Il vecchio di Corico: l'elogio dell'orto nelle Georgiche
Il vecchio di Corico
Infatti ricordo sotto le torri della rocca ebalia,
dove il bruno Galeso bagna le bionde coltivazioni,
di aver veduto un vecchio di Corico, che possedeva
pochi iugeri di terra abbandonata, infeconda ai giovenchi,
inadatta alla pastura di armenti, inopportuna a Bacco.
Questi tuttavia, piantando radi erbaggi fra gli sterpi
e intorno bianchi gigli, verbene e il fragile papavero,
uguagliava nell'animo le ricchezze dei re e, tornando a casa,
colmava la mensa di cibi non comprati.
Primo a cogliere la rosa in primavera e in autunno a cogliere i frutti,
quando ancora il triste inverno spaccava i sassi
con il freddo e arrestava con il ghiaccio il corso delle acque,
egli già tosava la chioma del molle giacinto
rimproverando l'estate che tardava
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