto che il soggetto può stabilire tra di esse.

Metafisica e Teoria della Conoscenza

La metafisica di Ockham è una metafisica particolaristica, nella misura in cui supporta solo l'esistenza di particolari, oggetti concreti, che sono facilmente rilevabili. Le conseguenze nella teoria della conoscenza sono deducibili:

  • I sensi percepiscono realtà singole.
  • L'intelletto conosce tali realtà in modo intuitivo, quasi immediatamente.

I sensi, a differenza di quanto sostenuto da Platone, sono considerati una fonte valida e necessaria della conoscenza. Ockham elimina inoltre il complicato processo di astrazione difeso da Aristotele e San Tommaso d'Aquino.

L'Eredità di Ockham nella Modernità

Le risonanze di questa teoria nel Rinascimento e nella modernità sono cruciali per la comprensione di entrambi i periodi. Le tesi di Ockham formano il nucleo dell'empirismo e della filosofia di Hume, influenzando profondamente il contesto culturale dalla fine del XV secolo. Non si tratta più solo di una questione di antropocentrismo, ma di una valutazione positiva della conoscenza empirica: una scienza intesa non in senso speculativo, ma sperimentale.

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