Manuel de Pedrolo e la renovació teatrale dalla postguerra agli anni 70

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Manuel de Pedrolo

L'opera di Manuel de Pedrolo è una delle più estese e variegate della letteratura catalana contemporanea. Ha coltivato praticamente tutti i generi letterari e ha lavorato con una grande molteplicità di temi e tecniche. Pedrolo scrisse romanzi polizieschi (Mossegar-se la cua, Joc brut), di fantascienza (Mecanoscrit del segon origen) e molto altro.

Tra il 1958 e il 1963 Manuel de Pedrolo scrisse un totale di tredici opere teatrali incentrate sul tema della libertà, che permettono di metterle in relazione con il cosiddetto teatro dell'assurdo.

Il teatro di Pedrolo, per aggirare la censura franchista, spoglia il dialogo di qualsiasi riferimento che permetta di localizzarne l'azione: le sue opere non hanno né geografia né storia e sfuggono alla riproduzione aneddotica della realtà. I personaggi sono simboli o incarnano atteggiamenti che l'autore pone di fronte a situazioni limite, da un'impostazione esistenzialista. I temi della morte, della comunicazione tra gli uomini, dell'autenticità, del senso dell'esistenza e, soprattutto, della libertà, articolano la sua opera drammatica.

La renovació teatrale dal dopoguerra agli anni 70

Dopo la Guerra Civile e con l'instaurazione del regime franchista, il teatro catalano fu bandito dalle scene professionali.

La guerra europea ebbe un ruolo determinante come catalizzatore dello sviluppo psicologico dei personaggi. Tuttavia, il teatro fu costretto a tornare alle forme drammatiche del passato, ai poemi drammatici e alle commedie di costume. Occorre citare, in primo luogo, i contributi di testi teatrali di alcuni scrittori e, in secondo luogo, la fondazione di piattaforme teatrali create al margine della scena professionale e ufficiale, come l'Agrupació Dramàtica de Barcelona e l'Escola d'Art Dramàtic Adrià Gual.

I cambiamenti degli anni Sessanta

Alla fine degli anni sessanta si verificarono cambiamenti nella concezione del fenomeno teatrale:

  • si affermò il protagonismo dei registi a scapito degli autori;
  • l'espressione corporale e l'immagine prevalsero sulla parola;
  • si diffusero le tecniche di lavoro collettivo;
  • si spezzarono le frontiere tra sala e scena.

Il concetto di spazio scenico sostituiva così i decori tradizionali.

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