L'Ascesa del Fascismo e la Crisi della Repubblica di Weimar: Controllo Sociale e Instabilità Politica
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Il Fascismo e la Struttura della Società Italiana
Come era strutturata la società sotto il fascismo?
Il fascismo cercò di controllare e dirigere l'intera società, promuovendo l'affiliazione al partito o ai sindacati fascisti. A tal fine, furono istituite diverse organizzazioni per inquadrare la popolazione:
- L'Opera Nazionale Balilla (ONB), che aveva il compito di iscrivere i bambini fino all'età adulta.
- L'Opera Nazionale Dopolavoro (OND), creata per organizzare il tempo libero dei lavoratori.
Il Controllo sull'Istruzione e la Religione
Il controllo del fascismo ebbe un forte impatto anche nel campo dell'istruzione: gli insegnanti della scuola primaria dovevano indossare la camicia nera, e nelle università si doveva giurare fedeltà al regime.
Per quanto riguarda la sfera religiosa e familiare:
- Il Cattolicesimo fu dichiarato religione ufficiale.
- Fu proibito il divorzio.
- Fu resa obbligatoria l'educazione religiosa.
- Fu esaltato il ruolo della maternità e della famiglia.
Propaganda e Nuovi Media
Il regime privilegiò i nuovi media come la radio e il cinema. A Roma fu creata Cinecittà per promuovere una produzione cinematografica nazionale che doveva avere una forte funzione di propaganda.
La Repubblica di Weimar: Contesto e Problemi
La nuova politica, basata su una Costituzione democratica, non riuscì a creare un sistema politico stabile. Fin dai primi anni, si dovettero affrontare tentativi di insurrezione sia di destra che di sinistra.
Instabilità Politica e Tentativi di Colpo di Stato
Nel 1919 scoppiò la rivolta della Lega di Spartaco, guidata dai comunisti. La rivolta fu duramente repressa e i comunisti mantennero un forte rifiuto della Repubblica di Weimar.
Nel 1920, l'ascesa di gruppi nazionalisti radicali, che accusavano il governo di tradimento per aver firmato l'armistizio e accettato il Trattato di Versailles, portò a un tentativo di occupazione a Berlino (il Putsch di Kapp). Il colpo di stato, che aveva il sostegno di una parte dell'esercito, fallì a causa dello scoppio di uno sciopero generale.
Nel 1923 fallì anche il colpo di stato nazionalista e antidemocratico guidato da Adolf Hitler a Monaco di Baviera, con il sostegno del generale Ludendorff (il Putsch della Birreria).
La Crisi Economica e l'Iperinflazione
La situazione economica era estremamente difficile. I debiti di guerra e le riparazioni che la Germania doveva pagare ai vincitori diedero luogo a un aumento dell'inflazione e a una svalutazione drammatica del marco tedesco. La crisi raggiunse il suo apice nel 1923, quando i tedeschi non potendo pagare i debiti di guerra, le truppe franco-belghe occuparono l'area mineraria della Ruhr come garanzia di pagamento.
Il Declino della Repubblica
Tra il 1924 e il 1929 la Germania sperimentò una ripresa economica, ma la crisi del 1929 peggiorò drammaticamente la situazione. I partiti della coalizione di Weimar persero il sostegno dei lavoratori e della piccola borghesia impoverita. Dal 1930, i vari governi di coalizione non ebbero più una maggioranza sufficiente in Parlamento e si ricorse spesso allo scioglimento anticipato. L'instabilità ministeriale (19 governi in 13 anni) fu la prova della difficile situazione che stavano attraversando.
La Marcia su Roma (Ottobre 1922)
Il Partito Nazionale Fascista (PNF) dimostrò la sua organizzazione nell'agosto del 1922, in occasione dello sciopero generale indetto dalle forze di sinistra. I fascisti annunciarono che, se il governo non fosse riuscito a fermare lo sciopero, avrebbero sostituito lo Stato. Le squadracce mantennero in funzione i servizi postali, i treni e le automobili, e le loro azioni guadagnarono le simpatie della classe media.
Il colpo finale per la presa del potere fu la Marcia su Roma nell'ottobre 1922. I fascisti annunciarono che, se il governo fosse stato incapace di ristabilire l'ordine e l'autorità, avrebbero marciato sulla capitale per prendere il potere. Migliaia di Camicie Nere occuparono edifici pubblici e iniziarono a controllare le infrastrutture e le comunicazioni nel Nord Italia.
Il Ruolo della Monarchia e dell'Esercito
Il governo volle proclamare lo stato di emergenza il 28 ottobre, ma il re rifiutò di firmare il decreto e il governo si dimise. Assumendosi la responsabilità, Vittorio Emanuele III chiese a Mussolini, il 30 ottobre, di formare un nuovo esecutivo. Nel processo di trasferimento del potere al fascismo, due istituzioni svilupparono un ruolo decisivo: la Monarchia e le Forze Armate.
Il monarca per la sua decisione di cedere il governo a Mussolini, e i militari per aver consigliato al re di non mettere l'esercito nella condizione di dover reprimere i fascisti, dato che probabilmente alcuni reparti erano già legati al movimento.
L'Instaurazione della Dittatura
L'instaurazione della dittatura fascista fu il risultato di una restrizione delle libertà che ebbe luogo tra il 1922 e il 1924. Inizialmente, si trattò di un governo di coalizione tra diverse forze politiche che formalmente rispettava la politica, le libertà parlamentari e di associazione.
La svolta definitiva verso la dittatura avvenne nel 1924, in seguito all'assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti, che aveva denunciato i crimini perpetrati dalle squadre fasciste e le frodi con cui il PNF era riuscito a vincere le elezioni. I fascisti erano direttamente coinvolti nell'omicidio. Per evitare di dover affrontare le critiche del Parlamento, Mussolini assunse pieni poteri e mise a tacere ogni opposizione.