Storia della Spagna: Monarchia, Crisi, Espansione e Canarie
Organizzazione politica
Organizzazione politica: nella Castiglia il potere reale era forte. I sovrani si basavano sulla legittimità di origine divina e appoggiavano il diritto romano.
Le istituzioni principali erano:
- Consiglio reale: organo consultivo integrato dai nobili.
- Cortes: dovevano ratificare le decisioni dei re.
- Audiencia: organo supremo di amministrazione della giustizia; nel XV secolo era chiamata Real Cancillería.
Amministrazione territoriale
Il nomina dei regidores era a vita e avveniva al ffronte dell'ayuntamiento. Il corregidor, delegato del monarca, svolgeva funzioni di supervisione.
L'Hacienda riscuoteva l'alcabala, imposta fondamentale. In Aragona, invece, si sviluppava una confederazione di regni distinti, ciascuno con il proprio territorio e le proprie istituzioni. I monarchi designavano i governatori e le Cortes erano indette in ogni regno.
Quando le Cortes non venivano convocate, sorgevano le Diputaciones, incaricate di far rispettare gli accordi delle Cortes.
La giustizia era amministrata in nome del monarca. Il cobro di grandi importi era gestito dai Justicias Mayores, che mediavano tra nobili e re. L'amministrazione territoriale si articolava in merindades, al cui vertice vi era il merino.
Crisi del XIV secolo
Crisi: nel XIV secolo la crisi colpì i regni cristiani della penisola iberica. La Castiglia si riprese nel XV secolo, mentre l'Aragona lo fece nel XVI secolo.
Le cattive annate produssero carestie che favorirono la diffusione della peste nera, causando un grande calo demografico. Molte aree rimasero spopolate, si ridusse la produzione agraria e le rendite signorili, e questo favorì lo sviluppo dell'allevamento in Castiglia.
Crebbero i conflitti sociali, guidati dai contadini, e si verificarono persecuzioni contro gli ebrei, accusati della diffusione del contagio. Lo scontro di interessi tra corona e nobiltà portò infine alla guerra civile.
Espansione mediterranea
Espansione: l'Aragona conobbe una grande espansione nel Mediterraneo, in competizione con la Francia e gli Stati pontifici. Con Giacomo I furono espulsi i musulmani di Maiorca e Valencia. In seguito l'Aragona occupò Sicilia, Sardegna e Napoli, e ottenne il controllo di Atene e Neopatria.
L'espansione favorì lo sviluppo del commercio, in particolare di Valencia e Barcellona. Si importavano seta, spezie e tessuti di lusso, mentre si esportavano ferro, artigianato e zafferano.
Il commercio del vino entrò in declino con la conquista dell'Impero bizantino da parte dei Turchi nel 1453.
Le Canarie e l'esplorazione atlantica
Canarie: nel XV secolo Castiglia e Portogallo furono i regni maggiormente impegnati nello sviluppo della navigazione, in disputa per il dominio delle rotte atlantiche.
L'espansione atlantica, con le sue diverse relazioni, favorì l'impulso della monarchia, il rafforzamento dell'autorità e del potere centralizzato, la crescita del commercio e la diffusione di nuove tecniche (bussola, carte nautiche, navi).
Il Portogallo conquistò Ceuta, Madera e le Azzorre in vista dell'obiettivo della rotta per le Indie. Le esplorazioni raggiunsero Capo Verde e il Golfo di Guinea, e nel 1488 Bartolomeo Diaz trovò la tanto attesa rotta verso il Capo di Buona Speranza.
Enrico III diede impulso alla conquista delle Canarie, avvenuta in due fasi. Con i Re Cattolici la conquista si concluse, mentre la disputa con il Portogallo proseguì fino alla firma del Trattato di Alcáçovas (1479), che assegnò il dominio delle isole alla Castiglia.