Appunti, riassunti, compiti, esami e problemi di Latino

Coniugazione dei Verbi Italiani: Padronanza di Passato Remoto, Prossimo e Condizionale

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I Tempi Composti: Passato Prossimo e Trapassato Prossimo

Passato Prossimo

Il Passato Prossimo si forma con l'ausiliare (Essere o Avere) al Presente Indicativo + il Participio Passato del verbo principale.

  • Verbi in -are > -ato
  • Verbi in -ere > -uto
  • Verbi in -ire > -ito

Coniugazione dell'Ausiliare Essere al Passato Prossimo

Il participio passato concorda in genere e numero con il soggetto (es. stato/a, stati/e).

  • Io sono stato/a
  • Tu sei stato/a
  • Lui/Lei è stato/a
  • Noi siamo stati/e
  • Voi siete stati/e
  • Loro sono stati/e

Coniugazione dell'Ausiliare Avere al Passato Prossimo

  • Io ho avuto
  • Tu hai avuto
  • Lui/Lei ha avuto
  • Noi abbiamo avuto
  • Voi avete avuto
  • Loro hanno avuto

Participi Passati Irregolari Comuni

Questi verbi mantengono la forma irregolare indipendentemente dall'...

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Grammatica Italiana Essenziale: Morfologia e Sintassi

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Morfologia e Sintassi della Lingua Italiana

I. Il Verbo: Tempi e Modi

  • Infinito: amare
  • Gerundio: amando
  • Participio Presente: amante
  • Indicativo Presente: amo
  • Indicativo Passato Prossimo: ho amato
  • Indicativo Imperfetto: amavo
  • Indicativo Trapassato Prossimo: avevo amato
  • Indicativo Passato Remoto: amai
  • Indicativo Trapassato Remoto: ebbi amato
  • Futuro Semplice: amerò
  • Futuro Anteriore: avrò amato
  • Condizionale Presente: amerei
  • Condizionale Passato: avrei amato
  • Congiuntivo Presente: che io ami
  • Congiuntivo Passato: che io abbia amato
  • Congiuntivo Imperfetto: che io amassi
  • Congiuntivo Trapassato: che io avessi amato
  • Imperativo: ama (tu), ami (Lei), amiamo (noi), amate (voi), amino (Loro)

Nota: Le seguenti espressioni sembrano essere note aggiuntive o errori nel testo originale...

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Evoluzione dello stile e del pensiero di Cornelio Tacito

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L'evoluzione dello stile e del pensiero di Cornelio Tacito

Nel Dialogus de Oratoribus, Tacito utilizza uno stile diverso da quello delle opere storiche. Influenzato da Cicerone, il linguaggio è elegante e raffinato, con periodi lunghi, armoniosi e ben costruiti. La sintassi è chiara e ordinata perché l'opera ha carattere retorico e filosofico e si basa sul confronto di opinioni tra diversi interlocutori.

Le opere monografiche: Agricola e Germania

Nell'Agricola e nella Germania, Tacito si allontana dal modello ciceroniano e sviluppa uno stile più personale. I periodi diventano più brevi e incisivi, il lessico più ricercato e compaiono frequenti sentenze morali.

  • Nell'Agricola il tono è solenne ed encomiastico, poiché celebra le virtù di
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Tacito e Quintiliano: Costumi dei Germani e l'Educazione dell'Oratore

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Cornelio Tacito: La Germania

T4: L'aspetto fisico e il temperamento dei Germani

Io personalmente mi accosto alle opinioni di coloro i quali ritengono che i popoli della Germania, non contaminati da nessun incrocio con altre popolazioni, si siano mantenuti nazione autonoma, genuina e simile soltanto a se stessa. Da ciò deriva anche l'aspetto fisico, benché in un così grande numero di persone, identico per tutti:

  • Occhi fieri e azzurri;
  • Capigliature rosse;
  • Fisici di alta statura e adatti solo all'assalto.

Non altrettanto spiccata è la capacità di sopportazione della fatica e delle attività; sono assuefatti a sopportare per nulla la sete e il caldo, ma sanno resistere bene al freddo e all'inedia dovuti al clima o al terreno.

T5: Il matrimonio e

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Satira del Seccatore: Incontro Inopportuno nella Via Sacra

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Mi trovavo a passeggio per la Via Sacra, pensando, come spesso mi accade, a non so più quali inezie, tutto preso da quelle. Di corsa, un tale mi si fa accanto, uno che conosco soltanto di nome, mi afferra la mano e: «Come stai, carissimo?». [5] «A meraviglia, almeno per ora» gli dico; «e ti auguro tutto ciò che desideri». Siccome non mi mollava, lo prendo d'anticipo: «Ti serve forse qualcosa?». E lui: «Dovresti conoscermi», mi dice, «sono un uomo di lettere». Ed io allora: «Ti terrò più a caro, per questo». Cercando disperatamente di staccarmene, ora andavo più in fretta, ogni tanto mi fermavo, [10] dicevo non so più cosa nell'orecchio al mio servo e il sudore mi gocciolava giù fino ai talloni. «Fortunato tu, Bolano, che...

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Gli Argonauti, Fineo e le Arpie: Azio, Ulisse e Alessandro Magno nelle fonti classiche

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Gli argonauti incontrano l’indovino Fineo

Gli Argonauti navigano per notti e giorni ed approdano alla costa della Bitinia. Lì, mentre si avvicinano alla reggia, vedono un vecchio triste e smagrito: si tratta dell’indovino Fineo, al quale Apollo impose siffatto castigo: non appena introduce del cibo nella bocca, dal cielo scende uno stormo di Arpie, sordidi uccelli, che mangia il cibo e sporca la tavola con gli escrementi. Solo gli Argonauti possono liberare Fineo, così come l’oracolo ha predetto. Mentre gli eroi preparano la tavola e, al tramonto del sole, riposano all’ombra delle querce, le Arpie calano a precipizio dal cielo, divorano il loro cibo e risalgono di nuovo in cielo. Immediatamente i figli alati di Borea catturano le Arpie,...

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Le Accuse di Cicerone e la Congiura di Catilina: Testo Integrale e Ottimizzato

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La Reazione di Cicerone alla Congiura di Catilina

[32] Perciò si allontanino i malvagi, si separino dagli onesti, si riuniscano in un solo luogo, infine siano separati da noi da una cerchia di mura, cosa che spesso ho già detto; smettano di attentare alla vita del console in casa sua, di circondare minacciosamente la tribuna del pretore urbano, di assediare con le spade la sede del senato, di preparare proiettili incendiari e fiaccole per dare fuoco alla città; insomma sia scritto sulla fronte di ciascuno quale sia il suo pensiero sullo Stato. Prometto questo a voi, o padri coscritti: che ci sarà in noi consoli così grande attenzione, in voi così grande autorità, nei cavalieri romani così grande coraggio, in tutte le persone oneste così

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Carme di Catullo: Traduzione e Commento dei Testi più Celebri

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Invito a cena per Fabullo (Carme 13)

Cenerai bene, o Fabullo, presso di me tra pochi giorni, se gli dei ti sono favorevoli e se porterai una buona e abbondante cena, non senza una graziosa ragazza, vino, sale e ogni sorta di risate. Se porterai queste cose, te lo dico, o mio bello, cenerai bene: infatti il borsellino del tuo Catullo è pieno di ragnatele.

Ma al contrario riceverai un’autentica prelibatezza o, se vi è qualcosa di più dolce e soave, ti darò un profumo che alla mia donna donarono le Veneri e gli Amori; quando l’annuserai, pregherai gli dei affinché ti facciano, o Fabullo, tutto naso.

Il ritorno di Veranio (Carme 9)

O Veranio, a tutti tra i miei amici superiore per me, fossero anche trecentomila, sei venuto a casa dai tuoi...

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Verbi Anomali e Particolari in Latino: Paradigmi e Composti

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Verbi Anomali Principali

  • sum, es, fui, esse = essere
  • possum, potes, potui, posse = potere
  • fero, fers, tuli, latum, ferre = portare
  • volo, vis, volui, velle = volere
  • nolo, non vis, nolui, nolle = non volere
  • malo, mavis, malui, malle = preferire
  • prosum, prodes, profui, prodesse = giovare
  • edo, es, edi, esum, esse (edere) = mangiare
  • queo = potere
  • nequeo = non potere
  • fio, fis, factus sum, fieri = essere, fatto, divenire

Composti del Verbo Sum

  • Ab-sum, -es, afui (e abfui), abesse = essere lontano
  • Ad-sum, -es, adfui (e affui), adesse = essere vicino
  • De-sum, -es, defui, deesse = mancare, venire meno
  • In-sum, -es, fui in, inesse = essere dentro
  • Inter-sum, -es, interfui, interesse = partecipare
  • Ob-sum, -es, obfui, obesse = nuocere, danneggiare
  • Prae-sum, -es, praefui, praeesse
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Società Gallica e la Morte di Pompeo: Approfondimenti dai Commentarii di Cesare

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La Società dei Galli: Struttura e Potere secondo Cesare (De Bello Gallico VI,13)

Il testo di Cesare, tratto dal De Bello Gallico VI,13, offre uno spaccato dettagliato della complessa struttura sociale della Gallia antica, evidenziando le due classi principali che detenevano potere e considerazione.

Le Classi Sociali in Gallia

  1. In tutta la Gallia ci sono due classi di persone tenute in un certo conto e riguardo. La gente del popolo, infatti, è considerata quasi alla stregua dei servi, non prende iniziative e non viene ammessa alle assemblee.
  2. I più, oberati dai debiti, dai tributi gravosi o dai soprusi dei potenti, si mettono al servizio dei nobili, che su di essi godono degli stessi diritti che hanno i padroni sugli schiavi. Ma
  3. Delle due classi,
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