Procedura e Svolgimento delle Cortes: Apertura, Verifica e Deliberazioni

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Apertura e verifica dei poteri

Tutte le assemblee raccolte nel luogo e nella data prestabiliti procedono all'apertura solenne, presieduta dal re. Il sovrano si rivolge al pubblico con una proposta denominata discorso enfatico, destinato a spiegare in dettaglio i motivi della convocazione e a sollevare le questioni che dovrebbero essere oggetto di discussione e accordo. Nel caso di una minoranza reale, il discorso viene effettuato dalla regina reggente, da un parente reale o dal cancelliere.

La proposizione viene risolta separatamente dai rappresentanti delle tre armi (i tre stati):

  • Per primo parla lo stato nobile di Castiglia, per bocca di un membro della famiglia di Lara.
  • Segue la Chiesa, attraverso l'arcivescovo di Toledo.
  • Infine, si procede secondo l'uso di Aragona.

In ultima analisi, prendono la parola i rappresentanti dei cittadini attraverso gli avvocati di Burgos, a capo del regno e capitale della vecchia Castiglia. Alfonso XI risolse la questione con una decisione salomonica: "Il parere di Toledo è ciò che io comando loro, e lo dicono, e quindi Burgos parla". Ciò significa che mantenne i privilegi di Burgos ed esaltò la facoltà di Toledo di parlare per conto del re.


Dopo l'inaugurazione e prima dell'inizio della sessione, ha luogo la verifica dei poteri dei pubblici ministeri. Quando nel XVI secolo fu nominato un presidente delle Cortes diverso dal monarca, lui e il segretario della riunione verificavano i poteri, un compito che successivamente ricadde sul consiglio dei maghi chiamato Cortes. La stessa funzione fu assunta in Aragona da persone appositamente designate a tale scopo.

C) Sviluppo e chiusura dei lavori: adozione di risoluzioni

Conclusi questi atti preliminari, inizia la discussione, concentrandosi sulle esigenze del re e sui torti per i quali i pubblici ministeri richiedono un risarcimento. Ciascuno degli stati si riunisce separatamente, adottando modalità specifiche per garantire l'ordine funzionale della discussione e assicurare una relazione adeguata tra il re, i diversi bracci e l'assemblea nel suo insieme.

Ognuna delle armi sceglie un promotore, che funge da presidente, presenta le proposte, gestisce il procedimento e sottopone le deliberazioni da adottare. Le varie trattative tra le armi e il re si svolgono attraverso un trattatore (treater), che funge da portavoce per le varie offerte e controfferte. Le armi, inoltre, sono rappresentate da due ambasciatori nominati da ciascuna di esse. L'andirivieni di trattatori e ambasciatori assicura una comunicazione rapida e il rispetto degli ordini del monarca.

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