Arte paleocristiana e altomedievale in Italia: basiliche, mosaici e architettura
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Paleocristiano
Teodosio afferma il cristianesimo come religione ufficiale dell'impero. Editto di Milano (313): con esso Costantino riconosce la libertà di culto.
Paleocristiano: deriva da paleo (antico). È l'arte prodotta nelle comunità cristiane tra il III e il VI secolo ed ha la funzione di comunicare ai fedeli temi religiosi.
Luoghi e funzioni
- Abitazioni private che ospitano la comunità di culto;
- Ecclesia domestica (chiesa domestica);
- Domus ecclesiae (casa dell'assemblea);
- Catacombe: cimiteri sotterranei (perché il cristianesimo richiede la sepoltura);
- Edifici: chiese, battisteri, costruzioni funerarie.
Basiliche importanti: San Pietro in Vaticano e San Giovanni in Laterano (quest'ultima con funzione di cattedrale). Duomo è sinonimo di cattedrale. Quadriportico: cortile porticato con quattro lati.
La basilica è divisa in: navata centrale, navate laterali e il presbiterio (posto attorno all'altare).
I tipi di pianta
- Pianta a croce latina (commissa, a forma di T);
- Pianta a croce immissa (✝);
- Pianta a croce greca (✛).
Basilica di Santa Sabina a Roma
È preceduta da un nartece. Ha una pianta basilicale ed è divisa in tre navate da arcate a tutto sesto sostenute da 24 colonne corinzie in marmo bianco, che sono elementi di spoglio. Le navate laterali sono molto più strette e ricevono luce da grandi finestre ad arco.
Basilica di San Lorenzo a Milano
Concepita come chiesa, il quadriportico resta solo su un lato: è costruito con colonne di spoglio e non collegato direttamente al corpo della chiesa. L'edificio è a pianta centrale e adotta lo schema tetraconco. Intorno corre un deambulatorio su due livelli; la galleria superiore prende il nome di matroneo, riservata alle donne. Sono annessi tre sacelli a pianta ottagonale.
Il primo è dedicato a sant'Aquilino, costruito come mausoleo imperiale e decorato con mosaici. Il secondo raffigura la Traditio Legis: Cristo appare senza barba, gli apostoli sono vestiti come filosofi; alla base è rappresentato un fiume. Un altro mosaico raffigura Cristo come Sole. Nei due mosaici si notano elementi classici (aspetto dei personaggi, motivi iconografici legati alla tradizione romana) oltre a punti naturalistici nella raffigurazione, come il fiume. Il Cristo imberbe deriva dall'iconografia delle divinità pagane (simbolo di eterna giovinezza). Si ricorre allo sfondo dorato, che rimanda a una realtà ultraterrena e crea una visione dello spazio su due dimensioni.
Battistero Lateranense a Roma
Costruito da Costantino nel 315. Comprende un nucleo centrale ottagonale a due ordini. Nell'ordine inferiore la trabeazione è sostenuta da otto colonne di marmo bianco. Al di sopra si trova un tamburo ottagonale con otto finestre che sorregge una cupola. Attorno corre un deambulatorio a otto lati coperto da una volta a botte.
Mausoleo di Santa Costanza a Roma
Costruito nel IV secolo per accogliere i corpi delle figlie di Costantino. A pianta circolare, è preceduto da un nartece con due absidi ai lati; all'esterno presenta un paramento murario in mattoni. L'interno è diviso in un vano centrale coperto da una cupola e in un deambulatorio dotato di piccole absidi, sovrastato da una volta anulare decorata con mosaici. I due spazi sono collegati da dodici archi impostati su dodici coppie di colonne. Il contrasto tra ombra e luminosità esprime la contrapposizione tra la vita terrena e quella eterna. La cupola, sorretta da un tamburo con dodici finestre ad arco, è decorata da mosaici e i muri da marmi policromi.
I mosaici: pitture su superficie realizzate con piccoli pezzi di pietra colorata (tessere).
Ravenna
Ravenna fu una capitale dell'impero e conserva testimonianze importanti.
Battistero degli Ortodossi: ha pianta ottagonale; l'esterno è murato a fasce con lesene e al fregio presenta archetti pensili. Il mosaico nella cupola raffigura il battesimo di Cristo e mantiene aspetti della tradizione ellenistica di Roma. Lo sfondo dorato della scena centrale si riferisce al mondo ultraterreno.
Mausoleo di Galla Placidia (ella fu reggente dell'impero): la pianta è a forma di croce; la cupola interna è realizzata con tubi di terracotta ed esternamente risulta chiusa in una torretta a base squadrata. I bracci sono coperti con volte a botte. Elementi decorativi: archi ciechi e cornici in laterizio. Il mosaico più celebre è quello del Buon Pastore: il Cristo siede in un paesaggio naturalistico; alcuni motivi decorativi presentano carattere astratto.
Ravenna ostrogota
Chiesa di Sant'Apollinare Nuovo: è dedicata a Sant'Apollinare ed è a pianta basilicale, divisa in navate. Sono presenti finestre che creano una distribuzione omogenea di luci e ombre. Si notano elementi di origine orientale, come l'abside poligonale all'esterno. I capitelli e i pulvini sono portati da Costantinopoli. I mosaici presentano 26 scene della vita di Cristo; la rappresentazione degli spazi tende verso una visione astratta. Anche il porto di Classe e il palazzo di Teodorico mostrano un aspetto bidimensionale.
Ravenna bizantina
Dopo Teodorico, Giustiniano intraprese azioni militari contro i suoi successori per riaffermare il controllo imperiale.
Basilica di Sant'Apollinare in Classe: l'interno è diviso in tre navate con 24 colonne i cui capitelli a foglie e pulvini provengono da Costantinopoli. La navata centrale introduce l'abside ed è decorata con mosaici. In alto è rappresentata la trasfigurazione di Cristo, affiancata dai profeti Mosè ed Elia e dagli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni. In basso è raffigurato un prato con pecore (i fedeli) attorno a Sant'Apollinare in preghiera. Si nota un carattere astratto e simbolico.
La scultura a Ravenna
Il rilievo è molto basso, con effetti chiaroscurali delicati.
Basilica di San Vitale
È a pianta ottagonale, preceduta da un nartece a forcipe. Attorno a un nucleo coperto da una cupola corre un deambulatorio a due livelli. Nel presbiterio sono presenti due celebri mosaici: nel primo è raffigurato Giustiniano con personaggi distinti secondo l'apparenza; nel secondo è rappresentata la moglie Teodora. In entrambe le scene i due avanzano verso l'altare con il pane e il vino. La rappresentazione è caratterizzata da una marcata bidimensionalità accentuata dallo sfondo dorato.
Arte bizantina
L'aggettivo bizantino indica la storia e la civiltà dell'Impero d'Oriente; l'arte bizantina deriva in parte dall'arte tardoantica. Il carattere dell'arte bizantina tende a ridurre il rilievo e a privilegiare la frontalità e la simmetria.
Esempio: la base dell'obelisco di Teodosio è un parallelepipedo di marmo bianco con rilievi che raffigurano l'imperatore con i figli: la frontalità e la simmetria sono accentuate.
Basilica di Santa Sofia (nata come chiesa di palazzo e dedicata alla Divina Sapienza) cambia lo schema tra pianta centrale e longitudinale: si articola in un grande spazio coperto da una cupola, affiancato da navate laterali. La luce fa sembrare le strutture meno pesanti; l'edificio applica la geometria alla materia. I capitelli presentano leggerezza immateriale. La rappresentazione della Madonna col Bambino in trono tra gli imperatori Giustiniano e Costantino e santa Sofia presenta i caratteri iconografici, compositivi e stilistici tipici della pittura bizantina: Maria su un trono è frontale; i personaggi sono spesso indicati da sigle (quelli attorno a Maria significano "Madre di Dio") e si crea un'immagine di culto.
Arte altomedievale
Altomedievale: periodo tra la fine del dominio bizantino e la diffusione del romanico. La tradizione artistica europea si arricchisce di componenti barbariche e mantiene modelli classici. Rivestono grande importanza le arti applicate.
Gli avori: usati per le rilegature di manoscritti.
Flabellum di Tournus: ricchissimo ventaglio liturgico per scacciare mosche, con manico e astuccio; presenta uno stile classicizzante.
L'oreficeria: tecnica di maggior rilievo e impegno. Il rilievo diventa più basso e compaiono elementi decorativi tipici della lavorazione dei metalli. Le lastre metalliche vengono lavorate con la tecnica dello sbalzo.
Pittura e mosaici altomedievali
In questo periodo si preferisce utilizzare i termini "mosaici" o "pittura su tavola" piuttosto che solo "affreschi" in alcuni contesti.
Chiesa di Santa Maria a Castelseprio (provincia di Varese): conserva dipinti con scene come le Storie dell'infanzia di Cristo; alcuni soggetti derivano da vangeli apocrifi e sono diffusi nell'immaginario popolare: il viaggio verso Betlemme di Maria e Giuseppe è narrato con spunti naturalistici che richiamano la pittura ellenistica.
Basilica di Sant'Agnese a Roma: l'abside è ornata da un mosaico che raffigura la santa tra due papi; molti aspetti lo avvicinano all'arte bizantina: le figure appaiono frontali e bidimensionali; lo sfondo dorato occupa gran parte della composizione e dà un aspetto ultraterreno.
Abbazia di San Vincenzo al Volturno (vicino a Isernia, nel territorio di Benevento): i dipinti sono noti per la ricchezza iconografica; compaiono scene di martirio presentate come esempi di virtù per i fedeli. Nel martirio di San Lorenzo l'attenzione è centrata sulle possenti figure angeliche che scendono in soccorso del santo.
Monastero di San Giovanni a Müstair (area alpina), fondato da Carlo Magno: illustra in modo organico temi dell'Antico e del Nuovo Testamento con centinaia di scene inquadrate da cornici a fiori e foglie. La tecnica pittorica mista è simile a quella bizantina, ma i caratteri espressivi si allontanano dall'eleganza formale dell'arte di Costantinopoli.
I Longobardi in Italia
L'arte longobarda testimonia l'incontro tra la cultura germanica e le tradizioni romana e paleocristiana.
Altare del duca Ratchis (conservato nel Friuli): formato da quattro lastre di pietra scolpite a bassorilievo. La lastra con la Visitazione mostra le figure di due donne abbracciate; l'intensità del gesto e del sentimento è sottolineata dall'allungamento degli arti superiori.
Tempietto di Santa Maria in Valle (Cividale): la struttura è arricchita da decorazioni modellate in stucco. È presente un fregio a bassorilievo con sei sante disposte, notevoli per l'eleganza e la naturalezza del tratto.
Chiesa di Santa Sofia (Benevento): è l'edificio più complesso del territorio longobardo, voluto dal duca Arechi. Ha una pianta elaborata e originale, simile alla forma di una stella, che corrisponde a una varietà di coperture con volte quadrate, triangolari e trapezoidali e una cupola al centro. Le colonne di spoglio con capitelli corinzi testimoniano una continuità con l'antichità; l'intitolazione richiama la chiesa di Costantinopoli come segno di emulazione.