Concetti Chiave della Filosofia Platonica
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L'Anima
Platone interpreta l'anima principalmente in due sensi: l'anima come ciò che permette agli esseri le attività vitali, e nel caso dell'anima umana come principio divino e immortale che ci permette di conoscere e di vivere una vita buona. Grazie all'anima si può raggiungere la scienza e compiere buone azioni. L'anima, o almeno la sua parte più eccellente, ci lega al mondo divino ed è dotata di un destino immortale.
Anima Concupiscibile
L'anima umana mortale, responsabile delle passioni, dei piaceri e dei desideri sensibili. Nel "mito della biga alata", rappresenta l'anima concupiscibile, metafora del cavallo con il male, poco docile, che dirige la macchina verso il mondo dei sensi. È la parte dell'animo umano più collegata al corpo e ai piaceri sensibili. Essendo così attaccata al corpo, viene distrutta quando questo muore. La sua sede è nell'addome (fegato).
Anima Irascibile
Parte dell'animo umano dove risiedono la volontà e il coraggio. Nel "mito del carro alato", è metafora del cavallo buono. Grazie a questa parte, l'auriga può seguire gli dèi verso il mondo delle idee e la contemplazione dell'Idea del Bene. Platone non si esprime chiaramente sulla sua mortalità o immortalità. La sua sede è nel torace.
Anima Razionale
La parte più elevata dell'animo umano, immortale e divina. Grazie ad essa si acquisisce la conoscenza e si vive una vita buona. Nel "mito del carro alato", è metafora del cocchiere. Si identifica con la ragione e ci rende capaci di conoscenza e di realizzazione del diritto e della giustizia. È dotata di immortalità. La sua sede è nella testa.
Allo Stesso Modo
Nella maggior parte delle sue apparizioni, questo termine non ha alcun valore semantico aggiunto, equivalente all'avverbio "così". Si riferisce all'analogia di proporzionalità. Questa analogia richiede quattro termini per esprimersi ed è la stessa ragione o rapporto tra alcune delle sue parole prese a coppie. Un'altra analogia potrebbe essere: le idee sono al mondo intelligibile come le cose sensibili al mondo sensibile.
La Scienza (o Episteme)
Conoscenza perfetta, basata sul mondo delle idee, ottenuta attraverso l'esercizio della ragione. Platone distingue tra due tipi di conoscenza: la scienza (episteme) e l'opinione. A sua volta, la scienza è rigorosamente divisa in scienza o filosofia (o dialettica) e pensiero discorsivo, mentre l'opinione si divide in credenze e congetture. Per il filosofo, la scienza era la conoscenza dell'assoluto, e ciò che è compito della ragione.
Cognoscibile
Ciò che può essere conosciuto. Le idee sono conoscibili perché irradiano la verità che proviene dall'Idea del Bene.
Congettura (Eikasía)
Conoscenza sensibile basata sulla percezione delle ombre e dei riflessi. Costituisce, insieme alla fede, il tipo di conoscenza chiamato da Platone doxa (opinione).
Cose di cui sopra
Si riferisce, nell'allegoria della caverna, a ciò che si trova al di fuori di essa. Se teniamo presente che Platone usa un linguaggio simbolico per esporre i suoi pensieri, possiamo identificare il significato di questa espressione con le idee.
La fede (pistis)
Conoscenza basata sulla percezione diretta delle cose sensibili. Costituisce, insieme alla congettura, il tipo di conoscenza chiamato da Platone doxa (opinione).
Demiurgo
Il Demiurgo è l'essere divino che, secondo Platone, produce l'universo. Il Demiurgo produce le cose naturali guardando le idee e utilizzandole come modelli nel mondo sensibile.
Dialettica
La dialettica è la scienza, nel senso stretto di solida conoscenza delle idee e delle loro relazioni fondamentali, in particolare l'idea del Bene. È il metodo filosofico proposto da Platone per accedere al mondo delle idee. La dialettica è intesa come un approccio razionale: si identifica con la filosofia e la scienza. Le sue caratteristiche sono:
- attività cognitiva in quanto è l'esercizio della ragione;
- oggetto è la conoscenza del mondo intelligibile, i rapporti delle idee;
- obiettivo finale è la conoscenza dell'idea del Bene e il fondamento ultimo di tutta la realtà;
- non basata sulla percezione;
- non accetta alcuna ipotesi: cerca la ragione più profonda di ogni argomento.
Si
Questo termine è solitamente preceduto negli scritti di Platone da un articolo determinativo con la prima lettera maiuscola. Così troviamo "la Bellezza stessa", "la Giustizia stessa". Questo conferisce un valore assoluto al termine che lo precede, indicando che Platone non parla di cose belle, giuste o vere, ma dell'idea stessa di Bellezza, Giustizia e Verità.
Episteme
Parola greca la cui radice significa "sapere" o "conoscenza", spesso tradotta come "scienza". Con essa i filosofi greci si riferivano alla vera conoscenza. Per Platone, la vera conoscenza è l'episteme, che può riguardare solo l'immutabile, la vera realtà delle idee, in contrapposizione alla doxa, l'"opinione", la conoscenza della realtà sensibile.
Robusto e in forte pendenza
Il percorso (processo educativo) che il prigioniero liberato dalle sue catene (ignoranza) deve affrontare è difficile da percorrere, così come il processo educativo (che è una metafora), non sempre ben compreso da chi viene educato.
Essenza
Le idee sono le essenze delle cose, anche se separate e indipendenti da esse. Ogni molteplicità di cose partecipa di un'unica idea, che è la sua essenza (ciò che una cosa è). Ad esempio, tutte le cose belle partecipano e si riferiscono all'idea di Bellezza, così come la molteplicità delle cose reali all'idea di Verità. L'idea del Bene è il produttore o la causa dell'essenza delle altre idee.
Genesi
La genesi e le forme di corruzione sono sempre presenti. Platone, nel libro VI della Repubblica, usa questo concetto per riferirsi al mondo delle cose sensibili. Nel mondo sensibile c'è spazio solo per il movimento. Il sole è la causa della genesi (anche della crescita e della nutrizione) delle cose visibili. Con ciò, Platone intende indicare che è il motivo per cui le cose diventano ciò che sono. Allo stesso modo, l'idea del Bene è il produttore dell'essenza delle idee. Il sole è al principio delle cose ciò che l'idea del Bene è all'essenza delle idee.