Ascesa e consolidamento del Fascismo in Italia e del Nazismo in Germania
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Il Fascismo Italiano
Situazione in Italia dopo la Prima Guerra Mondiale
- Crisi economica: elevati costi del conflitto bellico.
- Disordini sociali: forte instabilità interna.
- Disoccupazione: aumento vertiginoso dei senza lavoro.
- Occupazione delle fabbriche: nel 1920, i lavoratori di Piemonte e Lombardia occuparono le grandi industrie. Parallelamente, si verificarono occupazioni illegali di terre da parte dei contadini, specialmente nella Pianura Padana.
Nelle elezioni del 1919, i socialisti ottennero il massimo consenso.
L'ascesa di Mussolini
Nel 1919, Benito Mussolini, espulso anni prima dal Partito Socialista, fondò a Milano il Partito Fascista. Dopo un iniziale insuccesso elettorale, Mussolini cambiò strategia, ponendosi come difensore dell'ordine contro lo sconvolgimento sociale.
Nacquero i Fasci di combattimento, bande armate incaricate di mantenere l'ordine e contrastare i lavoratori. Lo squadrismo divenne il sistema per indebolire l'autorità dello Stato e combattere la minaccia comunista.
La Marcia su Roma e la dittatura
Nel 1922, nonostante una parziale ripresa economica, il clima rimase segnato dalla violenza fascista. Nell'ottobre dello stesso anno, Mussolini ordinò la Marcia su Roma. Il Re, temendo una guerra civile, incaricò Mussolini di formare un nuovo governo. Gradualmente, il fascismo trasformò lo Stato in una dittatura totale.
Il 1924 segnò una svolta drammatica con l'assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti. Nel gennaio 1925, Mussolini si assunse la responsabilità politica dell'accaduto, bandendo i partiti politici, sospendendo la stampa liberale e imponendo l'educazione fascista.
Il consolidamento del potere (1926)
- Gli organi del partito fascista divennero organi dello Stato.
- Le squadre fasciste furono equiparate all'esercito.
- Controllo capillare sul mondo del lavoro.
L'opera del regime
- Eliminazione della resistenza antifascista.
- Patti con la Chiesa: introduzione dell'insegnamento religioso e controllo ecclesiastico sui matrimoni.
- Autarchia: ricerca dell'autosufficienza economica.
- Politiche demografiche: incentivi alla natalità e limitazione dell'emigrazione.
- Sindacati: sostituiti dalle corporazioni fasciste.
Il Nazismo Tedesco
Le origini e la crisi
L'economia tedesca degli anni Venti soffriva di un alto tasso di disoccupazione e di un pesante debito estero. La crisi del 1929 causò il collasso dell'economia tedesca. Il governo del cancelliere Brüning, attraverso politiche deflazionistiche, non riuscì a frenare la disoccupazione, spianando la strada all'ascesa di Hitler, nominato cancelliere nel 1933.
L'accesso al potere e il totalitarismo
In pochi mesi, Hitler smantellò l'opposizione. Venne creata la Gestapo (polizia segreta) e furono istituiti i primi campi di concentramento per prigionieri politici. Il nazismo si distinse per un carattere totalitario ancora più radicale del fascismo italiano.
Elementi chiave del regime nazista
- Antisemitismo: gli ebrei vennero indicati come capro espiatorio di ogni male.
- Mito ariano: proclamazione della superiorità della razza ariana.
- Nazionalismo radicale: rottura con la tradizione liberale e instaurazione del partito unico.
- Smania espansionistica: politica estera aggressiva.
Politica economica
Sotto il regime nazista, si registrò una ripresa economica grazie all'aumento degli investimenti e al riarmo, che ridusse drasticamente la disoccupazione e incrementò il reddito pro capite.