La Prosa del Barocco Spagnolo: Lope de Vega, Quevedo e Gracián

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La Prosa nel Barocco Spagnolo

Lope de Vega

Oltre alla sua vastissima produzione drammatica e lirica, Lope de Vega ha lasciato un'impronta significativa nella narrativa in prosa. Tra le sue opere principali ricordiamo:

  • L'Arcadia: romanzo pastorale.
  • Il pellegrino nella sua patria: romanzo bizantino.
  • Marcia Leonarda: quattro novelle che emulano il modello delle Novelle esemplari di Cervantes.
  • La Dorotea: considerato il suo miglior romanzo, nello stile de La Celestina.

Il Romanzo Picaresco: Mateo Alemán

Mezzo secolo separa il Lazarillo de Tormes, prima manifestazione del genere picaresco, dal Guzmán de Alfarache di Mateo Alemán. In un clima di crisi e disillusione, il romanzo picaresco vive il suo momento di massimo splendore.

Il Guzmán de Alfarache fu pubblicato in due parti: la prima nel 1599 e la seconda nel 1604. Si tratta di un ampio resoconto autobiografico in cui il protagonista, Guzmán, narra le sue origini infami e le peripezie di una vita segnata dalla fame e dalla miseria. Il suo peregrinare tra Spagna e Italia lo porta a rubare, arruolarsi come soldato, mendicare, servire diversi padroni e finire in prigione. La sua vita è un susseguirsi di eventi: il matrimonio con la figlia di un truffatore, il tentativo di vita religiosa, un secondo matrimonio, l'abbandono, il ritorno al furto e infine la condanna alle galere.

Il protagonista alterna il racconto delle sue disgrazie con riflessioni morali tipiche dello spirito del tempo. Il potere del denaro, il clientelismo, l'avidità, l'egoismo e la vigliaccheria diventano bersagli di una satira amara. La sobrietà, l'attenzione al dettaglio e il realismo distinguono lo stile di Alemán, che definisce il modello definitivo del romanzo picaresco.

Francisco de Quevedo

Le opere di Quevedo si classificano in cinque categorie:

  • Opere festive: brevi componimenti di carattere comico scritti in gioventù, come La carta di un cornuto ad un altro.
  • Opere morali-satiriche: utilizzando la procedura del sogno letterario, Quevedo dirige la sua satira contro una società decadente. Tra le opere più importanti: I sogni.
  • Opere narrative: La storia della vita del Buscón chiamato don Pablos, un romanzo picaresco che narra le vicende del ladro Pablos. Quevedo dipinge un quadro pessimistico, crudele e disumano, dove i personaggi sono trattati con tinte grottesche.
  • Opere in prosa dottrinale: di contenuto morale e politico. Le opere ascetiche riflettono sul senso della vita e della morte (es. La culla e la tomba), mentre quelle politiche esprimono la preoccupazione per il decadimento dell'impero spagnolo.
  • Critica letteraria: opere brevi il cui denominatore comune è la satira contro lo stile di Góngora, come in La bussola di navigazione.

L'influenza di Quevedo

L'influenza del linguaggio e dello stile espressionista di Quevedo si avverte nell'estetica dell'assurdo di Ramón María del Valle-Inclán, nella crudezza di Camilo José Cela e nella scrittura di Francisco Umbral.

Baltasar Gracián

Per la qualità letteraria e la profondità del pensiero, Gracián è uno dei prosatori più rappresentativi del XVII secolo. Uomo immerso nella cultura barocca, vede la vita come una lotta continua e richiede un impegno basato su conoscenza, disciplina, prudenza e discrezione. Queste virtù sono esaltate in opere come L'eroe, L'uomo di mondo e L'uomo discreto.

L'opera che meglio riflette il suo pensiero è Il Criticón, romanzo allegorico diviso in tre parti, pubblicato sotto lo pseudonimo di Lorenzo Gracián. Le fasi della vita umana sono presentate attraverso le stagioni, un tema tratto dalla lirica petrarchesca. Le risorse del conceptismo e del culteranismo sono presenti nella sua prosa, caratterizzata da rigore, densità, brevità della frase e abbondanza di antitesi e giochi di parole. Il successo di Gracián fu enorme anche tra i lettori stranieri, come testimoniano le numerose traduzioni delle sue opere.

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