Empirismo britannico: Locke, Berkeley e Hume su idea, Dio e causalità

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Riassunto

Il documento confronta tre autori dell'empirismo britannico: Locke, Berkeley e Hume. Illustra la concezione delle idee e delle percezioni, la posizione di ciascuno su Dio e sulla sostanza, e la critica di Hume alla causalità che porta al fenomenismo e allo scetticismo.

Punti chiave

  • Per Locke conoscere significa vedere le idee nella mente, che fanno da intermediari tra le cose e la mente.
  • Berkeley rifiuta le idee astratte e sostiene che l'unica realtà è la mente che percepisce e Dio che dà senso alle cose.
  • Berkeley afferma l'immaterialismo: nega il mondo corporeo e ammette solo la sostanza spirituale (Dio e l'anima).
  • Hume chiama percezioni il materiale della mente, distinte in impressioni e idee.
  • Secondo Hume la causalità nasce dall'abitudine: osservando A ci aspettiamo B, senza un collegamento necessario dimostrabile.
  • Il fenomenismo radicale di Hume conduce a uno scetticismo temperato dal buon senso e dalla riflessione.

Mettiti alla prova

Empirismo Britannico: Concetti di Idea, Dio e Causalità in Locke, Berkeley e Hume

John Locke: La Conoscenza e l'Idea

Per Locke, conoscere è vedere le idee nella mente.

Le idee sono intermediari tra la cosa (il mondo sensibile) e la mente; questo intermedio è l'astrazione (che dà più peso al mondo intelligibile).

George Berkeley: Il Concetto di Idea e l'Immaterialismo

Non vi è parità tra mondo sensibile e intelligibile.

Berkeley non nega che ci siano idee generali, ma rifiuta le idee astratte.

Il passo dell'astrazione è inutile, perché le cose sono ciò che sono in sé stesse, hanno le loro qualità e il nome implicito.

L'unica realtà è la mente che percepisce le cose come idee, e Dio, che dà loro senso.

David Hume: Il Concetto di Percezione

Egli afferma che il materiale della nostra mente sono le percezioni.

Chiama percezione tutto ciò che la mente può ricordare, che proviene dai sensi e dal nostro pensiero (impressioni e idee).

Confronto Metafisico: Dio e Sostanza

  • Locke e Dio: Una volta che si conosce la nostra esistenza, si deve dedurre una causa creativa: Dio.
  • Berkeley e Dio: La sua filosofia è in definitiva un immaterialismo metafisico, che nega l'esistenza del mondo corporeo e afferma l'esistenza della sostanza spirituale (Dio e l'anima).
  • Hume e Dio: Non avendo l'impressione (sensoriale) di Dio, non può affermarne l'esistenza; perciò Hume non crede in Dio.

La Sostanza in Berkeley

La sostanza delle cose è l'essere percepito nella mente. Le uniche sostanze sono le menti che pensano.

La Critica di Hume alla Causalità e il Fenomenismo

Conoscenza dei Fatti e Principio di Causa-Effetto

La Causalità nei Razionalisti e in Locke

I Razionalisti avevano considerato la causalità come un principio noto alla ragione (ad esempio, Descartes deduceva l'esistenza di Dio da questo principio).

Locke, partendo da questo principio, accetta l'esistenza di Dio e della realtà esterna.

La Prospettiva di Hume sulla Causalità

Secondo Hume, tutti gli argomenti si basano sul rapporto di causa-effetto.

L'idea tradizionale di causalità implica un collegamento necessario tra la causa e l'effetto che la segue, aspettandosi che il secondo si verifichi necessariamente.

Hume ritiene che ciò che influenza la nostra mente sia l'abitudine: quando osserviamo che A si verifica, ci aspettiamo che si verifichi B.

Egli sostiene che la causalità, sebbene attribuita all'intuizione e al ragionamento, è sostenuta in un circolo vizioso.

Prendiamo come esempio la frase "il futuro sarà come è stato il passato" (determinismo assoluto). Hume sostiene che si tratta di un'affermazione indimostrabile. Negli eventi naturali, l'opposto è sempre possibile; perciò, la conoscenza sarà contingente, e l'opposto di ciò che accade non sarà contraddittorio.

Hume utilizza questa critica per contrastare il dogma della fede e la ragione dei Razionalisti.

Fenomenismo e Scetticismo di Hume

La critica di Hume si incarna nell'atteggiamento di non andare oltre le nostre impressioni in materia di conoscenza. Questo porta a un fenomeno noto come fenomenismo radicale: conosciamo solo le nostre percezioni; la realtà è ridotta a puro fenomeno.

Le conseguenze di questo fenomenismo sono l'incertezza della conoscenza. Il fenomeno conduce allo scetticismo (inteso come non-credenza assoluta), ma è temperato dal buon senso e dalla riflessione, necessari per combattere il dogmatismo di coloro che credono di possedere la verità.

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Domande frequenti

Perché Hume non crede in Dio?

Secondo il testo, Hume non possiede un'impressione sensoriale di Dio e quindi non può affermarne l'esistenza.

Qual è la critica di Hume alla causalità?

Hume sostiene che il legame tra causa ed effetto non è necessario né dimostrabile, ma deriva dall'abitudine di associare un evento al successivo. Anche l'affermazione che il futuro sarà come il passato è indimostrabile.

Cos'è il fenomenismo di Hume?

È la posizione secondo cui conosciamo solo le nostre percezioni e la realtà si riduce a puro fenomeno, senza andare oltre le impressioni.

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Schede di ripasso

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Test

1. Per Locke, cosa rappresentano le idee?
2. Quale tesi caratterizza l'immaterialismo di Berkeley?
3. Come Hume definisce il materiale della mente?
4. Da cosa nasce, secondo Hume, l'idea di causalità?
5. Quale conseguenza ha il fenomenismo di Hume sulla conoscenza?

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