L'Estetica dell'Esperpento in Valle-Inclán e il Realismo Magico di Isabel Allende

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3) Caratteristiche delle iperboli e luci riflesse in Boemia

L'assurdità è una deformazione grottesca della realtà a fini espressivi ("lo ha inventato Goya"); gli eroi nazionali riflessi negli specchi concavi sono distorti sistematicamente dall'autore. Di fronte a un mondo mostruoso e assurdo, l'opera agisce selettivamente disintegrando i fatti e restituisce al pubblico ciò che più lo sconvolge e lo travolge. Si tratta di una critica devastante di un ordine costituito, dove il grottesco è contemporaneamente tragedia e farsa.

Valle-Inclán descriveva i nuovi concetti estetici in tre testi ben noti: per quanto riguarda la cronologia dell'assurdo, va osservato il 1920 come anno della svolta. Sono quattro le opere fondamentali dell'autore: una tragicommedia rurale, Parole Divine, considerata un capolavoro del teatro mondiale; due farse, Farsa amorosa del re e della regina e La licenza castiza; e infine Luces de Bohemia (Luci della Boemia).

In questo lavoro, Valle trasforma e deforma le creature attraverso il setaccio del grottesco e del mostruoso, trasmettendo un'immagine cruda della realtà spagnola: istituzioni, classe media, popolo e chiunque abbia rilevanza sociale non viene risparmiato dalle critiche, senza mai cadere nel sentimentalismo o nel moralismo. Per Zamora Vicente, dal punto di vista linguistico, questo è il capolavoro dell'estetica che sintetizza il nuovo modo di vedere il mondo dell'autore.

Definizione di Esperpento

Definiamo l'esperpento come un genere letterario creato da Ramón del Valle-Inclán che distorce sistematicamente la realtà, accentuandone i tratti grotteschi e assurdi, degradando al contempo i valori letterari consacrati. Il linguaggio colloquiale viene nobilitato artisticamente, seppur ricco di espressioni gergali e ciniche. Valle definisce nella Scena XII: "L'esperpento lo ha forgiato Goya. Gli eroi classici sono andati a fare una passeggiata nel Vicolo del Gatto. Gli eroi classici riflessi negli specchi concavi sono l'esperpento... Le immagini più belle in uno specchio concavo sono assurde". Distorcere l'espressione nello specchio stesso significa distorcere i volti e la vita miserabile della Spagna.

Le tecniche principali sono la deformazione e il distanziamento. La contraddizione di fondo è un tentativo di approfondire la critica alla vita miserabile spagnola. Valle-Inclán adotta una visione dall'alto, separandosi da ciò che accade per non identificarsi con i personaggi. In questo modo trasmette una realtà de-idealizzata e deformata, dove il personaggio è visto come inferiore all'autore (come in Omero), a differenza dell'identificazione emotiva tipica di Shakespeare.

Non sono deformati solo i personaggi, ma anche le situazioni. L'esperpentizzazione avviene attraverso la tecnica del contrasto, fondamentale nella Scena XIII: Don Latino arriva ubriaco al funerale del suo migliore amico, un cagnolino salta sulla bara, appare Soulinake dicendo che Max non è morto ma in trance. Tutti questi contrasti trasformano la tragedia in un grottesco tragico.

4) Le luci della Boemia e la realtà politica e sociale

Nella Scena XII, Max definisce l'esperpento partendo da questa dichiarazione: "La nostra tragedia non è una tragedia". La tragedia è un genere troppo nobile per il paesaggio circostante: "La Spagna è una deformazione grottesca della civiltà europea". Pertanto, il senso tragico della vita spagnola può emergere solo attraverso una bellezza sistematicamente distorta.

Luces de Bohemia è una satira della politica nazionale, della società e della religione; è un atto d'accusa contro la situazione spagnola. Gli aspetti criticati da Valle attraverso il grottesco sono:

  • Riferimenti al passato imperiale (Filippo II, El Escorial).
  • Riferimenti alle colonie, alla Settimana Tragica (1909), alla Rivoluzione Russa (1917) e alla crisi spagnola del 1917.
  • Protesta contro la repressione poliziesca, la tortura e le detenzioni illegali (ridicolizzando figure come il Capitano Pitito).
  • Le rivolte di strada e la rivoluzione operaia. Le uniche figure non esperpentizzate sono la madre del bambino morto e l'operaio catalano.
  • Critica alla religione tradizionale e vuota: Max afferma che la Spagna, come concetto religioso, è paragonabile a una tribù primitiva.
  • Critica alle istituzioni letterarie e alla Royal Academy, ridicolizzando figure come Galdós (chiamato "Benito Garbancero").
  • Ridicolizzazione della vita bohémien, definita come un mondo inutile.

5) Modernismo e '98 in Luces de Bohemia

Alle sue origini, il Modernismo manifesta un profondo disaccordo con la civiltà borghese. Rubén Darío esprimeva il suo disappunto attraverso l'isolamento aristocratico e la raffinatezza estetica, accompagnati da atteggiamenti asociali. Il movimento segue le linee del Parnassianesimo (culto della perfezione formale, miti greci, esotismo) e del Simbolismo.

Il Simbolismo non si accontenta della bellezza esteriore, ma propone di andare oltre il sensibile. Il poeta deve scoprire i significati profondi attraverso i simboli, immagini che suggeriscono realtà non fisicamente percepibili. È un'arte che propone di suggerire ciò che è nascosto nel profondo dell'anima attraverso un linguaggio musicale.

6) I personaggi di Max Estrella e Don Latino de Hispalis

Max Estrella è un personaggio complesso e contraddittorio. È descritto con nobiltà e grandiloquenza, sia nelle annotazioni dell'autore che nei suoi stessi discorsi. La cecità di Max, oltre all'identificazione con il personaggio reale Alejandro Sawa, lo eleva a un nuovo Omero. La sua cecità è testimonianza dell'ingiustizia sociale, della corruzione politica e della degradazione della società.

L'evoluzione di Max lo porta dal piano puramente estetico della Boemia a una consapevolezza ideologica e sociale, specialmente dopo l'incontro con l'operaio catalano. Tuttavia, rimane una figura contraddittoria che accetta l'aiuto economico del suo ex amico ministro in una scena grottesca. Valle tratta Max con una prospettiva distorta, portandolo attraverso un processo di degradazione personale fino a una morte ridicola e patetica.

Don Latino de Hispalis è forse il personaggio più esperpentico, una caricatura costante che accompagna Max come un "cagnolino" traditore, venduto al miglior offerente. Egli rappresenta il lato oscuro di Max, completando il gioco di una società degradata che oscilla tra la sopravvivenza personale e la lotta sociale.

7) Realismo Magico ne La casa degli spiriti

Il Realismo Magico è un movimento letterario emerso nella cultura latino-americana durante l'ultimo terzo del XX secolo. Autori come Gabriel García Márquez e Isabel Allende hanno unito la cultura ancestrale del Sud America con la modernità.

La casa degli spiriti (1982) racconta la storia della famiglia Trueba attraverso quattro generazioni. L'opera evidenzia l'emergere del femminismo, rendendo le donne della famiglia le vere protagoniste della saga. Nel romanzo si riflettono le caratteristiche di questa corrente:

  • Mix straordinario tra elementi reali e magici nella vita quotidiana. Ad esempio, i poteri telecinetici di Clara che le permettono di prevedere terremoti o trovare oggetti scomparsi.
  • Molteplicità di narratori: la voce narrante passa da Esteban Trueba alla nipote o ad altri personaggi, a volte cambiando più volte all'interno dello stesso capitolo.
  • Descrizione eccellente del continente sudamericano selvaggio, come la tenuta "Las Tres Marías".
  • La morte non è vista come una fine definitiva (si veda il caso dello zio Marcos).
  • Il tempo non è lineare, ma procede per cicli, con continui progressi e battute d'arresto che non influenzano la coerenza della narrazione.

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