Aristotele: contesto storico, critica alla teoria delle idee, etica e politica
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Contesto storico
CONTESTO - Aristotele
Dopo la guerra del Peloponneso, Atene subì una battuta d'arresto: si manifestò un evidente declino politico e una profonda crisi economica. Questo contesto favorì la nascita di un nuovo imperialismo politico-militare.
Macedonia e l'ascesa di Alessandro
La Macedonia era un regno che manteneva una struttura sociale in parte feudale e possedeva una forte tradizione militare; il re avviò un processo di unificazione e di espansione che si concluse quando Filippo II fu nominato capo della Lega ellenica. Filippo fu assassinato un anno dopo; gli succedette il figlio Alessandro.
Dopo aver preso il potere in Macedonia, Alessandro fu nominato capo supremo e formò un grande esercito per sconfiggere i Persiani e creare un potente impero. Morì mentre si preparava a continuare le sue conquiste in Occidente; dopo la sua morte l'impero fu diviso, dando vita al periodo ellenistico.
Alessandro il Grande ebbe un ruolo importante: educato da Aristotele, promosse i valori greci in tutto l'impero e incoraggiò lo sviluppo di centri culturali ed educativi, come la Biblioteca di Alessandria.
Scienza, letteratura e arte nel periodo ellenistico
In matematica si distinsero Euclide e Archimede. In astronomia si segnalarono Aristarco di Samo (ipotesi eliocentrica) e Ipparco (contributi alla trigonometria).
In letteratura si svilupparono la poesia cortigiana e la nuova commedia. L'arte acquisì grande rilievo soprattutto ad Alessandria e Pergamo; nell'architettura si registrò uno sviluppo urbanistico e la realizzazione di opere monumentali.
L'attività filosofica del periodo fu caratterizzata dalla presenza e dallo sviluppo delle scuole nate dall'eredità di Platone e Aristotele. Tra le correnti principali emergono:
- Stoicismo: sostiene che il fine dell'uomo sia la felicità, raggiungibile attraverso il controllo di sé e l'equanimità.
- Epicureismo: afferma che il bene supremo sia il piacere, inteso come assenza di dolore e tranquillità dell'animo.
- Scetticismo: sostiene che non è possibile raggiungere una conoscenza certa della realtà; tutto appare relativo e contingente.
Critiche alla teoria platonica delle Idee
CRITICHE ALLA TEORIA PLATONICA DELLE IDEE
La teoria delle Idee di Platone si fondava sullo sforzo socratico di individuare e definire l'essenza delle cose: definita l'essenza, si ottiene il suo concetto generale o universale. Aristotele criticò questa impostazione sostenendo che, se le Idee sono le essenze delle cose ed esistono separatamente, allora esse dovrebbero essere sostanze dotate di un'esistenza indipendente. Le sue obiezioni principali possono riassumersi così:
- Platone raddoppia la realtà: oltre al mondo sensibile introduce un secondo mondo, quello delle Idee, il quale non spiega esaurientemente il mondo delle cose.
- Se le essenze sono separate dalle cose, allora non è chiaro in che senso esse siano l'essenza delle singole cose: sembrano piuttosto entità indipendenti.
- Le Idee non spiegano adeguatamente il cambiamento e l'origine delle cose: sono cause formali, ma non spiegano le cause produttive o il motore del divenire. Platone ricorreva al Demiurgo per colmare questa lacuna.
- Si osserva inoltre una tendenza alla matematizzazione della teoria delle Idee, che non risolve tutti i problemi posti dal rapporto tra idee e cose.
In sintesi, Aristotele rifiuta l'idea che le essenze esistano separatamente dalle cose; tuttavia non respinge del tutto il concetto di essenza, ma nega la loro esistenza autonoma e trascendente.
Etica
ETICA
L'etica si dedica a studiare la giustificazione razionale delle norme morali che governano il comportamento umano. Si configura anche come un'etica della virtù che indaga i mezzi per raggiungere la felicità.
La felicità
La felicità è oggetto di numerose controversie, soprattutto quando è intesa come bene supremo. Alcuni valorizzano la vita attiva e politica, il cui massimo bene sarebbe la gloria e la virtù. Altri preferiscono la vita contemplativa del filosofo e la ricerca della saggezza. Altri ancora ritengono il piacere come il bene più alto.
Aristotele rifiuta l'idea che il bene sia un valore ideale unico e astratto, poiché esistono diversi tipi di beni. La felicità non dipende esclusivamente da beni esterni, ed è principalmente l'attività esercitata in modo perfetto propria dell'essere umano. In termini generali, la felicità consiste nell'unione sapiente di virtù, contemplazione e beni esterni. Si può dire che:
- La felicità è il fine ultimo di ogni azione umana.
- Il male è tutto ciò che ostacola o si oppone a questo fine.
La virtù
La virtù è una disposizione dell'anima: una capacità stabile che consente di comportarsi in modo appropriato. Non coincide semplicemente con la conoscenza. Un atto è veramente buono quando l'individuo agisce consapevolmente e con una decisione deliberata.
La virtù comprende la conoscenza, una forte volontà e una scelta riflessiva dei mezzi per compiere un'azione. Si acquisisce attraverso la pratica e l'abitudine. Aristotele nega che si sia virtuosi per natura o solo per educazione; la virtù è uno stato dell'essere che si manifesta nelle azioni e diventa stabile quando è assunta come abitudine.
La virtù è una via di mezzo: un equilibrio tra due eccessi (vizi) che stanno ai suoi estremi. Questo «giusto mezzo» non può essere determinato in termini astratti o generali; la persona saggia e prudente saprà scegliere il giusto equilibrio nelle circostanze concrete.
Si distinguono inoltre virtù di tipo intellettuale: esse riguardano la coltivazione delle qualità cognitive e pratiche personali.
Etica e politica
L'attività politica non ha senso se non è orientata dall'etica e dalla virtù. Lo Stato ha come fine principale il vivere bene in senso morale, affinché tutti gli individui possano raggiungere la felicità. Nessuno può essere pienamente virtuoso se non è adeguatamente educato.
Politica
POLITICA
La politica cerca di scoprire quale sia il bene dell'umanità. Pur essendo auspicabile che un singolo individuo viva bene, è ancora più bello e divino quando l'interesse riguarda un popolo intero o uno Stato.
Organicismo sociale e origine dello Stato
Organicismo sociale: lo Stato è anteriorità rispetto alla famiglia e a ciascun individuo; il tutto è più importante delle sue parti. Se ogni individuo non è autosufficiente, è perché deve essere posto in società. Grazie al linguaggio, l'essere umano può comunicare con i suoi simili: il linguaggio è indice della sua natura sociale.
Origine dello Stato: l'individuo genera la famiglia, la famiglia si unisce in una casa, poi in tribù, villaggi e infine nella città, la polis o lo Stato. Il linguaggio e le parole segnano la predisposizione dell'uomo alla comunicazione e spiegano la sua natura sociale.
Priorità dello Stato e attività politica
Priorità dello Stato: solo lo Stato può essere considerato autosufficiente in senso pieno; l'individuo e la famiglia dipendono dallo Stato. Questa autosufficienza è fondamentalmente etica e volta al bene umano. L'attività politica è significativa solo se regolata dall'etica e dalla virtù.
Teoria della politica e tipi di governo
La politica è intesa come una scienza empirica, ma non esatta. Aristotele sosteneva l'ideale della piccola città-stato e classificava le forme di governo preferibili:
- Forme buone: monarchia, aristocrazia e democrazia (quando governano i migliori).
- Forme degenerate: tirannia, oligarchia e demagogia.
Aristotele non mostrò una preferenza assoluta per un unico tipo di governo, ma riteneva che fosse meglio fare affidamento su una classe media stabile.
Gruppi sociali e cittadinanza
Secondo Aristotele, solo i cittadini liberi possono aspirare alla felicità politica. L'uguaglianza e la partecipazione piena alla vita politica erano limitate: schiavi e donne non godevano della possibilità di raggiungere la stessa pienezza civile e politica dei cittadini maschi.