Il Modernisme e l'Escola Mallorquina nel primo Novecento
L'entrada al segle XX: el Modernisme i l'Escola Mallorquina
Panorama generale
Nei primi anni del segle XX il Modernisme è la continuazione del XIX. In Catalogna, i giovani modernisti reagiscono contro la Renaixença e reclamano una cultura nazionale, che vada oltre il regionalismo. In tutta Europa porta con sé una rivendicazione della modernità e coinvolge anche altri movimenti come l'impressionismo, il simbolismo e il decadentismo. Tutti questi movimenti hanno instaurato la figura dell'artista ribelle e bohémien, e hanno stabilito una frattura tra l'artista e la società borghese.
Il passaggio dal XIX al XX secolo coincide con la nascita del cinema.
Il Modernisme
La corrente modernista predomina in Europa alla fine del XIX secolo e all'inizio del XX, e segna l'inizio di un'ossessione per la presa di distanza dal passato, per il superamento delle tappe e per lo sguardo rivolto al futuro, lungo tutto il XX secolo. Il Novecento è stato una celebrazione costante della novità.
L'immagine che abbiamo del Modernisme catalano deriva dalle arti figurative e soprattutto dall'architettura, un movimento decorativista, appariscente e spettacolare. Antoni Gaudí e Lluís Domènech i Montaner ne sono i maggiori esponenti.
Le origini del movimento furono antiborghesi e legate ai movimenti di sinistra e catalanisti. Pretese di superare la Renaixença quanto alle aspirazioni nazionali e alla piena normalizzazione della cultura catalana.
Due tendenze
- il regenerazionismo: movimento che propugnava un cambiamento sociale e politico e mirava a rigenerare la società. Aveva un carattere individualista. Jaume Brossa.
- l'estetismo: fondava la trasformazione della società sul ruolo primario che conferiva all'arte. Santiago Rusiñol.
Due fasi
- 1892-1900: fase più combattiva. I modernisti esposero le proprie idee in quattro riviste: L'Avenç, Catalònia, Quatre Gats e Pèl & Ploma.
- 1900-1911: fase più letteraria e meno ideologica. Il Modernisme fu assimilato dalla borghesia catalana. Rivista: Joventut.
Modernisti europei
Tra i modernisti europei figurano Friedrich Nietzsche (filosofo tedesco, idea del superuomo o concetto di volontà) e Henrik Ibsen (drammaturgo norvegese, autore di Un nemico del popolo). A questi si collega la figura del bohémien: personaggio antiborghese che viveva ai margini della società, a volte stravagante e spesso idealista. Ne esistono due tipi: la bohème nera (propria di chi viveva molto ai margini della società) e la bohème dorata (propria di chi criticava la borghesia ma ne proveniva e viveva bene).
La narrativa modernista catalana
La narrativa modernista catalana si apre con Els sots feréstecs di Raimon Casellas, che simboleggia la situazione dell'artista modernista di fronte alla società catalana, e si chiude con La vida i la mort d'en Jordi Fraginals di Josep Pous i Pagès.
Il teatro modernista
Il teatro modernista catalano fu un veicolo efficace di trasmissione delle idee moderniste ed è stato fortemente influenzato dal drammaturgo belga Maeterlinck (rappresentativo del simbolismo) e dal norvegese Ibsen (che scrisse un teatro di denuncia in cui l'individuo si scontra con la società). Entrambi hanno segnato le due tendenze del teatro modernista catalano: quella più simbolista o decadentista e quella più ideologica.
L'Escola Mallorquina
Il concetto di Escola Mallorquina era in origine solo geografico e fu poi applicato dai noucentisti a un gruppo di poeti maiorchini dei primi del Novecento, caratterizzato da un modello di lingua sottile e raffinato. Il gruppo ebbe come figure di riferimento Miquel Costa i Llobera e Joan Alcover e fu contraddistinto dal classicismo e dall'assunzione della tradizione popolare; finì per avere una radice cristiana e un'inclinazione conservatrice. A partire dal 1906 alcuni si avvicinarono al Noucentisme.