La casa di Bernarda Alba: personaggi, temi e struttura dell'opera di Lorca

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I personaggi de La casa di Bernarda Alba

Nel gioco teatrale dobbiamo distinguere tra i personaggi visibili (sulla scena) e i personaggi invisibili (che non appaiono davanti ai nostri occhi, ma influenzano lo sviluppo dell'azione).

Personaggi visibili

  • Bernarda (Bernarda Alba)
  • Le sue figlie
  • Maria Josefa
  • Poncia
  • Personaggi secondari: la colf, il mendicante, Prudencia, ragazze e altre donne (1ª, 2ª, 3ª e 4ª)

Personaggi invisibili

Personaggi che non appaiono in scena ma condizionano l'azione: Pepe el Romano, i braccianti e i mietitori.

Personaggi citati o presentati tramite informazioni

Personaggi di cui viene narrata qualche peculiarità o di cui si racconta una storia: Antonio María Benavides, Enrique Humanes, Paca la Roseta, donna di paillettes, Don Arturo (il notaio), l'uomo con il pizzo.

Descrizione dei personaggi principali

Bernarda è la forza repressiva dell'opera: autoritaria, inflessibile e conservatrice. Sul palcoscenico rappresenta la critica sociale attraverso atteggiamenti severi e spesso maschili. Si oppone agli impulsi erotici delle sue figlie e difende con ossessione l'"onore" e la "decenza": il controllo della verginità, l'immagine pubblica e la forma sociale. Appartiene a una classe sociale superiore e non vuole che le figlie sposino uomini del villaggio; la sua vita è regolata dal principio dell'autorità e dall'esercizio del potere, anche quando è ingiusto.

Angustias (indicata nel testo come "l'angoscia") è la figlia maggiore; è la destinata al matrimonio e l'erede di una fortuna che attira gli sguardi maschili, tra cui quello di Pepe el Romano. Nel lavoro appare sfortunata dal punto di vista affettivo: il matrimonio rappresenta per lei l'unica via di fuga dalla prigione domestica.

Magdalena, 30 anni, è figura che accetta la situazione, anche se in certi momenti impreca contro la condanna della sua condizione femminile.

Amelia, 27 anni, timida, ha un ruolo secondario: si è dimessa, con poco spazio in scena.

Martirio (detta anche Addolorata), 24 anni, è brutta, malaticcia, introversa, cosciente di sé e aggressiva; rappresenta un carattere duro e dal temperamento rapido.

Adela, 20 anni, incarna la ribellione: la più giovane e la più bella, ostinata nel perseguire la sua passione per Pepe el Romano, personaggio fuori scena. La sua ribellione culmina nel gesto estremo del suicidio quando crede che Pepe sia morto. Adela sfida la madre portando l'abito verde, opponendosi al nero imposto da Bernarda; è la trasgressiva disposta a infrangere le leggi familiari, fino a rompere il bastone di Bernarda.

Maria Josefa, la nonna, appare come un'anziana eccentrica che, con simpatia e umorismo, rivela i problemi dei nipoti: la detenzione alla quale sono sottoposte, la frustrazione delle donne, il desiderio di matrimonio, la voglia di essere madre e il desiderio di libertà. La sua follia è la via per esprimere il bisogno di fuga e di liberazione dalla tirannia di Bernarda.

Poncia conosce il passato della casa ed è spesso in conflitto con Bernarda. È piena di saggezza popolare e offre consigli che Bernarda, sorda a ogni suggerimento, rifiuta. La cameriera e alcuni vicini non raggiungono la stessa centralità, ma contribuiscono al quadro del "dramma delle donne in Spagna" (sottotitolo dell'opera).

Temi principali e secondari de La casa di Bernarda Alba

Tema centrale

Conflitto tra autoritarismo e desiderio di libertà: lo scontro principale è tra l'autoritarismo di Bernarda, che impone norme oppressive in quanto "capo famiglia", e l'anelito alla libertà incarnato soprattutto da Maria Josefa e Adela, che cercano di ribellarsi.

Temi secondari

  • Odio e invidia: le relazioni umane sono dominate da sentimenti di ostilità e gelosia. Vi è odio verso la cameriera e i vicini, e le sorelle coltivano invidia e risentimento tra loro; Adela accusa Martirio di gelosia.
  • Denuncia della Spagna rurale: Lorca mette in luce i problemi sociali e morali della sua epoca, criticando la società spagnola.
  • Mentalità tradizionale e morale: l'opera mette a confronto una mentalità che difende valori morali come tolleranza, gioia, sincerità, amore, misericordia e carità con la rigida morale dominante.
  • Ingiustizia sociale: Lorca evidenzia le tensioni sociali, le differenze e le crudeltà che permeano i rapporti umani; le relazioni sono gerarchiche e segnate da meschinità e umiliazione verso chi sta sotto nella piramide sociale.
  • Emarginazione delle donne: la donna è ridotta a ruoli che non sempre liberano o gratificano; ha meno risorse rispetto agli uomini per lottare per la propria felicità. Uscire dai ruoli (sposa-madre-moglie) comporta per la società il marchio del fallimento e dell'inutilità.

Lorca riflette crudamente l'emarginazione femminile mostrando due modelli estremi di comportamento: uno basato su un liberalismo morale apparente (es. Paca la Roseta, prostituta assunta dai mietitori) e l'altro fondato su una rigorosa idea di decenza che impone sottomissione alle norme sociali. Gli uomini godono di una libertà spesso negata alle donne.

Ruoli e differenziazione: il lavoro maschile e femminile è nettamente distinto: gli uomini lavorano nel campo, le donne rimangono in casa e in clausura. Davanti alla legge uomini e donne non sono uguali. Nel campo dell'amore la donna deve reprimere i propri impulsi per salvaguardare l'ordine familiare; l'"onore della famiglia", come nelle opere del Seicento, viene riferito al comportamento femminile.

Conflitto morale: autorità vs desiderio di libertà

Il tema centrale è il conflitto tra l'autoritarismo rappresentato da Bernarda e il desiderio di autenticità incarnato da Adela e Maria Josefa. Accanto a questi emergono questioni secondarie come la ricerca dell'uomo, la falsità, l'invidia, le differenze sociali, il concetto di onore, la violenza e la morte.

Lo scontro inizia fin dall'inizio: Bernarda impone alle figlie un lutto di otto anni con la sua volontà assoluta. Le figlie sono obbligate a sottostare alla disciplina irrazionale della madre. Ci sono momenti in cui l'autoritarismo di Bernarda sfocia nella violenza fisica (fine del primo atto; scene dell'atto II con spostamenti e colpi; atto III culminante...).

Adela si confronta con il potere assoluto di Bernarda: il suo desiderio di libertà è più forte della paura. Attraverso gesti e parole si manifesta la sua volontà di opposizione (ad esempio quando porta il ventaglio, quando indossa l'abito verde e dichiara il suo desiderio di libertà rispetto alla madre). Alla fine dell'opera Adela affronta la madre e rompe il bastone di Bernarda; la sua libertà è fugace e si conclude con la morte, segno della sconfitta della ribellione contro il potere materno.

Per Maria Josefa la ribellione passa attraverso la follia: essa appare come un'unica via di fuga per chi è rinchiuso e oppresso. Le risposte e il rifiuto dell'oppressione conducono a esiti tragici, come la follia o la morte. In definitiva, nell'opera l'autoritarismo trionfa, come suggerito dalle ultime parole di Bernarda.

Struttura

La casa di Bernarda Alba segue la divisione tripartita classica del teatro: l'opera è suddivisa in tre parti che rispecchiano il modello classico di presentazione, sviluppo e conclusione.

L'autore suddivide gli atti in scene, rispettando una logica drammaturgica coerente. L'opera risponde, in parte, alle tre unità: unità di luogo (la casa), unità d'azione; non rispetta tuttavia rigidamente l'unità di tempo. La struttura presenta una ripetitività interna: ogni atto ripete lo stesso schema in tre fasi ricorrenti — calma, conflitto e violenza — rafforzata da elementi ripetuti che legano l'intera opera.

Gli atti I e III iniziano in modo simile: con un silenzio ombroso che viene interrotto, nel primo caso, dal suono delle campane e, nell'altro, dal rumore dei piatti e delle posate. I tre atti si aprono con scene di vita quotidiana, mentre nel corso dell'opera emergono presagi del tragico esito. L'opera inizia infatti con una morte e si conclude con un'altra; comincia con i rintocchi delle campane e termina con due grida, con Bernarda che emette l'ultima parola: "Silenzio".

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