Ammortamenti, manutenzioni e svalutazioni: calcoli fiscali e civilistici per il bilancio

Classificato in Economia

Scritto il in italiano con una dimensione di 5,12 KB

Passaggi ammortamento

Nel costo storico si tolgono eventuali costi dell’anno e terreni; il totale risultante è la manutenzione.

Nel costo dell’anno si dimezza la percentuale quando previsto.

Esempio: costo intero - costo dell’anno = risultato da mettere nella tabella e poi applicare la percentuale.

Quando si hanno due aliquote: quella fiscale si dimezza e l’altra si calcola in base ai giorni e si applica nel bilancio civilistico.

Nota: come nell'esercitazione, in alcuni casi non si deve fare "costo intero - costo dell’anno", mentre in altri casi sì, come indicato nel testo di riferimento.

Manutenzioni

  1. Procedura di calcolo

    1) Costo storico – contratti = risultato × 5% = totale + i canoni (deducibile fiscalmente).

Esempio: per un totale di 105.000 € si imputano i 2/3 al conto economico: 105000 × 2/3 = 70.000.

70.000 - deducibile fiscale = risultato non deducibile.

Canoni: canone trimestrale di 350 €, ossia × 4 = 1.400.

Composizione deducibile civilisticamente: manutenzione e riparazioni da terzi + costi sostenuti in economia + canoni = deducibile civilisticamente.

Deduzione civilistica – deduzione fiscale = importo non deducibile

Alternativa: si può prendere il risultato presente sul libro e sottrarre la parte deducibile fiscalmente.

IRES

Esempio di trattamento nella dichiarazione IRES:

  • plusvalenza 10.000 : 5 = 2.000

Utile lordo (reddito di bilancio): prendere il totale, sommare o sottrarre gli elementi di variazione:

  • + svalutazioni non deducibili
  • + ammortamenti non deducibili
  • + manutenzioni non deducibili
  • + IMU pagata / plusvalenza (quota) 2.000

TOT

- IMU deducibile (stesso trattamento di quello indicato sopra)

- IRAP deducibile secondo libro

Reddito fiscale

L'IRES dovuta è il 24% del reddito fiscale.

- acconti versati

- ritenuta su interessi attivi del 26%

IRES residua da versare

Svalutazione

Segue il calcolo delle svalutazioni con i casi esposti:

1° caso

Credito insoluto esempio:

6.000 × 60% = 3.600 e 5.200 × 50% = 2.600, totale = 6.200

6000 + 5.200 = 11.200 crediti insoluti interi

Crediti insoluti a libro: 16.500 - 11.200 = 5.300

Totale crediti commerciali × 2% = 2.776 (svalutazione generica).

Svalutazione totale = 2.776 + 6.200 = 8.976

  1. FDO su crediti = 3.750

Crediti commerciali × 0,5% = 694

Crediti commerciali × 5% = 6.940

3.750 + 694 < 6.940 → deducibile

Svalutazione non deducibile: 8.976 - 694 = 8.282

  1. FDO su crediti = 6.500

6.500 + 694 < 6.940 = X

6.940 - 6.500 = 440 deducibile

Svalutazione non deducibile: 8.976 - 440 = 8.536

2° caso (classroom)

Si prendono i crediti verso clienti + cambi attive e, se necessario, i crediti insoluti = crediti commerciali.

Esempio: FDO rischi = 90.150

  1. FDO rischi 90.150 + 9.554,75 (0,5%)
  2. (5%) - FDO rischi 90.150 = 5.397,50
  3. (5%) - 5.397,50 = tot.

3° caso

Trovata la svalutazione civilistica: 17.625

Fdo svalutazione: 15.875 - 10.500 perdite nel testo = 5.375 (fdo svalutazione su crediti)

5.375 + 17.625 = 23.000 nuovo fondo civilistico.

  1. Crediti vs clienti 425.000 × 0,50% = 2.125 svalutazione fiscale deducibile

425.000 × 5% = 21.250  imponibile massimo deducibile del fondo.

a) fdo fiscale 5.375 + 2.125 (0,50%) = 7.500 (deve essere più piccolo del 5%)

b) 21.250 è deducibile

c) 17.625 svalutazione crediti civilistica - 2.125 (0,5% svalutazione fiscale) = 15.500 ??? (nella versione originale era indicato 550 non ded) — mantenuto il valore originale qui come 550 non ded se riferito al testo.

Nota finale: nel documento sono mantenuti tutti i calcoli e le cifre originali; verificare i passaggi numerici rispetto alla normativa fiscale vigente prima di applicare le deduzioni e le rettifiche in bilancio.

Voci correlate: