L'Arte dell'Oratoria nella Grecia Antica: Storia e Protagonisti
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Origini dell'Oratoria Greca
L'**oratoria** è l'arte di parlare in pubblico. La passione dei greci per questa disciplina trova il suo giusto contesto nelle nuove forme **socio-politiche** nate dopo che le tirannie si sono organizzate in regimi democratici. Uno dei principi base della democrazia è il diritto di ogni cittadino di esporre liberamente le proprie opinioni nel corso delle riunioni.
I primi **oratori** che composero le "Tecnai" furono **Corace** e **Tisia**. Con loro appare la retorica come arte che stabilisce i principi teorici alla base del discorso. Essi coltivarono la dottrina dell'**"eikos"** (fondamento di credibilità) e strutturarono il discorso in tre parti: introduzione, discussione e conclusioni.
L'Evoluzione e l'Influenza dei Sofisti
La retorica greca è l'evoluzione dell'antico inno-poesia, per cui gli antichi credevano che alcuni eroi e dei fossero i primi oratori greci, indicando **Omero** come l'inventore della retorica. Al tempo di Pericle e durante la guerra del Peloponneso, Atene vide fiorire molti personaggi del mondo ellenistico. I **Sofisti** ne erano il nucleo centrale, focalizzandosi su due punti principali:
- Se ciascuna delle sue manifestazioni fosse dovuta alla **natura** o alla **convenzione umana**.
- L'idea che una buona formazione richieda soprattutto una grande capacità di **argomentazione** e **dialettica**.
Attraverso il dialogo, il discepolo giungeva alla soluzione dei problemi. I sofisti si occupavano della grammatica; l'obiettivo era la correzione e la proprietà nell'uso del linguaggio.
Gorgia e il Valore della Parola
**Gorgia**: nei suoi discorsi sono presenti gli elementi principali che appariranno in seguito in molti elogi e lodi. La teoria retorica di Gorgia sottolinea la sistematizzazione di ciò che egli chiama **"figure gorgiane"**. Egli scoprì il **valore artistico della parola** al di fuori della poesia, applicandolo alla prosa. L'influenza della retorica fu uno dei motivi determinanti del declino della tragedia e di altri generi poetici.
La Classificazione di Aristotele
Aristotele classificò l'oratoria in tre generi distinti:
a) Oratoria Politica: Demostene
Il più grande oratore dell'antichità fu **Demostene** (384 - 322 a.C.). Demostene conquista e affascina l'ascoltatore per le sue convinzioni e i suoi sentimenti; soprattutto, è la presenza di **idee generali** che dà alla sua tesi un potere di elevazione e una penetrazione profonda nella coscienza.
Uno studio accurato rivela lo stile di Demostene: un linguaggio **forte e severo**. Le sue opere più note sono le Filippiche, quattro discorsi con cui ispirò gli Ateniesi a combattere **Filippo di Macedonia**, sebbene Filippo abbia poi vinto la battaglia di Cheronea. Un'altra opera fondamentale è Sulla Corona, pronunciata contro **Eschine**, suo rivale politico. Dopo la morte di Alessandro, tornò ad Atene per aizzare il popolo contro i Macedoni, ma preferì uccidersi prima di cadere nelle loro mani.
b) Oratoria Giudiziaria: Lisia e i Logografi
I discorsi forensi erano scritti da professionisti, i **logografi**, affinché fossero pronunciati dagli interessati stessi. Il primo fu **Antifonte**, che diede al regime la base per i successivi discorsi forensi. Le parti del discorso erano: Introduzione, Narrazione dei fatti, Istituzione del tema, Presentazione degli argomenti, Confutazione degli argomenti contrari, Amplificazione e Perorazione.
Con **Lisia**, l'oratoria forense raggiunse il suo apice. Egli sostenne i settori democratici. Di lui si conservano circa **30 discorsi**, ognuno dei quali tratta affari privati dei suoi clienti, ad eccezione del XII, "Contro Eratostene". In Lisia si riconosce la validità dell'interpretazione legale, la selezione e valutazione delle prove, l'abilità dialettica delle tesi e l'energia di una perorazione chiara. Si sottolinea inoltre la sua capacità di **creare un personaggio** e trasmettere emozioni, esprimendosi semplicemente in un puro linguaggio attico.
c) Oratoria Epidittica: Isocrate
L'oratoria epidittica è meno rappresentata rispetto alle precedenti. **Isocrate** ne fu il massimo esponente e creò una scuola di retorica. La sua attività deve essere vista nella doppia veste di **saggista politico** e maestro di retorica.
Il suo programma di insegnamento teorico appare in "Contro i Sofisti", un manifesto in cui si distingue da loro perché pone l'eloquenza al servizio di **ideali politici e civili**, contro l'indifferenza e il relativismo etico sofistico. Isocrate fu il pensatore politico più influente del secolo, ma soprattutto fu un grande artista della **prosa greca**, che portò alla perfezione dotandola di una struttura autonoma, un raffinato misto di poesia e prosa.