Il Cantar de Mio Cid, Gonzalo de Berceo e l'Arciprete di Hita: Un Viaggio nella Letteratura Medievale Spagnola
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Il Cantar de Mio Cid
Il manoscritto è datato 1207 e firmato da Abbat.
Argomento
È diviso in tre parti:
- Canto dell'esilio: Alfonso VI bandisce il Cid. Il Cid parte con i suoi sudditi, lasciando la sua famiglia in un convento.
- Canzone del matrimonio: Il Cid sconfigge i mori nella battaglia di Alcocer, da cui esce vittorioso e conquista Valencia. El Cid incorona re di Valencia Alfonso VI, e gli offre il matrimonio delle figlie Elvira e Sol con gli infanti di Carrión (nobiltà leonese). Il Cid è dubbioso ma alla fine acconsente al matrimonio.
- Canzone dell'affronto di Corpes: Gli infanti di Carrión si dimostrano vili (fuggono da un leone). Durante il viaggio verso Leon abbandonano e picchiano le figlie del Cid. Il Cid chiede vendetta al re, ed è concesso il processo di Dio. I cavalieri del Cid vincono. Viene stipulata una nuova alleanza matrimoniale delle figlie con i principi di Navarra e Aragona.
Tema e Struttura
Il tema è l'onore perduto e recuperato dal Cid, e la sua ascesa sociale. L'opera ha una struttura semi-metrica irregolare con rima assonante, organizzata in un numero indefinito di versi con la stessa rima.
Caratteristiche - Arte Narrativa, Tecnica e Stilistica
- Prospettive Diverse: oggettivamente, senza opinioni personali; soggettivamente, coinvolgendo l'ascoltatore.
- Stile diretto e indiretto: diretto (le parole esatte), indiretto (rielaborato dall'autore).
- Stilemi: epiteti epici (frasi lunghe che nobilitano l'eroe), atteggiamento arcaico nell'uso del linguaggio, e paradossale (lieto-lieto).
Gonzalo de Berceo
Gonzalo de Berceo è il primo poeta castigliano di cui si conosca il nome. Scrisse poesie sulla vita dei santi (Santo Domingo de Silos) e poesie dedicate alla Vergine (Miracoli di Nostra Signora). Nei Miracoli di Nostra Signora racconta 25 miracoli compiuti dalla Vergine, che ha aiutato i peccatori, quindi "umanizzati". L'opera inizia con un'introduzione allegorica, un locus amoenus. I personaggi sono prevalentemente religiosi e umili. La sua struttura è in tre parti: presenta il personaggio, la Vergine lo salva, e la morale.
Arciprete di Hita
Juan Ruiz, Arciprete di Hita, scrisse la sua opera in carcere, ma non è chiaro se si tratti di una prigione fisica o della prigione del mondo. La sua unica opera rimasta è Il libro del Buon Amore. L'opera è un'autobiografia fittizia amorosa (narra una storia d'amore con diversi tipi di donne), costantemente interrotta da storie, favole, barzellette, racconti e divagazioni varie, come Don Melone e Doña Endrina, o la battaglia tra Don Carnale e Doña Quaresima. Il suo intento reale non è noto, ma si crede che volesse divertire.