La Confisca Ecclesiastica di Mendizábal (1836): Riforma Economica e Contesto Storico
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Il Decreto di Confisca di Mendizábal (1836): Contesto Storico e Rilevanza
Questo documento storico, classificato come fonte primaria e diretta, definisce la natura giuridica e informativa del provvedimento, basandosi principalmente sulla questione economica. Il testo è indirizzato a Sua Maestà la Regina Maria Cristina.
Sebbene l'autore sia identificato come Mendizábal, il documento è firmato dal Reggente. Juan Álvarez Mendizábal fu un banchiere e uomo d'affari, esiliato a Londra. Dal punto di vista politico, fu un membro di spicco del Partito Progressista, ricoprendo le cariche di Presidente del Governo, Ministro delle Finanze e Sindaco di Madrid.
Circostanze di Sviluppo
Alla fine del 1835, i Moderati guidati da Martínez de la Rosa detenevano il potere. Per ottenere l'appoggio dei Progressisti, Mendizábal fu nominato Presidente del Governo e Ministro delle Finanze. È in questo contesto politico e finanziario che fu adottata la confisca ecclesiastica nel 1836.
Obiettivi e Principi del Decreto
Il decreto si basava su tre principi fondamentali:
- Motivazione principale (Motivo).
- Beni particolari che sarebbero stati espropriati.
- Stato di protezione per certi beni (Tutela del patrimonio).
A) Motivazioni Economiche
Il decreto mirava a risolvere gravi problemi economici, tra cui:
- La riduzione del debito pubblico, in costante aumento sin dal regno di Carlo IV.
- La facilitazione dello sviluppo dell'industria e del commercio.
- La riattivazione della ricchezza “morta” (stagnante).
- La creazione di una classe ricca di contadini proprietari.
B) Implicazioni Sociali e Procedurali
Furono messi in vendita tutti i beni immobili che facevano parte di comunità religiose e società. Il decreto forniva anche un mezzo per consentire allo Stato di mantenere alcune attività di valore artistico e storico.
Il modo di procedere prevedeva una procedura standardizzata che coinvolgeva la valutazione, l'asta, la vendita e un metodo specifico di pagamento.
Contesto Storico e Conseguenze Immediate
Il decreto del 1836 si inserisce nel quadro delle riforme attuate dai Progressisti durante la Reggenza di Maria Cristina e in concomitanza con lo sviluppo della Prima Guerra Carlista.
Dopo tre anni di governo Moderato, Maria Cristina rimosse Martínez de la Rosa e nominò Mendizábal come Primo Ministro. Questo decreto fu annunciato in un periodo di grave crisi economica e crescente disavanzo statale.
L'adozione di questo decreto, insieme ad altre problematiche, portò al licenziamento di Mendizábal e al Motín de La Granja nell'agosto del 1836. In seguito, furono adottate la Costituzione del 1837 e una serie di leggi, tra cui l'abolizione delle decime e delle corporazioni e ulteriori politiche di dismissione immobiliare (disentailment).
Al termine di questa fase, i Moderati riconquistarono il potere.
Significato e Impatto Storico
I risultati politici ed economici ottenuti non furono quelli auspicati da Mendizábal. Le entrate agricole furono limitate, poiché i pagamenti venivano spesso ammessi tramite titoli di debito pubblico svalutati.
Fu la borghesia rurale ad acquistare parte dei terreni, ma anche i signori urbani, che vedevano in ciò un potenziale investimento derivante, in parte, dai profitti dell'industria.
Si registrò, inoltre, la perdita e la distruzione di una parte significativa del patrimonio artistico.
Inizialmente, il decreto fu respinto da Maria Cristina e dall'alto clero. Tuttavia, la Regina fu costretta ad approvarlo a causa della forte pressione dei Progressisti e delle impellenti necessità finanziarie generate dalla Guerra Carlista.