Empirismo e Illuminismo: Fondamenti Filosofici e Culturali

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Caratteristiche generali dell'empirismo

L'empirismo classico copre i secoli XVII e XVIII, ponendosi a cavallo tra il Barocco e l'Illuminismo. Si tratta di una scuola di pensiero sostanzialmente inglese, che si distingue per la sua peculiarità rispetto al resto d'Europa. Le rivoluzioni borghesi contro l'assolutismo (1640-1650), comuni a tutta l'Europa, ottennero successo solo in Inghilterra, dove il potere economico della borghesia si unì al potere politico della nobiltà. Dopo un periodo di gravi crisi politiche e guerre civili, l'istituzione della monarchia parlamentare nel 1688 sancì la vittoria degli interessi economici, politici e culturali della borghesia. Da quel momento, la volontà di imitare l'Inghilterra divenne predominante, e tra i fondatori del secolo dei Lumi spiccano due figure inglesi: Locke (teoria del liberalismo politico) e Newton (scienza).

L'empirismo coincide con il razionalismo nel considerare il problema della conoscenza come tema centrale della filosofia, ma le risposte fornite sono generalmente opposte. Entrambi si modellano sulla scienza moderna, ma mentre il razionalismo si concentra sul lato matematico, l'empirismo riflette l'importanza dell'esperienza.

Le caratteristiche principali dell'empirismo sono:

  • L'origine della conoscenza è l'esperienza: La mente è un sistema "pulito" (tabula rasa) che deve essere riempito di contenuto empirico. Si negano così le idee innate sostenute dal razionalismo.
  • La conoscenza umana è limitata: Essa coincide con l'esperienza stessa. Tutta la conoscenza che cerca di andare oltre l'esperienza è probabile o dubbia. Lo scetticismo di Hume è l'esempio più chiaro di disaccordo con la pretesa razionalista di una conoscenza assoluta.
  • Ogni conoscenza è conoscenza delle idee: Conosciamo le idee, non le cose. In questo punto concorda con il razionalismo. George Berkeley porterà questa tesi verso un idealismo radicale (negazione della realtà materiale). La ragione diventa una ragione critica (che discute limiti e possibilità) e si distacca dalle questioni metafisiche, concentrandosi su problemi concreti (politica, morale, ecc.).

Caratteristiche generali dell'Illuminismo

L'Illuminismo è l'ideologia e la cultura sviluppata dalla borghesia europea nella sua lotta contro l'assolutismo e la nobiltà. Può essere definito come il culmine del razionalismo rinascimentale. Si tratta di un fenomeno nato in Francia che si è diffuso in tutta Europa durante il XVIII secolo, rappresentando la posizione critica adottata dalla borghesia contro l'ordine costituito.

Le caratteristiche fondamentali dell'Illuminismo:

L'ideale dell'Illuminismo è stato comprendere la natura attraverso la ragione. Non è altro che lo spirito del Rinascimento portato alle estreme conseguenze, in opposizione al soprannaturale e alla tradizione. L'illuminista è giunto ad amare il prossimo basandosi sulla ragione piuttosto che sulla rivelazione.

La ragione poteva portare a Dio come creatore dell'ordine universale o al rifiuto di ogni principio supremo. Pertanto, la maggior parte degli illuministi erano deisti, o semplicemente atei.

Approfondimenti tematici:

  • Razionalismo: Il termine più usato nel XVIII secolo è "razionale". Gli intellettuali definirono il loro tempo come il "Secolo dei Lumi", riferendosi alla luce della logica e dell'intelligenza. Si dà grande importanza alla ragione: l'uomo può comprendere tutto attraverso la sua intelligenza; ciò che non è razionale viene respinto come falso e inutile. Questo razionalismo portò alla lotta contro la superstizione. In campo religioso, ciò favorì il deismo: i deisti affermano l'esistenza di un Dio creatore, ma ritengono che l'uomo non possa entrare in contatto con il divino. Di conseguenza, rifiutano le religioni rivelate ma praticano la tolleranza religiosa.
  • Ricerca della felicità: Si crede che la natura abbia creato l'uomo per essere felice. Secondo la mentalità borghese, la vera felicità si basa sulla proprietà privata, la libertà e l'uguaglianza (giuridica e politica, non economica).
  • Fiducia nella bontà naturale dell'uomo: I filosofi del tempo sostenevano che l'uomo fosse naturalmente buono.
  • Ottimismo: L'uomo del XVIII secolo vedeva la natura come una macchina perfetta. La storia è intesa come l'evoluzione progressiva dell'umanità verso la costruzione di una società perfetta, una sorta di paradiso in terra.
  • Laicità: L'Illuminismo è la prima cultura laica della storia d'Europa, esterna al cristianesimo e talvolta anti-cristiana. Ciò si spiega con il rifiuto della Chiesa verso lo stile di vita borghese (commercio, prestito a interesse). Le virtù cristiane si trasformano in virtù laiche: non si parla più di amore per Dio, ma di filantropia (amore dell'uomo da parte dell'uomo). La natura non religiosa dell'Illuminismo si nota anche nella produzione editoriale: nel Settecento si pubblicano meno vite dei santi e più opere di filosofia e scienza.