Il pensiero di Ortega y Gasset: Raciovitalismo e Prospettivismo
La filosofia di Ortega y Gasset
Ortega concepisce la filosofia come una disciplina che si occupa dell'intero universo, sia esso reale o irreale. Il filosofo non fa affidamento su nulla prima della filosofia; non parte da ipotesi, cercando di andare oltre ciò che è dato e le sue apparenze. Tanto l'autonomia quanto la ricerca dell'universale devono basarsi sulla chiarezza, poiché la filosofia è conoscenza teorica che fa uso di concetti e cerca la trasparenza.
Critica al realismo e all'idealismo
Ortega critica la filosofia pre-moderna, il realismo e l'idealismo, ovvero la filosofia sviluppatasi da Cartesio:
- Realismo: La realtà è intesa come l'insieme di cose che esistono indipendentemente dal soggetto. È una realtà finita e statica, spiegata tramite i concetti di essenza o sostanza.
- Idealismo: La conoscenza della realtà è basata sul soggetto pensante, arrivando a dire che tutte le realtà non sono altro che idee del soggetto. Qui, il soggetto è una sostanza statica che non si evolve con il tempo.
La realtà radicale: La vita
Ortega sostiene che la realtà non è né la natura né la coscienza, ma il rapporto tra soggetto e mondo. La vera realtà è la vita: un rapporto reciproco dove io e il mondo ci costituiamo a vicenda. La vita è la realtà radicale, che si svolge in una determinata circostanza.
In questo contesto, Ortega distingue tra:
- Idee: Pensieri che abbiamo sulle cose, puro contenuto intellettuale.
- Credenze: Il modo in cui la società prevede la continuità delle proprie creazioni.
Raciovitalismo e prospettivismo
Il raciovitalismo afferma che la ragione non è qualcosa di astratto o a priori, ma si trova nella vita concreta. È una ragione personale, vitale, sociale e storica. Parallelamente, il prospettivismo sostiene che ogni individuo ha una propria prospettiva sulla realtà; le verità sono punti di vista individuali che, pur non essendo assoluti, si uniscono per formare una comprensione più ampia.
Biografia e contesto storico
Ortega nacque a Madrid in una famiglia liberale. Studiò filosofia in Spagna e in Germania. Fu una figura centrale della cultura spagnola, fondatore del quotidiano El Sol e della Revista de Occidente. La sua vita fu segnata dall'impegno politico durante la Seconda Repubblica e dall'esilio durante la Guerra Civile.
Il XX secolo: Crisi e trasformazioni
Il XX secolo è un'epoca di grandi conflitti, segnata dalla Prima Guerra Mondiale, che distrusse l'ingenua idea di progresso ottocentesco. Il periodo tra le due guerre vide l'ascesa dei totalitarismi (fascismo, comunismo) e culminò nella Seconda Guerra Mondiale e nella successiva Guerra Fredda.
La Spagna e la crisi del 98
In Spagna, la crisi fu aggravata dalla perdita delle ultime colonie (1898). La Generazione del 98, seguita dal Novecentismo (a cui appartiene Ortega), cercò di analizzare il problema della Spagna attraverso la letteratura e il pensiero critico. Il crollo della monarchia di Alfonso XIII e la successiva dittatura portarono alla Seconda Repubblica, un progetto che Ortega sostenne inizialmente per poi distanziarsene.
Cambiamenti culturali e scientifici
La prima metà del secolo fu un punto di svolta:
- Scienza: Teoria della relatività di Einstein e meccanica quantistica.
- Arte: Nascita del cinema e delle avanguardie (Dada, Surrealismo).
- Filosofia: Dominio della filosofia della vita, psicoanalisi (Freud), fenomenologia (Husserl, Heidegger), esistenzialismo (Sartre) e filosofia analitica (Wittgenstein).
In Spagna, insieme a Ortega, la figura di Unamuno fu fondamentale per riflettere sulla vita, rendendo la Revista de Occidente il fulcro della rinascita intellettuale spagnola.