Realismo e idealismo: definizioni, varianti storiche e questioni epistemologiche
Realismo e idealismo: concetti fondamentali
Realismo: termine utilizzato per diversi orientamenti dottrinali in epistemologia. Nella storia della filosofia il termine assume sfumature differenti a seconda del contesto storico e teorico.
Realismo nella filosofia moderna
Nella filosofia moderna, per realismo si intende la dottrina secondo cui gli oggetti ordinari percepiti dai sensi, come tavoli e sedie, hanno un'esistenza indipendente dal soggetto che li percepisce. In questo senso il realismo si contrappone all'idealismo di filosofi come George Berkeley e Immanuel Kant.
In una sua forma estrema, talvolta chiamata realismo ingenuo, si pensa che le cose percepite dai sensi siano effettivamente ciò che appaiono. In versioni più articolate, note anche come realismo critico, si introduce una spiegazione del rapporto tra l'oggetto e l'osservatore che tiene conto della possibilità di illusioni, allucinazioni e di altri errori percettivi.
Realismo nella filosofia medievale e realismo platonico
Nella filosofia medievale il termine realismo si riferisce a una posizione che considerava le forme platoniche o i concetti universali come reali. Questa posizione è oggi chiamata realismo platonico.
Nella filosofia di Platone, il nome comune (universale) si riferisce alla natura ideale dell'oggetto così come suggerita dalla sua definizione, e tale natura ideale ha un'esistenza metafisica indipendente dagli oggetti particolari di quella classe. Così, l'idea del letto esiste a prescindere dai singoli letti; la giustizia esiste indipendentemente da individui o stati particolari.
Nel Medioevo questa posizione fu difesa contro il nominalismo, che negava l'esistenza dei generi universali. I nominalisti sostennero che gli universali non sono entità reali, ma semplicemente nomi o segni convenzionali. Il compromesso tra queste due posizioni include il realismo moderato, che afferma che gli universali esistono negli oggetti dello stesso tipo, ma non in modo indipendente; e il concettualismo, secondo cui gli universali possono esistere come idee nella mente, ma non come entità metafisiche autonome.
Scetticismo e relativismo
Scetticismo: posizione epistemologica che nega la possibilità di raggiungere una conoscenza oggettiva o la verità certa su qualsiasi cosa, perché ritiene che non esistano mai buone ragioni sufficienti per le nostre convinzioni.
Relativismo: posizione epistemologica che sostiene che non esiste un criterio universale per raggiungere la verità. Pertanto non ci sono verità o realtà universalmente accettabili, ma queste sono relative alla persona o alla comunità in cui si vive. Il relativismo può manifestarsi in forme epistemologiche, etiche o culturali.
Nozioni correlate: conoscenza, parere, credenza, fede, certezza
Di seguito sono riepilogate alcune nozioni fondamentali:
- Attività conoscitiva: l'attività che mira all'accertamento di uno stato di cose in modo che le informazioni possano essere condivise con gli altri.
- Parere: stato delle conoscenze in cui si pensa che qualcosa sia vero, ma senza essere certi della sua veridicità.
- Creanza / Credenza (belief): idea considerata vera da chi la professa, di solito basata sulla fede o prodotta dalla mente. Spesso è un'interpretazione idealizzata del contenuto cognitivo o di un fatto (astratto o concreto) per il quale non si richiede una prova assoluta o una giustificazione fondata.
- Fede: convinzione e adesione alla veridicità di una dichiarazione resa da un altro in base alla sua presunta autorità e affidabilità.
- Certezza: pieno possesso della verità, cioè conoscenza perfetta. La consapevolezza di essa autorizza la richiesta senza ombra di dubbio, con piena fiducia che tale conoscenza sia vera e valida.
- Pensiero: tutti i prodotti che la mente può generare, comprese le attività dell'intelletto razionale e le astrazioni della fantasia.
Idealismo
Idealismo (esemplificato in autori come Kant e Hegel) è una teoria della realtà e della conoscenza che attribuisce un ruolo chiave alla struttura mentale nel determinare il mondo percepito. Nel corso della storia della filosofia si distinguono diversi usi e definizioni dell'idealismo.
Nella sua forma più radicale, spesso rifiutata, l'idealismo può equivalere al solipsismo, la prospettiva secondo cui la realtà deriverebbe dall'attività della propria mente e nulla esisterebbe al di fuori di sé. Tuttavia, nel linguaggio comune, l'idealista riconosce pienamente il mondo esterno e naturale, e di solito evita di affermare che esso possa essere ridotto unicamente al pensiero.
Per gli idealisti la mente gioca un ruolo attivo: grazie ad essa sono possibili leggi, religione, arte e matematica. Alcune formulazioni più radicali sostengono che gli oggetti percepiti da una persona sono in una certa misura influenzati dall'attività mentale; perciò, se uno studio sul mondo reale pretende di essere scientifico, è essenziale tener conto di questo fatto.
In conclusione, le posizioni epistemologiche trattate (realismo, idealismo, scetticismo, relativismo) offrono chiavi concettuali diverse per interpretare la relazione tra mente, mondo e verità. Esse possono manifestarsi in ambiti epistemologici, etici e culturali.