Capolavori della Pittura Barocca Spagnola: Stili e Maestri del Secolo d'Oro

Classificato in Lettere e Filosofia

Scritto il in italiano con una dimensione di 10,2 KB

La Pittura Barocca in Spagna: Apogeo Artistico nel Declino Politico

Il XVII secolo rappresenta il periodo di punta della pittura spagnola. È interessante notare come il declino politico ed economico sia coinciso con un'ondata di grande trascendenza spirituale e artistica. La Spagna possedeva due grandi centri artistici: Madrid e Siviglia, ma esistevano anche altri nuclei di risonanza come Valencia, Cordova, Granada, ecc.

Correnti Stilistiche Dominanti

Delle tre correnti che si svilupparono nella pittura europea del XVII secolo (naturalismo, classicismo e barocco), è il naturalismo che raggiunse la più alta diffusione nel paese, poiché coincideva con la sensibilità spagnola incline alla realtà. Il Barocco, con la sua carica ingombrante, non trovò grande riscontro nella seconda metà del secolo, quando lo stile divenne più dinamico, colorato e opulento.

Mecenatismo e Tematiche

La Chiesa fu la principale committente degli artisti, motivo per cui i temi sviluppati erano prevalentemente religiosi. I soggetti più comuni includevano:

  • La Vergine e il Bambino.
  • L'Immacolata Concezione.

Anche il ritratto acquisì grande importanza per la sua qualità, annoverando tra i suoi massimi esponenti Velázquez. La scena di genere (la taverna) ricevette accettazione grazie all'approccio naturalistico di pittori come Zurbarán.

Aspetti Composizionali

Per quanto riguarda la composizione, alcuni artisti non mostrarono grande interesse per il movimento delle figure, preferendo forme statiche e utilizzando nelle loro composizioni la semplice giustapposizione di oggetti e persone (Zurbarán). Altri, invece, manifestarono grande interesse per il movimento e impiegarono la diagonale tipica del Barocco. È fondamentale sottolineare l'importanza che gli artisti spagnoli diedero alla luce e alla prospettiva.

Le Scuole Regionali e i Maestri

Scuola di Valencia

Francisco Ribalta (1565-1628)

Il suo stile incorpora elementi dell'arte di Caravaggio, mostrando grande realismo nei suoi personaggi.

JOSÉ RIBERA (1591-1652)

Uno dei grandi maestri della scena centrale del secolo. Il suo stile è caratterizzato dal buio, ma l'intensità della luce e i colori ricchi conferiscono un carattere molto personale. Era molto interessato alla rappresentazione rigorosa del reale, conferendo alla sua pittura una forza e una drammaticità straordinarie. Nei suoi primi lavori dominava un forte tenebrismo. Col tempo, abbandonò lo sfondo scuro e sviluppò le sue scene con un colore giallo dorato chiaro e sfumature ricche. Sebbene il tema predominante fosse religioso, si interessò anche a temi mitologici per il loro legame con l'ambiente italiano.

Opere importanti: Il Sogno di Giacobbe, Il Martirio di San Bartolomeo.

Scuola Andalusa

Zurbarán (1598-1664)

Uno dei pittori più importanti della metà del secolo. Le sue tele illustrano chiaramente gli ideali della Controriforma e il fervore intenso degli ordini religiosi. Fedele al realismo del secolo, descrive i suoi personaggi con grande semplicità e scarso interesse per il dettaglio. Utilizzava un panno morbido e un tenebrismo chiaro la cui missione principale era definire i volumi, marcati da un disegno preciso. Le sue figure assumono una qualità quasi scultorea. Le sue composizioni sono semplici; tuttavia, tutta l'attenzione è concentrata sui volti e sulle mani, che acquistano un grande potere espressivo. In tutti i suoi personaggi si percepisce una profonda spiritualità, rifiutando i sentimenti violenti. Rappresentò meglio di chiunque altro il volto pieno di fervore dei santi e dei monaci. È un artista dedito quasi esclusivamente a temi monastici, realizzando numerose serie per diversi ordini.

Tra le sue opere si annoverano le serie per il Convento de la Merced (Siviglia), il Convento di San Buenaventura (Siviglia), La Cartuja de Jerez e Siviglia, e la realizzazione del Monastero di Guadalupe (Fra Gonzalo de Illescas).

Alonso Cano (1601-1667)

Altro grande pittore andaluso. Tendeva alla bellezza ideale. La sua pittura è idealista, raffinata, colta, con colori delicati; le immagini sono tenere e dolci. Deve essere considerato per i suoi soggetti devozionali: La Madonna col Bambino, La Pietà, L'Immacolata, ecc.

Valdés Leal (1622-1690)

Il suo stile era più interessato all'espressione della bellezza. Possedeva superbe capacità come colorista. Era melodrammatico e orientò la sua pittura verso il sgradevole e il macabro. Tra le sue opere spiccano le Ultimi Sette Sacramenti dipinte per l'Ospedale della Carità di Siviglia.

MURILLO (1617-1682)

Nato a Siviglia, fu il pittore per eccellenza dei soggetti religiosi, trattati con uno stile dolce, colorato e dinamico, pieno di fervore barocco, pur mantenendo un equilibrio compositivo. Abbelliva la realtà rendendola gradevole, anche nei temi di miseria e povertà. La sua tecnica era squisita e i suoi modelli avevano una certa aria femminile. Capace di adattarsi al gusto dominante, se nel periodo precedente rappresentava i santi eroicizzandoli, iniziò ad avvicinare la religione al popolo.

Murillo fu essenzialmente un pittore di temi religiosi (La Sacra Famiglia con l'uccellino, Adorazione dei Pastori) ed era molto interessato ai temi mariani come La Vergine col Bambino o l'Immacolata. Le rappresentazioni infantili sono importanti, come nel Divino Pastore. Nella sua pittura di genere, le scene popolari hanno un trattamento realistico con un tono malizioso.

Scuola di Madrid

Diego Rodríguez de Silva y Velázquez (1599-1660)

Una delle figure più importanti della pittura spagnola. Si colloca tra il realismo della pittura del primo semestre del secolo e lo stile barocco della seconda metà. Era di Siviglia, dove nacque, e Madrid, dove sviluppò la sua carriera. L'ampio numero di opere esistenti ci permette di conoscere in dettaglio l'evoluzione della sua pittura. Filippo IV fu un vero mecenate di Velázquez. Lavorò alla Corte, e i problemi economici non lo costrinsero a vendere i suoi quadri per vivere. I suoi dipinti venivano eseguiti lentamente, con abbondanza di tocchi, senza essere pressato né dal tempo né dal denaro.

Fasi Pittoriche di Velázquez

Le sue fasi artistiche possono essere così delineate:

Fase 1: Primi Anni a Siviglia

Si orienta verso la direzione naturalista tenebrista, con composizioni sui toni dell'ocra e del marrone e una tecnica stretta. Attribuisce importanza agli elementi di natura morta e all'individuazione dei personaggi: Donna che cucina le uova, Venditore d'acqua di Siviglia, ecc.

Fase 2: Primo Periodo a Madrid (dal 1623)

Si stabilisce come ritrattista a Madrid e inizia a lavorare per la Corte. Da questo momento la sua arte si evolve dopo aver conosciuto i grandi pittori italiani, ammirandone il colore e la luminosità. Questo impulso lo porta ad abbandonare il tenebrismo e a dipingere opere mitologiche: Il Trionfo di Bacco (Los Borrachos).

Fase 3: Maturità (dopo il primo viaggio in Italia)

La maturità del suo stile, calmo ed equilibrato, incentrato sulla luce e il colore, inizia a metà degli anni '30, dopo il suo primo viaggio in Italia. La sua permanenza in Italia arricchì la sua concezione artistica, sottolineando il suo interesse per la pittura veneta e aggiungendo alla sua pittura l'eleganza e l'armonia compositiva tipica dell'arte italiana (La Fucina di Vulcano). La sua tecnica in questo periodo e dopo il ritorno dall'Italia diventa più sciolta e leggera, ricercando tonalità più chiare e atmosferiche. Con queste caratteristiche dipinge opere come La Resa di Breda, nota anche come Las Lanzas, un fatto storico in cui l'ambiente raggiunge grande profondità e trasparenza, bilanciando figure e spazi. È importante in questo quadro la scena, dove risplendono i ritratti equestri come Filippo IV in argento, Filippo III, Margherita d'Austria, Elisabetta di Borbone e il Conte-Duca di Olivares. La sua preoccupazione per la condizione umana si riflette nelle rappresentazioni di buffoni e nani, come nel Pulcino di Vallecas.

Fase 4: Secondo Viaggio in Italia (dal 1649)

Dipinge il ritratto di Papa Innocenzo X, magnifico nella combinazione di bianco e cremisi e nella cattura della personalità del modello. Il suo quadro Venere allo specchio potrebbe essere stato dipinto in Italia in questi anni. Il soggetto è un nudo femminile, eccezionale nella pittura spagnola, che mostra una certa esitazione nel trattare il nudo.

Fase 5: Periodo Finale (1651-1660)

Negli ultimi anni la tavolozza di Velázquez è completamente liquida, scomparendo il contorno e raggiungendo qualità insuperabili. La pasta è a volte accumulata in pennellate veloci di grande effetto, i contorni si diluiscono e le forme assumono un carattere mutevole, uno stile quasi impressionista. Ottiene il controllo completo della prospettiva aerea, ovvero la rappresentazione della profondità in funzione del rapporto spazio-luce, catturando l'atmosfera tra i corpi. Le sue opere maggiori di questo periodo sono Las Meninas e Le Filatrici (o Le Fabbriche di Arazzi), che rispondono a questo stile e a queste qualità. In Las Meninas mostra una notevole padronanza nella rappresentazione dello spazio e nelle variazioni di luce; la composizione perfetta rende questo quadro uno dei capolavori della storia della pittura. Le Filatrici è uno dei grandi quadri di Velázquez e mostra la sua profonda conoscenza della mitologia e la rappresentazione della luce e dell'atmosfera.

Voci correlate: