Ascesa della Borghesia e Trasformazioni Politiche nell'Ottocento

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Introduzione

La borghesia ha conquistato il potere politico attraverso i cosiddetti moti borghesi. Questo processo non è stato semplice poiché, dopo la Rivoluzione francese e la sconfitta di Napoleone, i sostenitori dell'Ancien Régime tentarono un reimpianto del sistema durante il Congresso di Vienna (1815). Tale tentativo fu di breve durata, poiché la borghesia tornò a mobilitarsi in una serie di ondate rivoluzionarie (1820, 1830, 1848) per ottenere il potere.

In tutte queste rivoluzioni, la componente liberale è stata fondamentale, spesso affiancata dall'ideologia nazionalista, attraverso la quale i popoli sottomessi ai grandi imperi cercavano di recuperare la propria identità nazionale. I casi più significativi furono quelli di Italia e Germania, che culminarono nel 1870 con la loro unificazione. Sebbene questo processo abbia caratterizzato gran parte dell'Europa occidentale, il primo esempio si verificò in Nord America, con l'indipendenza delle 13 colonie britanniche e la formazione degli Stati Uniti.

Liberalismo

Il liberalismo è l'ideologia creata dalla borghesia per mantenere il potere politico ed economico. Per proteggere i propri interessi, essa rifiutò il suffragio universale in favore del suffragio censitario, sebbene tale criterio sia variato nel corso del XIX secolo.

Principi fondamentali del liberalismo:

  • Libertà politica: L'individuo è un cittadino con diritti sanciti dai codici, non un suddito.
  • Separazione dei poteri: Distinzione tra governo (esecutivo), parlamento (legislativo) e tribunali (giudiziario).
  • Costituzione: Legge suprema, uguale per tutti.
  • Uguaglianza giuridica: Tutti sono uguali per natura davanti alla legge.
  • Sovranità nazionale: Il potere politico risiede nel popolo e non nel sovrano.
  • Libertà intellettuale: Spirito di tolleranza basato sulla libertà di pensiero e religiosa.
  • Libertà economica: Basata sulle idee di Adam Smith, si oppone all'interventismo statale a favore dell'impresa privata, della concorrenza e dell'inviolabilità della proprietà privata.

Congresso di Vienna (1815)

Il Congresso mirava a ripristinare l'ordine politico, sociale e territoriale precedente alla Rivoluzione francese. I suoi protagonisti furono le potenze che sconfissero Napoleone, inclusa la Francia, riammessa come potenza.

Risultati principali:

  • Legittimità: Diritto delle dinastie storiche di governare.
  • Diplomazia moderna: Nascita dei congressi come mezzo di risoluzione dei conflitti.
  • Equilibrio internazionale: Restaurazione dell'assolutismo, ridefinizione dei confini europei e creazione di stati cuscinetto attorno alla Francia.
  • Santa Alleanza: Creazione di una forza armata internazionale per intervenire contro chiunque rompesse i principi della Restaurazione.

Indipendenza degli Stati Uniti

Le cause della rivoluzione americana includevano l'aumento della pressione fiscale, le limitazioni al commercio e la diffusione delle idee liberali. Dopo il Boston Tea Party (1773), la tensione culminò nel conflitto armato.

Nel 1776 fu approvata la Dichiarazione d'Indipendenza, redatta da Thomas Jefferson. La guerra (1776-1783) vide le colonie, sostenute da Francia e Spagna, sconfiggere gli inglesi grazie alla guida di George Washington. Con il Trattato di Versailles (1783), la Gran Bretagna riconobbe l'indipendenza delle 13 colonie. La Costituzione del 1787, che istituì una struttura federale, divenne un modello per i liberali europei.

L'Europa napoleonica

Dopo il Consolato, Napoleone Bonaparte accumulò un potere crescente, proclamandosi console a vita nel 1802 e imperatore nel 1804. Sebbene il suo governo fosse autoritario, egli consolidò molti guadagni della Rivoluzione, pur vanificando il principio della separazione dei poteri.

L'impero napoleonico si espanse in Europa diffondendo le idee rivoluzionarie, ma entrò presto in crisi a causa di fattori nazionalisti, dello sforzo bellico e della disastrosa campagna di Russia. Dopo la sconfitta di Lipsia (1813) e l'abdicazione, Napoleone fu esiliato all'Elba. Tornò al potere per i 100 giorni nel 1815, ma fu definitivamente sconfitto a Waterloo e confinato a Sant'Elena, dove morì nel 1821.

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