L'Arte tra Settecento e Ottocento: Dall'Illuminismo al Romanticismo
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L'Illuminismo: Il Secolo della Ragione
L’Illuminismo fu un vasto movimento culturale e filosofico del Settecento, nato in Europa e sviluppatosi soprattutto in Francia. Esso considerava la ragione come lo strumento fondamentale per liberare l’uomo dall’ignoranza, dalla superstizione e dall’autorità assoluta della Chiesa e della monarchia. Gli ideali cardine sono la libertà individuale, l’uguaglianza civile, la tolleranza religiosa e la fiducia nel progresso scientifico.
La sua diffusione fu favorita dall’espansione dell’editoria e delle riviste, che contribuirono alla formazione di un’opinione pubblica critica e consapevole. L’opera simbolo del pensiero illuminista fu l’“Encyclopédie” di Denis Diderot e Jean-Baptiste d’Alembert, pubblicata tra il 1751 e il 1772. Era composta da 28 volumi (17 di testo e 11 di tavole illustrate) e raccoglieva tutto il sapere umano. La sua innovazione principale consisteva nell’equiparare le arti meccaniche a quelle liberali, valorizzando il lavoro manuale e tecnico come manifestazione dell’intelligenza e della creatività dell’uomo; promuoveva il progresso e la libertà del pensiero, opponendosi ai dogmi religiosi e all’autorità assoluta.
Johann Heinrich Füssli – L’incubo
- Anno: 1781
- Tecnica: Olio su tela
- Dimensioni: 101 × 127 cm
- Ubicazione: Detroit Institute of Arts, Detroit (USA)
In quest'opera, una giovane donna addormentata giace su un letto con un piccolo demone accovacciato sul petto, mentre la testa di un cavallo emerge dalle tenebre con gli occhi spalancati. L’opera rappresenta il mondo dell’inconscio, delle paure e dei desideri repressi. Il chiaroscuro accentuato e la luce concentrata sul corpo femminile creano un effetto drammatico e inquietante. Füssli esplora la dimensione irrazionale dell’animo umano, anticipando i temi del Romanticismo e della psicanalisi moderna.
Jacques-Louis David – Il giuramento degli Orazi
- Anno: 1784
- Tecnica: Olio su tela
- Dimensioni: 330 × 425 cm
- Ubicazione: Musée du Louvre, Parigi
Il dipinto raffigura il momento in cui i tre fratelli Orazi giurano di combattere per Roma, mentre il padre tende verso di loro le spade. La composizione, ordinata e simmetrica, riflette i principi del Neoclassicismo: rigore formale, equilibrio e chiarezza. I colori sobri e la luce limpida sottolineano la compostezza morale e il senso del dovere. David esalta le virtù civiche e la dedizione alla patria, incarnando gli ideali morali dell’Illuminismo.
Jacques-Louis David – Napoleone che valica il Gran San Bernardo
- Anno: 1801–1803
- Tecnica: Olio su tela
- Dimensioni: 261 × 221 cm
- Ubicazione: Château de Malmaison, Rueil-Malmaison
L'opera mostra Napoleone mentre guida il suo esercito attraverso le Alpi. In realtà, l’imperatore aveva attraversato il passo su un mulo, ma David lo ritrae in posa eroica, su un cavallo impennato, con il mantello mosso dal vento. Il quadro celebra il carisma e la grandezza dell’uomo di potere, trasformandolo in un simbolo di energia e volontà. La luce limpida, la precisione del disegno e la monumentalità della figura rispecchiano il gusto neoclassico e la retorica politica del tempo.
Caspar David Friedrich – Il viandante sul mare di nebbia
- Anno: 1818
- Tecnica: Olio su tela
- Dimensioni: 94,8 × 74,8 cm
- Ubicazione: Hamburger Kunsthalle, Amburgo
Un uomo, visto di spalle, si erge su una roccia osservando un mare di nebbia che copre montagne e vallate. La figura, solitaria e pensierosa, rappresenta il viandante romantico alla ricerca del senso della vita. Il paesaggio naturale diventa specchio dell’interiorità e simbolo dell’infinito. I toni freddi e luminosi creano un’atmosfera sospesa e meditativa. Il sentimento dominante è quello del sublime, in cui la contemplazione della natura suscita insieme timore e meraviglia.
Francisco Goya – Il sonno della ragione genera mostri
- Anno: 1799
- Tecnica: Acquaforte e acquatinta su carta
- Dimensioni: 21,5 × 15 cm
- Ubicazione: Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, Madrid
L'opera fa parte della serie Los Caprichos e rappresenta un uomo addormentato, circondato da pipistrelli e gufi, simboli della follia e della superstizione. È una metafora morale: quando la ragione si addormenta, l’ignoranza e la paura generano “mostri”. L’opera esprime la disillusione di Goya nei confronti della società del suo tempo e il suo desiderio di risvegliare la coscienza morale dell’uomo.
Francisco Goya – Il 3 maggio 1808
Fucilazione alla Montaña del Príncipe Pío
- Anno: 1814
- Tecnica: Olio su tela
- Dimensioni: 266 × 345 cm
- Ubicazione: Museo del Prado, Madrid
Il dipinto illustra l’esecuzione dei patrioti spagnoli dopo la rivolta di Madrid contro l’esercito napoleonico. Goya non mostra l’eroismo, ma la tragedia umana: i soldati francesi, ridotti a macchine di morte, sparano su civili terrorizzati. Al centro, l’uomo con la camicia bianca, illuminato da una lanterna, alza le braccia in un gesto che richiama la crocifissione di Cristo. L’uso del chiaroscuro e la pennellata rapida intensificano il dramma. L’opera è una condanna universale della guerra e una delle prime rappresentazioni moderne della violenza politica.