L'Allegoria del Sole e il Mito della Caverna di Platone: Spiegazione Filosofica

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L'Allegoria del Sole e il Mito della Caverna: Concetti Chiave di Platone

L'Allegoria del Sole

In questa allegoria, Platone cerca di spiegare l'idea del confronto con il sole. Il sole, nel mondo sensibile, dà luce e vita a tutti gli esseri viventi che vi abitano. Bene, nel mondo delle idee, ha una funzione simile, in quanto dà tutte le possibilità esistenti di idee e di essere conoscibile.

Platone spiega che per vedere e farsi vedere ha bisogno di qualcosa di più che avere il senso della vista e qualche oggetto in vista; oltre a questo, c'è bisogno di luce. Le idee, anche, non possono essere conosciute senza il passaggio di un altro elemento: questo elemento è il Bene, che è quello che dà alle idee la possibilità di essere conosciute attraverso l'intelligenza.

Inoltre, il Bene e il sole hanno un'altra caratteristica comune, ossia che non si può conoscere né l'uno né l'altro a colpo d'occhio:

  • Per il sole, perché splende intensamente.
  • Per il Bene, perché è troppo astratto e possiede una tale essenza che richiede un osservatore di lunga data per riconoscerne la realtà.

Allo stesso modo in cui il sole dà la vita agli esseri senzienti, l'idea del Bene è ciò che conferisce la possibilità di essere alle idee già esistenti. Tuttavia, non deve essere confusa con l'essenza, perché questa è qualcosa che si trova al di sopra di questo.

Il Mito della Caverna

Con il mito della caverna, Platone espone la sua teoria metafisica, etica, politica e la sua teoria della conoscenza.

Prospettiva Epistemologica

Dal punto di vista dell'epistemologia, Platone descrive uomini che passano tutta la vita incatenati in una caverna e possono solo guardare la parete di fronte, sulla quale vengono proiettate delle ombre. Per questi uomini, le ombre rappresenterebbero i fatti sensibili, ovvero le congetture.

Gli oggetti reali, di cui l'ombra è solo una copia, sarebbero la credenza (doxa). L'idea del Bene, che splende fuori dalla grotta e che non può essere guardata direttamente, è l'intuizione (noesis), conosciuta attraverso altre realtà.

Quando uno di loro viene liberato e arriva a conoscere il Bene, diventa un uomo giusto, perché oltre ad aver raggiunto la saggezza, ha superato le virtù della temperanza e della fortezza necessarie per raggiungerla. Essendo diventato un uomo saggio, l'uomo ha conosciuto il Bene; questo è l'intellettualismo morale che Platone ha ereditato da Socrate.

Implicazioni Etiche e Politiche

L'uomo, nel suo desiderio di fare il bene, torna nella grotta per cercare i suoi compagni, ma questi lo rifiutano.

Per Platone, dovrebbero essere proprio coloro che hanno conosciuto la verità a governare. Il rifiuto della popolazione è significativo:

  1. Se governassero i guerrieri, si avrebbe un regime di terrore che porterebbe alla ribellione della gente.
  2. Se governassero gli artigiani, porterebbero alla rovina il paese.

La capacità di governare dovrebbe spettare a un piccolo gruppo di ogni classe, ma Platone conclude che questo sarebbe impossibile poiché non riuscirebbero a trovare un accordo, portando alla conclusione che ogni società è destinata a fallire se non guidata dai filosofi.

Teoria Metafisica

Per quanto riguarda la sua teoria metafisica, Platone paragona il mondo sensibile alla grotta, da cui non si può uscire senza grandi difficoltà. Tutte le realtà al di fuori della grotta sono le idee intelligibili. Le catene che tengono legati gli uomini nella caverna rappresentano le tendenze irascibili o i desideri del corpo, che impediscono di liberarsi facilmente e di raggiungere la vera conoscenza.

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