Complementi verbali: forme, funzioni e regole di sostituzione

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L'oggetto diretto

L'oggetto diretto è il sintagma (nome, sintagma nominale, pronome o altro elemento) che riceve direttamente l'azione espressa dal verbo.

  • Forma: può essere un nome, un sintagma nominale, un pronome personale atono (lo, la, li, le) o, in casi particolari, una locuzione preposizionale.
  • Pronominalizzazione: se un complemento può essere sostituito dai pronomi lo, la, li, le, si tratta di un oggetto diretto.
  • Concordanza: a differenza del soggetto, l'oggetto diretto non determina la concordanza del verbo; tuttavia, può concordare in genere e numero con il participio passato in certe costruzioni (es. quando il complemento precede il participio con ausiliare avere).
  • Trasformazione in passivo: quando il verbo ammette la forma passiva, l'oggetto diretto può diventare soggetto della frase passiva.

L'oggetto indiretto

L'oggetto indiretto è il complemento che indica il destinatario, il beneficiario o il destinatario dell'azione espressa dal verbo; è distinto dall'oggetto diretto.

  • Forma: si presenta di solito come sintagma preposizionale introdotto dalla preposizione a oppure come pronome clitico atono (gli, le, loro).
  • Sostituzione: il complemento indiretto può essere sostituito dai pronomi atoni gli, le, loro o da forme corrispondenti, a seconda del contesto.
  • Comportamento nella passiva: diversamente dall'oggetto diretto, l'oggetto indiretto non diventa di norma soggetto nella trasformazione in voce passiva.

Il complemento preposizionale

Il complemento preposizionale è un complemento introdotto da una preposizione richiesta dal verbo o necessaria per il significato della frase.

  • Forma: si presenta sempre come un sintagma preposizionale.
  • Sostituzione: può essere sostituito da un pronome tonico o disgiuntivo preceduto dalla stessa preposizione (es. a me, di lui, con loro).
  • Domande a cui risponde: risponde a domande del tipo verbo + preposizione (es. a chi?, di che?, con chi?, a seconda della preposizione utilizzata).

Il complemento situazionale

Il complemento situazionale (o complemento circostanziale) esprime le circostanze che accompagnano l'azione verbale: tempo, luogo, modo, causa, scopo ecc.

  • Forma: può essere espresso mediante un avverbio, un sintagma nominale o una frase preposizionale.
  • Avverbializzazione: molti complementi circostanziali possono essere resi tramite avverbi generici (es. qui, lì, ieri).
  • Eliminabilità: spesso questi complementi possono essere omessi senza compromettere la correttezza grammaticale della frase, anche se si perde informazione contestuale.

Il complemento agente

Il complemento agente è il complemento che indica chi compie l'azione nelle frasi passive formate con il verbo essere + participio passato.

  • Forma: è introdotto dalla preposizione da (es. Il libro è stato scritto da Maria).
  • Trasformazione in attivo: il complemento agente può, nelle trasformazioni in voce attiva, assumere la funzione di soggetto.

L'attributo

L'attributo è il complemento del predicato nominale che, con verbi copulativi come essere, sembrare, risultare, esprime una qualità o uno stato del soggetto.

  • Forma: si presenta come sintagma aggettivale, nominale o preposizionale.
  • Concordanza: di norma concorda in genere e numero con il soggetto cui si riferisce.
  • Sostituzione: in alcuni casi l'attributo può essere sostituito da pronomi o espressioni neutre come ciò, a seconda del contesto.

Il complemento predicativo

Il complemento predicativo (o predicativo del soggetto/oggetto) è un elemento che, in costruzioni verbali non necessariamente copulative, attribuisce qualità o stato al soggetto o all'oggetto diretto.

  • Forma: si presenta come sintagma aggettivale, nominale o preposizionale.
  • Concordanza: concorda in genere e numero con il soggetto o con l'oggetto diretto a cui si riferisce.

Voci correlate: